Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Carovana-umana-attraversa-il-confine-tra-Honduras-Guatemala-la-speranza-raggiungere-gli-Usa-ad8df5e8-c2fb-4e8a-9f84-22f7b77dd445.html | rainews/live/ | true
MONDO

Tremila persone in marcia

Carovana umana attraversa il confine tra Honduras e Guatemala: la speranza è raggiungere gli Usa

I migranti sono partiti da San Pedro Sula, seconda città dell'Honduras, situata 180 km a nord di Tegucigalpa, per fuggire da povertà e violenza

Condividi
Neanche la pandemia di coronavirus ha frenato la marcia dei tremila migranti honduregni, che hanno attraversato il confine tra Honduras e Guatemala nella speranza di raggiungere gli Stati Uniti d'America. La polizia e i militari che dapprima hanno provato a ostacolare la carovana umana, al posto di frontiera di Corinto, dopo qualche ora hanno ceduto alle pressioni dei migranti ammassati l'uno sull'altro al grido di "fuori JOH", dal nome del presidente honduregno Juan Orlando Hernández. Il controllo dei documenti d'identità è bastato per attraversare il confine terrestre, riaperto dopo sei mesi di blocco sanitario.

Al pari delle altre carovane, i migranti lamentano disoccupazione, mancanza di istruzione e dei servizi sanitari e della violenza delle bande locali che affliggono le aree più popolose del Guatemela. Secondo la Croce Rossa dell'Honduras, che fornisce assistenza ai migranti, 1.200 persone sono partite in un primo gruppo, seguite poche ore dopo da altre duemila. La maggior parte di loro sono giovani uomini e si registrano poche donne con bambini. Da gennaio, mese dell'ultima partenza di circa duemila persone, nessun appello lanciato sui social per una nuova migrazione aveva avuto successo, in particolare a causa delle restrizioni e dei rischi legati alla crisi sanitaria del coronavirus.

Il fenomeno degli spostamenti di massa è documentato da qualche anno. Migliaia di cittadini centroamericani si spostano in grandi gruppi con l'obiettivo di raggiungere e superare il confine statunitense. Dall'altra parte pressioni e minacce di ritorsioni da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno suscitato reazioni da parte dei paesi vicini. Il Messico in particolare ha schierato circa 26 mila soldati ai confini meridionali e settentrionali del paese.
Condividi