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MONDO

Dopo il Referendum

Catalogna: indipendentisti divisi, Puigdemont parla martedì

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In vista degli appuntamenti decisivi della prossima settimana, a partire dalle comunicazioni che il presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, fara' martedi' davanti al Parlament, si determinano divergenze nell'area indipendentista in Catalogna. Si moltiplicano nelle ultime ore gli appelli al dialogo per evitare le conseguenze di uno scontro frontale con Madrid e una prima indicazione in favore di una pausa di riflessione e' venuta dall'entourage di Puigdemont: uno degli uomini a lui piu' vicini, il responsabile per le attivita' produttive del governo locale, Santi Vila, ha parlato di di un "cessate il fuoco" e della necessita' di riflettere sulla proclamazione unilaterale di indipendenza. Diversi osservatori fanno notare che se i si' all'indipendenza nel referendum dell'1 ottobre sono stati il 90%, ma che la partecipazione al voto e' stata del 43,03%.

L'ala dura dell'indipendentismo e' attualmente rappresentata dal Cup (Candidatura di unita' popolare) il gruppo di estrema sinistra che ritiene l'indipendenza irrevocabile, mentre per Artur Mas, conservatore come Puigdemont e prima di lui alla guida dell'esecutivo catalano, la questione e' come rendere effettiva l'indipendenza, piuttosto che limitarsi a proclamarla. A quanto sembra il sentimento piu' diffuso tra i catalani e' quello in favore dello svolgimento di un referendum legale, che potrebbe anche dare risultati diversi dalle attese degli indipendentisti. Mentre c'e' preoccupazione per la fuga delle banche e delle maggiori entita' economiche dalla regione, si parla di contatti tra Puigdemont e un gruppo di lavoro organizzato dalla avvocatura di Bercellona, con la presenza di esponenti del mondo economico, sindacale e accademico, che propone un'uscita dalla crisi in tre punti: sospensione delle decisioni unilaterali da entrambe le parti, ritiro dei contingenti di polizia di rinforzo inviati da Madrid e lancio di una commissione per il dialogo.
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