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ITALIA

Presto il nome della nuovo 'guida' dei Vescovi

Cei, Gualtiero Bassetti è il nuovo Presidente dei Vescovi italiani

Quando il Parlamento discuteva il ddl Cirinnà, disse: "Le unioni civili vanno riconosciute in quanto tali, omosessuali compresi, purché non si facciano equivoci col matrimonio". Dubbi, all'epoca, sull'utero in affitto: "Facendo un confronto con ciò che viene proposto oggi - commentava archiviando così l'ostitlità della Cei degli anni precedenti al progetto di legge che era stato promosso dal governo Prodi - verrebbe quasi da dire: benedetti i dico!

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E' stato Angelo Bagnasco a dare l`annuncio: Il Papa ha nominato come suo successore alla guida della CEI il cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia - Città della Pieve.

Bassetti, 75 anni, è stato vicepresidente della Cei. Amico e figlio spirituale del cardinale Silvano Piovanelli, a lungo rettore del seminario e insegnante, vescovo di Massa Marittima-Piombino, nel 1998 viene trasferito ad Arezzo e nel 2009 Benedetto XVI lo nomina a Perugia. Tono pastorale, attento ai problemi del lavoro e delle fabbriche, l'arcivescovo di Perugia è stato creato cardinale da Papa Francesco, che gli ha preferito titolari di altre sedi tradizionalmente cardinalizie. Su questioni al centro del dibattito pubblico, ha preso posizioni aperturiste.

"Prima di giudicare bisogna riflettere e pregare", ha detto a Vatican insider a proposito del Dj Fabo. "Mi è venuto in mente che Dio l`aveva voluto, chiamato, amato. Anche chi è chiuso in se stesso e soffre si può aprire con la vicinanza di altri. La vita è sempre un grande valore. Credenti o no, ogni volta che si pone termine a una vita siamo tutti sconfitti, perché ogni vita è un fatto relazionale. Quando qualcuno compie un atto del genere mi chiedo: che cosa ho fatto mancare io a questo mio fratello o sorella?".

Quando il Parlamento discuteva il ddl Cirinnà, disse al Corriere della Sera e a Repubblica: "Le unioni civili vanno riconosciute in quanto tali, omosessuali compresi, purché non si facciano equivoci col matrimonio". Dubbi, all'epoca, sull'utero in affitto: "Facendo un confronto con ciò che viene proposto oggi - commentava archiviando così l'ostitlità della Cei degli anni precedenti al progetto di legge che era stato promosso dal governo Prodi - verrebbe quasi da dire: benedetti i dico!".

La soddisfazione dei vescovi umbri
 La Conferenza episcopale umbra "si rallegra per la stima manifestata dai Vescovi italiani nei confronti del proprio presidente, cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo metropolita di Perugia-Citta' della Pieve. Ringrazia Papa Francesco per averlo scelto quale presidente della Conferenza episcopale italiana, confermando la stima e l'apprezzamento manifestato dall'episcopato della Nazione".    In una nota, i vescovi umbri sottolineano "la ricca umanita' del cardinale Bassetti, la sua profonda spiritualita', la sua lunga e feconda esperienza pastorale, la sua attenta vicinanza ai sacerdoti e ai seminari, la sua costante premura per i poveri e le persone in difficolta'". Tutto cio' induce i vescovi umbri "a pensare che il suo servizio alle Chiese che sono in Italia, nell'interpretazione fedele dell'insegnamento del Pontefice, le sosterra' nell'impegno di annunciare e diffondere la gioia del Vangelo e la letizia dell'amore".    I vescovi umbri "accompagnano con la preghiera e la vicinanza fraterna il nuovo importante e delicato ministero al quale oggi il loro presidente viene chiamato". 


Povertà e occupazione. I temi affrontati dal Presidente uscente, Card. Angelo Bagnasco
"La povertà è cresciuta, il solco delle disuguaglianze è più profondo, la piaga della non occupazione è terribilmente diffusa e lacerante per giovani, impossibilitati a fare un progetto di vita, per gli adulti umiliati a essere inerti e a dover dipendere dai genitori o da altri. Non si può vivere a lungo senza sentirsi utili e autonomi". Il grido d'allarme arriva dal Presidente uscente della Cei, il Cardinale Angelo Bagnasco. "Il nostro sguardo di pastori - ha spiegato - è sempre rivolto ai poveri - non si è mai stancato di guardarvi e di scorgere i segni dei vostri disagi fisici, sociali, morali, emotivi". 

I vescovi italiani tornano a denunciare un'assenza di iniziative della politica davanti a quella che definiscono "la caduta libera della demografia". "Non è possibile - ha osservato ancora Bagnasco - che le politiche familiari siano sempre nel segno di piccoli rimedi, quando sono necessarie cure radicali. E che dire del dramma della disoccupazione? Il compito di mantenere le nostre aziende e di crearne di nuove è certamente di molti". Secondo Bagnasco, "la politica in solido ha la responsabilità primaria non delegabile di creare le condizioni di possibilità e di incentivare in ogni modo la geniale capacità dei nostri lavoratori". "Non si tratta - ha spiegato il porporato - solo di assicurare stipendi, ma anche di riconoscere la dignità professionale e produttiva del nostro popolo". 

"La cultura oggi disprezza la famiglia e la politica la maltratta!", ha denunciato ancora il cardinale Angelo Bagnasco. "Le famiglie, sul piano sociale - ha scandito - si sentono sostanzialmente abbandonate: sono urgenti politiche familiari consistenti nelle risorse e semplici nelle condizioni e nelle regole". "Non sostenere la famiglia è suicida", ha gridato il porporato aprendo i lavori della seconda giornata dell'Assemblea dell'Episcopato Italiano riunita in Vaticano per eleggere la terna dalla quale Papa Francesco potrà scegliere il nome del suo successore. 

Bagnasco ha rivendicato infine il ruolo della scuola paritaria, "puntualmente messo in discussione da un pregiudizio ideologico: eppure, nella laica Europa questi muri sono caduti, per cui si riconosce il valore culturale della scuola paritaria nell'assicurare la memoria dei nostri Paesi, come pure la stessa ricchezza che ne deriva per la libertà educativa e il pluralismo. In Italia, invece, sembra non valere nemmeno il criterio dell'investimento, che consente allo Stato di risparmiare ogni anno - al netto del contributo - ben 6 miliardi di euro".

Il pensiero del Cardinale Bagnasco è andato alle vittime dell'attentato di Manchester: "dolore e tristezza" per quanto è accaduto, ha sottolineato.
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