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ITALIA

Bloccati i binari della stazione, la statale 12 e la A22

Brennero: scontri tra black bloc e forze dell'ordine. 17 agenti feriti e 5 manifestanti arrestati

La manifestazione dal titolo 'abbattiamo le frontiere' è stata indetta dai centri sociali italiani, in particolare del Trentino, Emilia Romagna e Lombardia, per protestare contro le annunciate barriere anti-migranti da parte dell'Austria

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Feriti 17 uomini delle forze dell'ordine, 14 agenti, di cui 13 del reparto mobile e uno della questura di Bolzano, e tre carabinieri. Feriti anche due manifestanti. 14 i manifestanti fermati, di cui cinque italiani sono stati poi arrestati, tre uomini e due donne. Tra i fermati due donne austriache e un uomo tedesco. Questo il bilancio dei disordini che sono avvenuti questo pomeriggio al confine tra l'Italia e l'Austria .

I reati di cui sono accusati i 14, a vario titolo, sono resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, uso e porto di armi improprie. Tra gli oggetti sequestrati dagli agenti della questura di Bolzano ci sono numerose armi improprie, fionde, sassi, bastoni e persino il manico di un'ascia.

La manifestazione dal titolo 'abbattiamo le frontiere' è stata indetta dai centri sociali italiani, in particolare del Trentino, Emilia Romagna e Lombardia, per protestare contro le annunciate barriere anti-migranti da parte dell'Austria.

I disordini del Brennero hanno preso il via verso le tre del pomeriggio quando i manifestanti giunti in treno da varie località italiane e che attendevano alla stazione ferroviaria sono stati raggiunti dai loro compagni che venivano da nord, dall'Austria in particolare ma anche dalla Germania. Anarchici e black bloc sono usciti in 500 dalla stazione vestiti di nero e con il volto coperto da fazzoletti neri. Ad attenderli una selva di telecamere e di cronisti, che sono subito stati oggetto di slogan contro la stampa.

I manifestanti hanno anche cercato di aggredire alcuni cineoperatori che svolgevano il loro lavoro lungo le strade. Sono intervenuti i poliziotti che li hanno respinti con i manganelli. Il corteo è poi stato raggiunto da altri manifestanti, giunti al Brennero con le loro automobili e invece di recarsi oltre il confine con l'Austria dove ad attenderli c'erano 700 gendarmi in assetto antisommossa, hanno preferito ingaggiare con le loro provocazioni poliziotti, carabinieri, agenti della guardia di finanza che presidiavano l'area.

Ad un certo punto un gruppo di manifestanti ha abbattuto una recinzione, invadendo la sede ferroviaria e, contemporaneamente, lanciando grossi sassi ed altri oggetti, oltre che bengala e botti contro le forze dell'ordine. Il corteo si è poi diviso in due parti, con metà dei manifestanti che hanno invaso la linea ferroviaria e l'altra metà che ha raggiunto l'autostrada. Per un po' di tempo il traffico su entrambe le arterie è rimasto bloccato.

Le forze dell'ordine sono però riuscite ad accerchiare i manifestanti disperdendone gran parte e bloccando quanti erano rimasti lungo la statale del Brennero a sud del confine. Qui c'è stato l'ultimo lancio di sassate dei dimostranti e le forze dell'ordine hanno messo in campo anche un grosso idrante che ha convinto gli ultimi black bloc a disperdersi.

Alfano: bene Austria
Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell'Interno Angelino Alfano per le parole pronunciate dal ministro degli Interni austriaco Wolfgang Sobotka sul Brennero: non ci sarà alcun muro e nemmeno nessun controllo se l'Italia "farà i suoi compiti". Queste dichiarazioni - spiega - sono "il frutto del nostro lavoro" e "la conferma di quello che avevamo già concordato dieci giorni fa". E aggiunge: "Gli ho dato la prova che sprecherebbero i soldi che stanno impiegando per costruire le attivita' preparatorie di una eventuale barriera. Saranno soldi sprecati gli ho detto perchè noi nel frattempo lavoreremo così bene alle frontiere che non ce ne sarà più bisogno".

Il centro di Ventimiglia va chiuso
"Questo centro va chiuso. Era nato su mia richiesta per fronteggiare l'emergenza del 2015, ora questa emergenza non c'è più, non vedo perchè debba rimanere aperto". Così il ministro dell'Interno, Angelino Alfano nella sua visita a Ventimiglia per la questione immigrazione. Alfano si riferisce al centro nato nella stazione della città di confine che ospita circa 200 migranti al momento. "Migranti che devono essere allontanati con un piano specifico. Sono qui per
un confronto col territorio e l'amministrazione locale. Il 2015 è stato un anno difficile in termini di arrivi in Liguria. Faremo in modo che quest'anno ce ne siano meno, controllando la ferrovia" ha detto Alfano.

Il ministro: non saremo pretesto per costruire muri 
I migranti non possono scegliere i luoghi dell'Italia dove farsi accogliere. Se arrivano in Italia, siamo noi che scegliamo dove accogliere e i migranti devono sapere che da Ventimiglia non possono andare in Francia. Devono rassegnarsi al fatto che da Ventimiglia non si va in Francia, perche' noi non alimentiamo false aspettative e perchè un transito dalle frontiere italiane, verso quelle degli altri paesi europei confinanti, può rappresentare il pretesto per costruire muri",  ha detto Alfano.

Due, secondo Alfano, le strategie da utilizzare: "prevenire e dissuadere". "Se noi dimostreremo ai migranti che in Francia, da qui, non si può andare smetteranno di arrivare. Sappiamo che è un lavoro complicato e non si può dire che non ne faremo arrivare più neanche uno, ma bisogna ridurre i flussi. Come azione di dissuasione bisogna controllare i treni: prima che i treni arrivino qui occorre che i migranti irregolari scendano e si facciano fotosegnalare. Poi stabiliremo noi dove accoglierli", ha spiegato il titolare del Viminale secondo il quale "è indispensabile fotosegnalare tutti, perchè quelli che non si fanno fotosegnalare, sperano di varcare la frontiera senza esserlo, in modo da non venire riammessi in Italia".

Toti: Liguria non può accogliere queste quantità
"Come Regione chiediamo al ministro Alfano di tenere conto dei disagi che questa città vive ormai da tanti anni e del fatto che la Liguria è un territorio in cui le aziende vivono di turismo e dove c'è bisogno di mantenere un livello di sicurezza e di decoro tale da renderla appetibile". Lo ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti.

Il governatore accolto da un gruppo di residenti e di turiste che si lamentavano per la presenza di migranti in città, ha sottolineato che "la Liguria è una regione con un territorio lungo, stretto e difficile e quindi può ospitare la quantità di immigrati che abbiamo ospitato negli anni passati".
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