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MONDO

Sono l'ex ideologo e l'ex capo di stato

Cambogia, tribunale Onu condanna all'ergastolo gli ultimi leader dei Khmer rossi

Nuon Chea e Khieu Samphan colpevoli di "crimini contro l'umanità, sterminio e atti disumani"

I due condannati Khieu Samphan e Nuon Chea (AP Photo/Mark Peters)
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Phnom Penh (Cambogia) Il tribunale misto dell'Onu a Phnom Penh ha condannato all'ergastolo Nuon Chea e Khieu Samphan, i due più alti ex leader dei Khmer rossi ancora in vita, per crimini contro l'umanità relativi all'evacuazione forzata della capitale cambogiana nel 1975.

Sterminio disumano
L'ideologo del regime Nuon Chea (88 anni) è stato riconosciuto colpevole di "crimini contro l'umanità, sterminio e atti disumani" durante e dopo la presa di Phnom Penh, mentre l'ex capo di stato Khieu Samphan (83) è stato condannato per aver preso parte all'attuazione di tali crimini, pur senza averli ordinati. I due imputati erano presenti in aula al momento della sentenza.

A causa delle sue deboli condizioni di salute, al "fratello numero due", Nuon Chea, è stato concesso di restare seduto sulla sua sedia a rotelle mentre ascoltava il verdetto. 

Genocidio delle minoranze
La sentenza porta a conclusione il primo procedimento contro i due ex leader, in carcere già dal 2007. Un secondo processo, per le accuse di genocidio contro la minoranza vietnamita e la comunità musulmana Cham, ha tenuto la sua prima udienza la settimana scorsa.
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