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ITALIA

Tribunale di Milano

Caso mense a Lodi, associazioni vincono ricorso contro comune: ci fu discriminazione

Anche i cittadini non appartenenti all'Unione europea devono poter presentare la domanda per accedere alle prestazioni sociali con il modello Isee alle stesse condizioni dei cittadini dell'Unione

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Il Tribunale di Milano ha accertato la "condotta discriminatoria del Comune di Lodi" sul caso del servizio mensa dal quale sono stati esclusi di fatto alcuni bambini stranieri e ha ordinato di "modificare il 'Regolamento per l'accesso alle prestazioni sociali agevolate' in modo da consentire ai cittadini non appartenenti all'Unione Europea di presentare la domanda di accesso" alle stesse condizioni degli italiani. Accolto il ricorso dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione e del Naga.  

Il giudice Nicola Di Plotti, della prima sezione civile e che si è occupato del caso (che tante polemiche ha suscitato nelle scorse settimane) a seguito del ricorso contro il Comune di Lodi delle due associazioni rappresentate dai legali Alberto Guariso e Livio Neri, scrive nella sentenza che "non esistano principi ricavabili da norme di rango primario che consentano al Comune di introdurre, attraverso lo strumento del Regolamento, diverse modalità di accesso alle prestazioni sociali agevolate" per i cittadini 'extra Ue'.

L'amministrazione comunale, invece, ha previsto "specifiche e più gravose procedure poste a carico dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione Europea". Il regolamento comunale, infatti, non prevede l'autocertificazione e per molti stranieri è difficile reperire la documentazione che accerti che non possiedano proprietà nel loro Paese d'origine. Si tratta, scrive il Tribunale, "di discriminazione diretta, essendo trattati diversamente soggetti nelle medesime condizioni di partenza e aspiranti alla stessa prestazione sociale agevolata". Per il giudice, dunque, deve "essere ordinato all'Amministrazione comunale di modificare il predetto Regolamento in modo da consentire ai cittadini non appartenenti all'UE di presentare la domanda di accesso a prestazioni sociali agevolate mediante la presentazione dell'ISEE alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani e UE in generale". 
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