Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Caso-Regeni-la-pista-di-Cambridge-Renzi-I-prof-nascondono-qualcosa-Ora-la-verita-b720440f-e697-4514-87b2-ef86f146041e.html | rainews/live/ | true
ITALIA

La procura di Roma chiede una rogatoria per interrogare la tutor di Giulio

Caso Regeni, la pista di Cambridge. Renzi: "I prof nascondono qualcosa? Ora la verità"

"La verità, solo quella. Per questo chiediamo da mesi chiarezza anche all'Università" scrive in un post il segretario del Pd. La professoressa Maha Abdel Rahman non avrebbe detto la verità su alcune delle circostanze chiave relative al suo rapporto accademico con il ricercatore italiano, sull'oggetto della ricerca e sulla scelta del docente che lo avrebbe accompagnato nella sua ricerca partecipata in Egitto

Condividi

"Per Giulio Regeni chiediamo solo la verità. I prof di Cambridge nascondono qualcosa?". Lo scrive su Twitter Matteo Renzi, che conclude con l'hashtag 'verità'. "Noi vogliamo con forza la verità su Giulio Regeni. La verità, solo quella. Per questo chiediamo da mesi chiarezza anche all'Università di Cambridge, come oggi fa il quotidiano La Repubblica. Il team che seguiva Giulio sta nascondendo qualcosa?", ribadisce Renzi su Facebook.



La tutor di Giulio ha mentito su alcune circostanze chiave
Un'inchiesta e documenti inediti - conversazioni Skype ed email - documentano che la professoressa Maha Abdel Rahman, tutor di Giulio Regeni all'universita' di Cambridge, ha mentito su alcune delle circostanze chiave relative al suo rapporto accademico con il ricercatore italiano, sull'oggetto della ricerca e sulla scelta del docente che lo avrebbe accompagnato nella sua ricerca partecipata in Egitto: e' quanto sostiene il quotidiano La Repubblica che dedica l'apertura ai lati oscuri nella vicenda della tortura e dell'omicidio del giovane ricercatore, a ormai piu' di venti mesi dalla sua morte.



La procura di Roma chiede una rogatoria per interrogare Maha Abdel Rahman
Il 9 ottobre scorso la procura di Roma ha trasmesso una nuova richiesta di rogatoria alle autorita' giudiziarie inglesi chiedendo formalmente che venga interrogata la tutor di Giulio dopo che, per un anno e mezzo, si e' volontariamente sottratta a ripetute richieste di testimonianza da parte dei giudici italiani.

La Repubblica e' entrata in possesso della rogatoria, un documento di 12 pagine, e nella sua inchiesta rivela dettagli che tornano a porre interrogativi alle autorita' inglesi, di Governo e accademiche. In particolare le autorita' giudiziarie italiane chiedono chiarezza sul rapporto tra Regeni e la ricercatrice.

Pm Roma: sentire studenti Cambridge inviati al Cairo
Qualcuno a Cambridge forse ha fatto un percorso simile a quello di Giulio Regeni, ma è riuscito a uscire vivo dal Cairo e dall'Egitto. E' questo il sospetto che anima gli inquirenti della Procura di Roma. I magistrati ritengono che altri studenti e ricercatori potrebbero aver compiuto gli stessi studi sull'area del dissenso nel paese nordafricano. E, quindi, ci sarebbero tracce non ancora esplorate del tutto nella vicenda che ha portato il 3 febbraio 2016 a rapire, torturare e uccidere Giulio.

Il pm Sergio Colaiocco, d'intesa con il procuratore capo Gisueppe Pignatone, chiede di ascoltare nuovamente la professoressa Maha Abdel Raman, la docente di Cambridge che seguiva come tutor Giulio nel suo dottorato. Nella rogatoria si sottolinea in più punti il ruolo svolto dallo storico ateneo britannico. Per questo si ritiene corretto di identificare tutti gli studenti, e quindi ascoltarli in presenza di un nostro magistrato o di ufficiali del Ros. L'obiettivo è comprendere se la vicenda di Giulio ha seguito un solco a cui hanno partecipato anche altri studenti, sotto il controllo della professoressa.

Il percorso di ricerca, dallo sviluppo economico del Cairo fino all'attività del sindacato indipendente egiziano, potrebbe esser stato deviato da qualcuno. Ed è la terza volta che i magistrati italiani provano a dipanare la matassa agiziana passando dall'Inghilterra. Da Oltremanica hanno tempo 90 giorni per dare una risposta alla rogatoria. Sinora, comunque, la docente Abdel Rahman non ha detto nulla o quasi. La collaborazione con le autorità inglesi va bene - si aggiunge - ma i soggetti coinvolti restano silenti.

Nell'ultima e unica nota scritta mandata dalla prof. si ammise solo un incontro fugace, di pochi minuti, con Giulio, avvenuto forse al Cairo la mattina 7 gennaio del 2016. Nei mesi successivi un altra rogatoria ha permesso di chiarire in modo incontrovertibile che le finanze di Regeni erano quelle di un qualsiasi studente e non già di uno 007 che viveva nel lusso. I documenti di Oxford Analytica hanno accertato ogni passaggio. I conti correnti di Giulio non riportano versamenti in qualche mnodo sospetti. I rapporti con la Fondazione Antipode sono al minimo.

Per tutti questi elementi di fatto, i pubblici ministeri restano convinti che Regeni svolgesse in Egitto solo un'attività di studio e ricerca. Giammai - si aggiunge - può esser considerato una spia al servizio di questa o quella struttura di intelligence. Potrebbe esser stato usato in modo inconsapevole? Dopo la rivoluzione del 25 gennaio 2011, i sindacati con cui parlava Giulio furono messi ai margini. I dieci report di Giulio, quelli che consegnò ai suoi referenti, parlavano di questo? E' possibile che la copia trovata nel pc del ragazzo possa essere stata cambiata? C'è un elemento di certezza?

Cambridge risponde: ex tutor Giulio disponibile
Maha Abdelrahman, ex tutor di Giulio Regeni all'università di Cambridge, "ha ripetutamente espresso la sua volontà di collaborare appieno con i procuratori italiani". Così un portavoce dell'ateneo britannico in una dichiarazione rilasciata all'Ansa in risposta alle ultime polemiche, nella quale si sottolinea peraltro che Cambridge non intende "rispondere a insinuazioni sensazionalistiche e di nessun aiuto".
Condividi