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POLITICA

Palazzo Chigi

Conte: via libera del Consiglio dei ministri al decreto milleproroghe

Tra le principali misure la proroga dei termini per la legge sulle banche di credito cooperativo. "Una riforma della riforma", come l'ha definita il premier Conte. Mentre il ministro Tria ha sottolineato che le modifiche riguardano il "rafforzamento del legame con il territorio". Avviato anche il lavoro sulla riforma del codice degli appalti. Il governo ha deciso di farsi da parte sulle Universiadi del 2019 a Napoli, lasciando la gestione a sindaco e presidente della Campania

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"Nel Consiglio dei ministri abbiamo approvato il decreto milleproroghe". Lo afferma il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Riforma banche credito cooperativo
"Abbiamo prorogato il termine per la piena efficacia della riforma dei gruppi bancari cooperativi. Questo intervento contiene anche alcune modifiche della disciplina: questa è una valutazione prettamente politica, non solo una proroga per consentire agli operatori di stare al passo con tutti gli adempimenti richiesti anche per le banche popolari, ma siamo anche intervenuti con alcune misure di disciplina che realizzano una riforma della riforma" ha detto Conte parlando del decreto milleproroghe.    

Variano termini Universiadi di Napoli
"Abbiamo prorogato anche termini in materia di sport, in particolare sulle universiadi di Napoli".

Più potere a Bcc, tutela radicamento territorio
Nell'ambito della riforma delle Bc c"abbiamo previsto di restituire più potere alle banche di credito cooperativo, che nel progetto di riforma" precedente "venivano pressoché assorbite nella capogruppo". Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi sottolinea come, con il decreto, "rafforziamo la finalità mutualistica e cerchiamo di conservare quello cheè  il radicamento nel territorio di questi organismi bancari".

Più rappresentanza Bcc in banca capogruppo
Nell'ambito della riforma delle Bcc "le partecipazioni sociali" degli istituti di credito cooperativo nella banca capogruppo "salgono al 60%, i rappresentanti salgono alla metà più due, è prevista consultazione delle banche di credito cooperativo, c'è una maggiore autonomia sul piano delle strategie e delle politiche commerciali".
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