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ITALIA

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin furono uccisi il 20 marzo 1994

Caso Ilaria Alpi, è ancora mistero. La madre: dopo scoop depistaggio Procura tace

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin giravano un reportage sull'emergenza umanitaria in Somalia quando furono assassinati. Nel 2011 per il loro omicidio è stato condannato il somalo Hashi Omar Hassan, che però è stato scagionato dal suo principale accusatore. La mamma della giornalista: "Abbiamo il diritto di sapere qualcosa"

Ilaria Alpi (ansa)
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Sono passati più di vent'anni da quel 20 marzo 1994 in cui la giornalista della Rai Ilaria Alpi e l`operatore Miran Hrovatin, inviati a seguire gli sviluppi della guerra in Somalia, vennero assassinati in un agguato a Mogadiscio.

Ilaria e Miran stavano seguendo le operazioni di reimbarco dei marines americani, ma, parallelamente, giravano un reportage sull'emergenza umanitaria che sta devastando il paese. Forse, attraverso le interviste e le testimonianze che raccolsero, Ilaria e Miran scoprirono un ingente traffico illegale, di armi e rifiuti tossici, in atto in Somalia con il concorso di organizzazioni italiane e la copertura della missione umanitaria internazionale. Ma sulla vicenda della loro tragica morte non è stata ancora fatta chiarezza. 

Nel 2011 per il loro omicidio è stato condannato il somalo Hashi Omar Hassan, oggi scagionato dal suo accusatore, ma le circostanze, e soprattutto i motivi, che hanno portato alla morte della giornalista e del suo operatore sono ancora avvolti nel mistero.

La madre di Ilari Alpi, inoltre, lamenta il fatto che non c'è ancora nessuna risposta da parte della magistratura sullo 'scoop' di 'Chi l'ha Visto' che ha raccolto le confessioni del 'supertestimone' Jelle che ha scagionato Omar Hashi Hassan come responsabile dell'omicidio della giornalista e dell'operatore. Luciana Alpi, ricevuta oggi dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, in occasione del 21esimo anniversario dell'assassinio dei due giornalisti, ha commentato: "Il mio avvocato D'Amati ha mandato una memoria documentata il 19 febbraio alla procura di Roma ma a tutt'oggi non abbiamo avuto nessun riscontro. Nessuno ci ha detto se stanno cercando Jelle, il testimone che ha mandato in carcere Omar Hashi Hassan, il quale sono 14 anni che sta pagando una pena che non gli spetta proprio perché è innocente. Ora abbiamo il testimone di uno dei depistaggi: ce ne sono stati tanti ma uno è finalmente provato. Noi l'abbiamo sempre sostenuto e ora è venuta fuori la prova: chiediamo quindi al magistrato che ha in mano l'inchiesta di Ilaria di far sapere qualcosa al nostro avvocato: abbiamo il diritto di sapere" protesta ancora Luciana Alpi, sottolineando che "tutte le forze di sicurezza, dai Carabinieri alla Polizia di Stato, fino alla Digos, non sono stati all'altezza di farci conoscere la verità su Jelle il testimone".    

"Abbiamo il diritto di sapere qualcosa: dopo 21 anni è la prima vera prova che c'è stato un depistaggio e che Ilaria è morta perché c'è stato un omicidio concordato. Ringraziamo il procuratore Pignatone se ci fa sapere qualcosa" dice ancora la mamma di Ilaria che, alla domanda se finalmente possa dirsi speranzosa che sia arrivata una parola decisiva sulle ipotesi di depistaggio, ammette: "Segni ce ne sono stati sempre tanti: io mi sono spesso entusiasmata salvo poi ricadere nella disperazione perché non si faceva niente. Questa volta spero si faccia di più". 
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