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MONDO

Conferenza sulla Libia a Berlino: "Via tutte le forze straniere"

Già in apertura della conferenza di Berlino, stamane sia il segretario di Stato americano Blinken che il ministro degli Esteri tedesco Maas, rivolgendosi ai giornalisti subito prima dell'inizio della conferenza berlinese sulla Libia, avevano ribadito la necessità del ritiro dei combattenti stranieri dal Paese

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Via le truppe e i mercenari stranieri dalla Libia. È la linea emersa dalla conferenza a Berlino, che ha visto sottolineare l'importanza per il Paese, di decidere per il proprio futuro e arrivare alle elezioni di dicembre con una rinnovata stabilità.

"È molto importante che da qui parta un segnale unitario sulla Libia. Sappiamo quale rilievo strategica abbia il Paese, anche per quanto riguarda il rapporto tra Europa e  Africa",  ha detto Angela Merkel alla conferenza stampa a fianco del segretario di Stato americano Antony Blinken, giunto a Berlino proprio per partecipare alla conferenza internazionale sulla Libia.  

"Vi è una lunga storia di buone relazioni tra Stati Uniti e Germania, siamo partner sulla scena internazionale", ha aggiunto la cancelliera. 

"Dobbiamo sottolineare insieme che la Libia deve poter decidere da sola il suo futuro", ha detto Angela Merkel, riferendosi ai diversi Paesi attivi militarmente nel Paese. "Allo stesso tempo vogliamo chiarire che i partner internazionale sono pronti ad accompagnare la Libia su questo percorso", ha aggiunto la cancelliera".

"La Libia è un esempio positivo del fatto che siamo nella situazione di attenuare i conflitti attraverso soluzioni politiche", aveva detto in precedenza ministro tedesco Heiko Maas. "Oggi vogliamo mettere i presupposti per andare avanti nel percorso iniziato", ha spiegato il ministro, sottolineando che "bisogna rendere operativa l'uscita delle forze politiche straniere e che questo deve iniziare ad accadere".

Maas ha sottolineato l'importanza "della preparazione delle elezioni che dovrebbero tenersi il 24 dicembre". "Si tratta di grandi sfide ed è importante che tutti i paesi presenti qui contribuiscano a questi obiettivi e che i libici possano riprendere il destino del paese nelle loro mani", ha concluso.

Il ministro degli Esteri Usa Antony Blinken ha chiesto che tutti i mercenari stranieri lascino la Libia. Lo ha detto nella conferenza stampa con il ministro degli esteri tedesco. Blinken ha spinto sul rispetto completo del cessate il fuoco e sull'appuntamento elettorale di dicembre.

Ci sarà un'operazione Onu per supervisionare il ritiro dei mercenari e delle truppe straniere dalla Libia, ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas. "Non ci arrenderemo e non smetteremo di lavorare finché tutte le forze straniere non lasceranno il territorio libico". 

Onu, Guterres: "A rischio le elezioni di dicembre, occorrono misure stringenti" 
Le elezioni del 24 dicembre in Libia sono a rischio, per il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, che in un video inviato alla conferenza di Libia ha sollecitato "misure stringenti" per arrivare a questo obiettivo. Guterres ha invitato in special modo a "chiarire presupposti costituzionali" e a emanare le leggi necessarie per arrivare alle urne.   

Il segretario dell'Onu ha inoltre ribadito che le truppe straniere debbano lasciare il paese e ha annunciato l'invio di osservatori per assicurare il rispetto della tregua. Anche Heiko Maas ha insistito nel suo discorso iniziale sulla necessità del voto a dicembre, come presupposto per stabilità e la pace in Libia.

Sottolineiamo la necessità che truppe e mercenari stranieri lascino la Libia perché nuociono alla Libia e alla regione": lo ha detto Rosemary Dicarlo, vicesegretario generale Onu, a Berlino, per la seconda conferenza sulla Libia. 

Ue, Borrell: "Nostre tappe elezioni e cessate il fuoco stabile"
"Due tappe fondamentali ci attendono sulla Libia: organizzazione delle elezioni e piena attuazione dell'accordo di cessate il fuoco",dichiara l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, oggi a Berlino per la Conferenza sulla Libia. "L'Ue continuerà a fornire sostegno", assicura Borrell che ringrazia il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, e il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, per aver organizzato la seconda Conferenza di Berlino. 

Libia, ministra Najla el-Mangoush: "Stabilizzazione essenziale per voto"
"Chiediamo alla comunità internazionale di sostenerci per promuovere la stabilità in Libia e per raggiungere le elezioni nazionali del prossimo 24 dicembre", ha detto la ministra degli Esteri
libica, Najla el-Mangoush, a Berlino.

"Stiamo sostenendo le elezioni perché questa è la strada per la democrazia in Libia. Ci sono molte sfide legate alla sicurezza e questo è il motivo per cui abbiamo avviato l'iniziativa di stabilizzazione della Libia", ha detto la ministra incontrando la stampa. 

Al-Mangoush ha quindi criticato alcuni comportamenti a "livello internazionale e nazionale" che continuano a "generare instabilità" in Libia e ha auspicato l'unificazione delle forze armate ed il ritiro
delle forze straniere.

Draghi: "Usa non vogliono essere coinvolti"
"Non è che in Libia non abbiamo carte da giocare. Ne abbiamo e, secondo me, ne abbiamo almeno quanto tutti gli altri attori, che devono e vogliono essere coinvolti in quella parte del mondo. L'attore che avrebbe più carte da giocare non vuole essere coinvolto in quella parte del mondo: questo è stato anche oggetto dei colloqui avuti in Cornovaglia". Lo afferma sulla Libia, in aula al Senato, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Il premier prosegue: "Quello che però si sta cercando di fare è sollecitare l'azione dell'Unione europea come tale sotto l'auspicio delle Nazioni Unite e a quel punto vedere se gli Stati Uniti possono affiancare o possono comunque essere favorevoli all'azione delle Nazioni Unite in quella parte del mondo, di nuovo nella consapevolezza che ormai quella sfida è diventata troppo grande per essere affrontata dai singoli Paesi. Vi ricordate anni fa, quando c'erano altri Paesi europei che ritenevano di avere una strategia nazionale e gli interessi del Paese da difendere in Libia? Non ne parlano più, anzi, stanno cercando di rivedere la loro presenza nel Sahel, stanno cercando in un certo senso di ridurre la presenza per affidarsi di più ad un'azione collettiva e concordata. E qui c'è l'altra evoluzione che, secondo me, è positiva: prima giravamo in ordine sparso, ci danneggiavamo, eravamo concorrenti; oggi non si parla più di posizioni diverse, ma si discute e si marcia sulla stessa linea".

Conferenza di Berlino: il documento conclusivo dei lavori
"Tutte le forze straniere e i mercenari devono essere ritirati dalla Libia senza indugio e il settore della sicurezza deve essere riformato e messo chiaramente sotto un'autorità e un controllo civili e unificati".

Così si legge nella dichiarazione conclusiva della Conferenza sulla Libia che si è tenuta a Berlino. Nel documento viene tuttavia precisato che la Turchia ha espresso "una riserva" in merito a questo passaggio, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli.
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