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SPORT

L'ex marciatore azzurro, squalificato per 8 anni, "non ha commesso il fatto"

Caso Schwazer, giudice dispone l'archiviazione: le urine furono alterate

Il giudice ritiene "accertato con altro grado di credibilità" che i campioni di urina nel 2016 furono alterati per far risultare l'atleta positivo e parla di autoreferenzialità della federazione mondiale di atletica (Iaaf) e dell'agenzia mondiale antidoping (Wada), di manipolazione delle provette, di macchina del fango. La difesa dell'atleta: "Stiamo valutando il ricorso alla giustizia sportiva e al Comitato Olimpico"

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Alex Schwazer "non ha commesso il fatto". Così il Gip del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino ha disposto l'archiviazione del procedimento penale a carico del marciatore altoatesino, sotto accusa per frode sportiva perché risultato positivo al doping in occasione di un controllo effettuato nel gennaio 2016. Fatto che costò al marciatore azzurro l'esclusione dai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. Schwazer, che ha sempre proclamato la propria innocenza e sostenuto una possibile manipolazione delle provette, sta scontando per quella positività una squalifica di 8 anni, confermata lo scorso maggio anche dal Tribunale federale della Confederazione elvetica di Losanna.

Lo scorso dicembre, la Procura di Bolzano aveva chiesto l'archiviazione dell'intricato caso nei confronti dell'ex marciatore azzurro, campione olimpico della 50 km di marcia a Pechino 2008.

Il 'caso Schwazer 2' sin dall'inizio non era stato particolarmente chiaro e ha visto coinvolte anche l'agenzia mondiale antidoping (Wada), la federazione mondiale di atletica leggera (World Athletics, ex Iaaf) e il laboratorio antidoping di Colonia dove le provette del controllo incriminato sono rimaste dal 2 gennaio 2016 fino al febbraio 2018 quando, a fatica, sono state consegnate alle autorità italiane incaricate al prelievo delle stesse. Nella sentenza di oggi il giudice ritiene "accertato con altro grado di credibilità" che i campioni di urina nel 2016 furono invece alterati per far risultare l'atleta positivo.

"Falso ideologico, frode processuale e diffamazione": sono i reati che il gip del Tribunale di Bolzano ipotizza nei confronti di chi avrebbe manipolato le provette di Alex Schwazer. Il giudice, che parla di "autoreferenzialità" della federazione mondiale di atletica (Iaaf) e dell'agenzia mondiale antidoping (Wada), di manipolazione delle provette, di macchina del fango, rimette gli atti al pm invitandolo a indagare su quei reati 

L'archiviazione non consentirà a Schwazer di partecipare ai Giochi Olimpici di Tokyo, vista la squalifica fino al 2024 che gli ha inflitto il Tas (Tribunale arbitrale dello Sport) di Losanna. Ma alla luce della decisione del Tribunale di Bolzano, il 36enne campione olimpico di Vipiteno potrebbe rivolgersi alla Corte Federale Svizzera per chiederne l'annullamento.

"Quattro anni di battaglie, è stata durissima"
"Sono molto felice che dopo quattro anni è mezzo di attesa finalmente è arrivato il giorno in cui è stata fatta giustizia", ha commentato Schwazer il provvedimento del gip di Bolzano. "Probabilmente non potrò dimenticare tutte le  cose - aggiunge
Schwazer - , ma questa archiviazione mi ripaga un po' di tante battaglie che insieme ad altri che mi sono stati vicini ho dovuto affrontare in questi quattro anni e mezzo, che non sono stati per nulla facili".
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