Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Caso-Orlandi-la-Santa-Sede-Documento-falso-e-ridicolo-Il-fratello-Pietro-Il-muro-sta-cadendo-2c74e3c0-ed74-449d-b642-40be655d96c1.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Il dossier pubblicato dall'Espresso

Caso Orlandi, la Santa Sede: "Documento falso e ridicolo". Il fratello Pietro: "Il muro sta cadendo"

Condividi

Una documentazione "falsa e ridicola". E' questa la secca replica di Greg Burke, portavoce della Santa Sede, a quanto pubblicato su Repubblica, un estratto dell'ampio dossier che il giornalista dell'Espresso Emiliano Fittipaldi ha riportato nel suo ultimo libro "Gli impostori" e di cui viene data oggi un'anticipazione. La questione in oggetto è seria, delicata, piena di misteri. Riguarda Emanuela Orlandi, scomparsa da Città del Vaticano nel 1983. Aveva 16 anni. Stando al materiale raccolto da Fittipaldi, la Santa Sede avrebbe speso del danaro, 483 milioni di vecchie lire,  per la “gestione del caso” dal 1983 al 1997.


"Leggendo il resoconto e seguendo le tracce delle uscite della nota – spiega Fittipaldi in un post su Facebook - che l'estensore attribuisce al cardinale Lorenzo Antonetti, sembra che il Vaticano abbia trovato la piccola rapita chissà da chi, e che abbia deciso di 'trasferirla' in Inghilterra, a Londra. In ostelli femminili. Per 14 anni le avrebbe pagato 'rette, vitto e alloggio', 'spese mediche', 'spostamenti'. Almeno fino al 1997, quando l'ultima voce parla di un ultimo trasferimento in Vaticano e 'il disbrigo delle pratiche finali'. Delle due l'una: o il documento è vero, e apre squarci clamorosi e impensabili sulla storia della Orlandi. O è un falso, un apocrifo che segna una nuova violenta guerra di potere tra le sacre mura".



Il dattiloscritto
Un dattiloscritto, in particolare, elenca una per una le spese sostenute: ci sarebbero attività di depistaggio, pagamento di fonti, ma anche spese di alloggio presso un ostello religioso a Londra nonché spese mediche per ricoveri sempre a Londra. Da allora, da quando Emanuela è scomparsa, il Vaticano è stato ripetutamente tirato in ballo in quella che rappresenta una delle pagine di cronaca nera più inquietanti della storia italiana. In queste ore, quelle pagine si arricchiscono di un capitolo che- secondo il fratello di Emanuela, Pietro- potrebbe far "cadere il muro".

A Burke fa eco il porporato che risulta essere tra i destinatari di quel dattiloscritto, datato 1998.  Il cardinale Giovanni Battista Re, attualmente Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi,  all'epoca era Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato. "Non ho mai visto quel documento pubblicato da Fittipaldi- dice- non ho mai ricevuto alcuna rendicontazione su eventuali spese effettuate per il caso di Emanuela Orlandi".  Il documento si chiude con l'annotazione del pagamento di 21 milioni di lire per «attività generale e trasferimento presso città del Vaticano con relativo disbrigo pratiche finali».

Sei mesi fa Pietro Orlandi aveva parlato di "cinque fogli, mostrati anche a Papa Francesco che proverebbero che non sarebbe morta subito, perché datati fino al 1997". È il plico che viene adesso fatto circolare. Si intitola "Resoconto sommario delle spese sostenute dallo Stato città del vaticano per le attività relative alla cittadina Emanuela Orlandi". E l'avvocato della famiglia di Emanuela, Laura Sgro', ha aggiunto in queste ore un elemento che sostiene la veridicità di quanto Fittipaldi ha raccolto. "Abbiamo notizie convergenti con il dossier" ha dichiarato in una intervista a Euronews.

Legale famiglia Orlandi: "Documento verosimile" con quanto sappiamo noi
"Ci sono convergenze con quello che e' stato scritto da Fittipaldi e le informazioni giunte a Pietro Orlandi gia' all'inizio di quest'anno" ha affermato Sgro' nell'intervista a Euronews ,"le informazioni contenute in quel documento corrispondono a quanto ci e' stato riferito", continua spiegando che le informazioni sono arrivate alla famiglia da varie fonti. "E' un documento verosimile. Se fosse un documento vero lo scenario sarebbe inquietante, si parla dell'esistenza in vita di Emanuela almeno fino al 1997", ha affermato, "nel caso in cui non fosse vero sarebbe inquietante lo stesso. Che ci faceva questo documento nella cassaforte della prefettura della Casa Pontificia nel caso in cui stiamo parlando di un falso?". La legale, che era stata scelta come avvocato anche dall'ex consulente della Santa Sede Francesca Chaoqui nel processo per la divulgazione di documenti segreti del Vaticano (Vatileaks), ha rinnovato la richiesta di istanza inviata mesi fa al Vaticano per visionare documenti conservati alla Segreteria di Stato.
 
Segreteria di Stato: documento del tutto falso
In serata, nuovo intervento dal Vaticano. Notizie "del tutto false e prive di fondamento". E' quanto dice la Segreteria di Stato vaticana a proposito del documento sulla vicenda Orlandi". Per il lancio di un libro d'imminente uscita - si legge in una nota - due quotidiani italiani hanno pubblicato un presunto documento della Santa Sede che attesterebbe l'avvenuto pagamento di ingenti somme, da parte del Vaticano, per gestire la permanenza fuori Italia di Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma il 22 giugno 1983. La Segreteria di Stato smentisce con fermezza l'autenticità del documento e dichiara del tutto false e prive di fondamento le notizie in esso contenute".

Condividi