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FOOD

I consigli dell'Unione Nazionale dei Consumatori

Colomba di Pasqua, come riconoscere quella più buona

Dalla lievitazione naturale alla glassa uniforme alla consistenza soffice. Ecco gli elementi per scegliere il miglior dolce tradizionale di Pasqua

colomba pasqua (Ansa)
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Per gli amanti dei dolci e delle tradizioni Pasqua è sinonimo di uova di cioccolata e Colomba, più o meno cari, più o meno buoni e più o meno autentici. Soprattutto per quanto riguarda la Colomba pasquale, osservare la preparazione tradizionale è molto importante.

La leggenda ai tempi dei Longobardi
L’origine dei dolci primaverili a forma di Colomba si fa risalire ai tempi dei Longobardi, quando, secondo la leggenda, al re Alboino, che stava assediando la città di Pavia, venne offerto un pane arricchito con uova a forma di Colomba. 

La denominazione di 'Colomba'
A partire dal 27 gennaio 2006, la “Colomba”, ma anche il “Panettone” e “Pandoro”, insieme a “Savoiardo” ed “Amaretto”, hanno una precisa carta di identità con tanto di definizioni, composizione, regole di etichettatura e processi tecnologici stabiliti da una legge dello Stato. Come ricorda l’Unione Nazionale dei Consumatori, in base a questa specifica normativa, soltanto i prodotti che rispettano il disciplinare produttivo sancito dal Decreto del 22 luglio 2005 possono utilizzare la denominazione riservata “Colomba”.

La lievitazione naturale
Innanzitutto la ricetta di questo dolce tradizionale prevede la lievitazione naturale, realizzata, cioè, con il lievito madre, la forma più antica utilizzata per far gonfiare gli impasti di farina. Una  lievitazione naturale perché porta ad alcuni esclusivi vantaggi: la fermentazione non solo con lieviti ma con batteri lattici rende più acida la massa fermentata e porta alla creazione di un prodotto più resistente a eventuali successivi attacchi da parte di muffe, e quindi più conservabile. La lievitazione lunga provoca poi una parziale frammentazione delle molecole dell’amido, e rende il dolce più digeribile.  

Come riconoscere la Colomba perfetta
Come scrive l’Unione Nazionale dei Consumatori, oltre alla lievitazione naturale, ecco gli elementi per riconoscere una Colomba perfetta. 

La glassa
La glassa della Colomba dovrebbe essere uniforme e senza bruciature, liscia, con le mandorle intere e la granella di zucchero distribuite in modo regolare.

La lievitazione ampia
L’impasto della Colomba riempie bene il pirottino di carta, con il massimo sviluppo al centro. La fetta mostra un’alveolatura regolare, con cavità piccole.

Il profumo e la consistenza
Il profumo, delicato e mai pungente, ricorda appena le uova e il burro. Al palato la pasta è soffice, non gommosa. E all’assaggio emerge il sapore del burro, ma intensi protagonisti sono i canditi, la glassa e le mandorle.  
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