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ITALIA

Morto il conducente, 28 i feriti

Capri, minibus precipitato a Marina Grande: l'autista ha avuto un infarto. Decine di feriti

Due persone gravi e altre due (tra cui un bimbo) in gravissime condizioni

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Sarebbe morto per infarto il conducente del minibus precipitato questa mattina intorno alle 11.30 a Capri. Il decesso di Emanuele Melillo, 33 anni, è stato dichiarato sul posto. E' l'unica vittima di quella che sarebbe potuta essere una strage.

Dopo aver sfondato una recinzione, il mezzo è infatti precipitato nel vuoto fermandosi contro una struttura che delimita la spiaggia 'Le Ondine' a Marina Grande. Il bilancio è di 23 feriti, sia tra i passeggeri (di cui 4 di nazionalità francese e libanese) sia tra le persone in strada. Di loro, la gran parte sono feriti lievi e sono stati trasportati all'ospedale Capilupi di Capri; due sono gravi e altri due (tra cui un bimbo) in gravissime condizioni, tutti trasportati a Napoli con l'elicottero di primo soccorso, messo a disposizione dalla polizia di Stato e dalla guardia di finanza.

Il mezzo, particolarmente affollato a causa di un guasto alla funicolare, ha fatto un volo di diversi metri lungo la scarpata, dopo aver sfondato il guardrail, finendo la sua corsa contro le strutture esterne del lido.

La dinamica dell'incidente
Stando alle prime ricostruzioni, il minibus era in salita e procedeva a velocità normale dal porto di Capri ad Anacapri. Poi, d'improvviso, ha sbandato leggermente verso destra, quindi a sinistra e, lentamente, ha sfondato la barriera, precipitando per almeno 10 metri. 

Melillo sarebbe diventato papà tra pochi mesi
Il 29 giugno la gioia immensa: una figlia. Aveva voluto comunicarlo a tutti e sui social aveva postato la foto con il test di gravidanza che aveva fatto la compagna Rosaria. Napoletano, pendolare che ogni mattina dal centro storico si spostava a Capri, Emanuele Melillo è ricordato da tutti come un ragazzo solare. Pieno di vita e forza. Il lavoro di autista gli aveva permesso di coronare un sogno: vivere assieme alla donna che amava. Sui social foto con lei abbracciata davanti ai Faraglioni: "Non mi manca niente", scriveva solo due mesi fa, fiero con la divisa del lavoro.

Melillo era separato, aveva un bimbo e, appunto, una nuova compagna in dolce attesa. I colleghi lo descrivono come un ragazzo ''scherzoso, un giocherellone''.

"Aveva un contratto a tempo determinato, tipo stagionale -riferisce all'Ansa Franco Chierchia, delegato Usb in Atc - ma essendoci una carenza di organico riusciva a lavorare quasi tutto l'anno anche perché in inverno quando la funicolare è chiusa per manutenzione noi con i bus forniamo il servizio sostitutivo. Quindi era un lavoratore esperto che conosceva le strade dell'isola''.

Il sindaco di Capri, Marino Lembo, si è recato all'ospedale Capilupi per verificare di persona lo stato di salute dei feriti. Lembo spiega a LaPresse: "Tra qualche ora saprò dare più informazioni, non posso dare notizie parziali o non verificate". Lembo poi spiega che "questa mattina la funicolare di Capri è stata chiusa per un problema tecnico". "Guasti che possono capitare, per questo abbiamo chiuso la funicolare" rimarca Lembo.

Titolare lido: pochi metri ed era tragedia
"Pochi metri e sarebbe stata una tragedia immane. Il pullmann ha quasi sfondato il solarium dove c'erano almeno venti persone a prendere il sole. Un miracolo ". Così Gemma Rocchi. "Erano le 11.30, ho sentito un boato e credevo che se ne fosse caduta la strada. Mi sono affacciata e ho visto un bus rotolare giù per la montagna. Ho chiamato aiuto, sono corsa sul posto e sentivo bambini piangere. Purtroppo l'autista è morto". Nessuno tra i dipendenti del lido e i clienti sono rimasti feriti: "Molti per la paura si sono lanciati in mare".

Testimone racconta: urla e pianti, scena da ko
Un ragazzino di 15 anni viene messo sulla barella mentre piange a dirotto. Una mamma si fa largo tra la folla cercando disperata il proprio figlio temendo possa essere rimasto coinvolto nell'incidente. Le sirene spiegate delle ambulanze che si sovrappongono man mano che arrivano sul posto. Sono queste le scene davanti alle quali si sono trovati soccorritori e curiosi giunti stamattina a Marina Grande.

A raccontarle è Giuseppe, un ragazzo del posto, tra i primi ad accorrere sul luogo del disastro: "E' qualcosa che difficilmente dimenticherò - racconta all'Ansa - specialmente la scena del ragazzino, avrà avuto 15/16 anni, che strillava dal dolore mentre lo fissavano sulla barella dopo averlo estratto dal pullmino. Un'immagine che, non lo nego, mi ha messo ko. Attorno tanta gente richiamata dalle urla e dal tonfo del sinistro".

"Una tragedia così - prosegue il giovane - da queste parti non me la ricordo. Il pullman è rotolato fino ad andare a impattare contro le cabine doccia dello stabilimento, in quella cunetta che fa da spartiacque tra la spiaggia libera e il vicino stabilimento privato. Ancora un metro e il bilancio sarebbe stato ancora più pesante. C'era tanta gente a farsi il bagno -ricorda - specie oggi con una giornata estremamente calda".

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