Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Caso-Diciotti-scontro-in-giunta-immunita-su-Salvini-Grasso-Documenti-presentati-irricevibili-20cd7b7d-91c0-47ec-8efb-1b7685686e99.html | rainews/live/ | true
POLITICA

Il caso migranti

Caso Diciotti, Conte 'blinda' Salvini. Giunta immunità accetta memorie tra polemiche

Entro il 20 febbraio l'organo voterà sull'autorizzazione a procedere per sequestro di persona contro il vicepremier leghista. Il dibattito passerà quindi all'Aula di Palazzo Madama.

Condividi

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, "blinda" il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sul caso Diciotti con una lettera di 4 pagine che viene depositata alla Giunta delle Immunità del Senato. Entro il 20 febbraio l'organo voterà sull'autorizzazione a procedere per sequestro di persona contro il vicepremier leghista. Il dibattito passerà quindi all'Aula di Palazzo Madama.

In Giunta il vicepremier leghista ha fatto arrivare una memoria di 16 pagine, cui si aggiunge la lettera con l'appoggio del premier, secondo cui il blocco in mare della nave con a bordo quasi 200 migranti è stata "l'attuazione di un indirizzo politico-istituzionale che il Governo ha condiviso". Sostegno a Salvini arriva pure dal leader M5S Luigi Di Maio e dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che hanno firmato a loro volta un secondo allegato in cui si parla di "decisioni frutto di condivisione politica".

I documenti firmati dagli alleati di Salvini -oggetto di scontro procedurale all'interno della Giunta- descrivono le decisioni sui migranti non come un'impuntatura del leghista, ma come una decisione collettiva di governo, necessaria a proteggere l'interesse nazionale e a risolvere una "controversia internazionale" con i partner europei.

Il senatore ex 5 Stelle Gregorio De Falco, assieme a Pietro Grasso di LeU, giudica gli allegati irricevibili da un punto di vista procedurale, sostenendo che le memorie dovrebbero provenire direttamente dall'interessato, cioé Salvini. Secondo De Falco e Grasso, inoltre, "si impone la trasmissione di questi atti al tribunale dei ministri perché la partecipazione del Governo non era conosciuta al tempo". Il presidente della Giunta Maurizio Gasparri, però, ha dichiarato ammissibili gli allegati, a norma di regolamento.

La Giunta proseguirà i lavori la settimana prossima, con voto finale tra il 19 e il 20 febbraio. La palla, poi, passerà all'assemblea di Palazzo Madama.

Morra: "Dire sì a processo Salvini è nel DNA di M5S"
"E' in gioco la nostra credibilità, e quindi la nostra identità. So che siamo profondamente cambiati rispetto alle origini, ma tra i nostri valori c'è la convinzione che chi e' nel Palazzo non possa godere di un trattamento differente". Lo dice Nicola Morra (M5s), presidente della Commissione antimafia, intervistato da Il Fatto Quotidiano sul caso Diciotti. Per questo "dovremmo chiedere al ministro dell'Interno un'accettazione tranquilla delle decisioni della magistratura", anche perché "non possiamo ridurci a fare i cassazionisti, dopo aver proposto un sistema giudiziario con due gradi di giudizio". 

Salvini a Radio Anch'io su Radio1: "Non chiedo aiutini"
Sulla vicenda Diciotti "non chiedo favori o aiutini a nessuno, ognuno votera' secondo coscienza". Lo ha affermato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ai microfoni di Radio Anch'io. "La politica deve decidere se ho agito nell'interesse del mio paese - ha detto il ministro - lascio che tutti leggano le carte, non chiedo favori o aiutini a nessuno, ognuno votera' secondo coscienza. Il Senato dovra' dire se quello di Salvini e' stato un atto nell'interesse della sicurezza italiana per smuovere la comunita' internazionale, per difendere la patria come prevede la costituzione".

 

Condividi