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POLITICA

A Torino annullato il Festival Internazionale della Canapa

Cannabis, Salvini annuncia la "guerra" agli shop. Conte: "Non è all'ordine del giorno"

Il sottosegretario al ministero dell'Interno M5S, Sibilia: "Non vedo per quale motivo vadano chiusi. È un tema che per me non esiste"

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"Ringrazio le forze dell'ordine e la magistratura perché è in corso la chiusura di tre cannabis shop a Macerata, Porto Recanati e Civitanova Marche". Lo ha detto il ministro dell'Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, durante un comizio a Pesaro. E prende spunto da questi provvedimenti per lanciare la sua nuova battaglia: "Da oggi comincia una guerra via per via, negozio per negozio, quartiere per quartiere, città per città - ha aggiunto -. Gli spacciatori non li voglio, la droga fa male. Meglio un uovo sbattuto".

Il vicepremier leghista apre dunque un altro fronte nel governo sulla chiusura di questi esercizi commerciali.  "Sono sicuro che il 'modello Macerata' può essere replicato con successo in tutta Italia, oggi stesso manderò una direttiva con questa indicazione", dice. "Complimenti al questore e alla magistratura, lo Stato dimostra di non essere complice di chi vende prodotti che fanno il male dei nostri figli".

"Annullamento Festival Torino ottima notizia
E dopo le sortite del ministro dell'Interno arriva la notizia dell'annullamento del Festival internazionale della canapa in programma a Torino nei prossimi giorni. "Ottima notizia! Che si aggiunge alle due chiusure di negozi di cannabis in provincia di Macerata oggi. Dalle parole ai fatti", commenta Salvini. 

"M5s ritiri proposte cannabis libera"
"Combattere la droga significa anche combattere la mafia come dimostrano gli arresti delle ultime ore contro il clan Casamonica". Così poi Salvini risponde a Luigi Di Maio chiedendo che "il senatore dei 5 Stelle Mantero ritiri la proposta sulla droga libera". "Non è nel contratto di governo - sottolinea - e non voglio lo Stato spacciatore".

Conte: cannabis? Non è all'ordine del giorno
"Ho un'agenda con un'ordine del giorno molto fitto, questo non è all'ordine del giorno". Così il premier ha risposto a chi gli chiedeva quale fosse la sua posizione sulla cannabis light

Sibilia, non capisco perché chiudere shop
"Non vedo per quale motivo vadano chiusi. Lo Stato deve star vicino alle piccole medie imprese. È un tema che per me non esiste". L'ho detto il sottosegretario al ministero dell'Interno, Carlo Sibilia riguardo all'intenzione manifestata più volte nelle ultime ore dal ministro Matteo Salvini di chiudere i negozi per la vendita di cannabis legale. "Se ci sono business illegali vanno chiusi tutti. Non è che uno si alza la mattina e chiude esercizi commerciali. Noi i negozi dobbiamo occuparci di farli aprire", ha aggiunto Sibilia.

M5S: danno economico a Torino per colpa di Salvini
"Un evento internazionale a Torino annullato per colpa di Salvini e della Lega. Un danno economico e di immagine per tutta la città di cui, addirittura, il Ministro dell'Interno si rallegra". Così, su Facebook, il consigliere comunale M5S Damiano Carretto commenta la decisione presa dagli organizzatori del Festival Internazionale della Canapa di Torino di annullare l'evento. "Per quanto possa valere la mia posizione da consigliere comunale - dice Carretto - do tutto il mio supporto e la mia solidarietà a tutti coloro che si stavano adoperando per realizzare questo importante evento in città. Spero che sia solo un impedimento temporaneo e che il prossimo anno possa realizzarsi il Salone a Torino", conclude Carretto ricordando che proprio per oggi è in programma un Consiglio comunale aperto sul tema della cannabis.

"Lega votò legge su canapa shop"
Sulla polemica c'è poi chi ricorda che i canapa shop sono legali grazie alla legge 242/2016. Una legge votata all'unanimità nella scorsa legislatura addirittura in sede legislativa, cioè senza passare dall'aula, sia alla Camera e al Senato. Tutto è partito da una proposta di legge M5S, sottolinea Giuseppe Brescia, M5s, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, ricordando che "la Lega votò la legge sui canapa shop".

Cosa prevede la legge
I prodotti a base di cannabis in Italia sono legali, se rispettano il tetto fissato per la dose di Thc contenuta, ossia lo 0,6%, quando quella alla base delle classiche "canne" (ma anche quella, legale e coltivata dallo Stato, per scopi terapeutici) si aggira tra il 5 e l'8% di Thc, che poi è il tetraidrocannabinolo, principio attivo che crea l'effetto psicotropo. La svolta arriva con la legge 242 del 2016, entrata in vigore il 14 gennaio 2017. Da allora i negozi 'green' in tutta Italia si sono moltiplicati, con un giro d'affari in forte crescita (nel 2018 si calcolano introiti per 40 milioni di euro, in crescita).  

Oltre 2000 punti vendita: 6,6 milioni di fatturato
Sono 2.087 attualmente in Italia i punti vendita di cannabis light aderenti all'Aical, l'associazione nata nel 2018 che riunisce 7 tra le principali aziende del settore. Secondo i dati diffusi sul sito dell'associazione il fatturato è di 6,598 milioni di euro; la superficie coltivata è di 58,5 ettari.

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