Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/ContentItem-47e7c7ec-d03e-469f-938b-c90c802fec6a.html | rainews/live/ | true
MONDO

Lo ha detto Tawfiq al-Tirawi

Per l'Anp dietro la morte di Arafat ci sarebbe Israele

Se venisse confermato che il leader palestinese Yasser Arafat fu avvelenato col polonio, "Israele sarebbe l'unico e il solo che deve essere sospettato". A dirlo è il capo dell'intelligence palestinese, Tawfiq al-Tirawi, membro della Commissione di inchiesta dell'Anp 

Condividi
di Fuccillo EmilioRamallah (Medio Oriente)"Noi sosteniamo che Israele è l'unico e il solo che deve essere sospettato della morte di Arafat". Lo ha detto Tawfiq al-Tirawi, capo dell'intelligence palestinese e membro della Commissione di inchiesta dell'Autorità nazionale palestinese sulla morte di Arafat in una conferenza stampa a Ramallah.

L'indagine "non si ferma qui e faremo di tutto per raggiungere la verità, per il popolo palestinese, per i paesi arabi nostri amici e per la famiglia di Yasser Arafat", ha aggiunto Tawfiq.

Le dichiarazioni dell'Anp fanno seguito al risultato delle analisi effettuate sul corpo del leader palestinese morto nel novembre del 2004 che sarebbe stato avvelenato.

Gli specialisti svizzeri dell'università di Losanna incaricati di analizzare i resti del fondatore dell'Olp hanno annunciato nei giorni scorsi di aver trovato tracce di polonio 210, un veleno altamente radioattivo, diciotto volte sopra la normalità nel corpo di Arafat.

Gli svizzeri, che hanno lavorato insieme con un team russo e francese, ripercorrono le ultime fasi della malattia di Arafat, che nell'ottobre 2004, verso la fine della seconda intifada, è rinchiuso da più di due anni nel suo compound di Ramallah, che le truppe israeliane avevano circondato. E' anziano e fragile, ma i rapporti medici dimostrano che "era in buona salute e non in presenza di fattori di rischio particolari", afferma il rapporto svizzero. Il 12 ottobre, Arafat improvvisamente si ammala dopo un pasto. Rapidamente le sue condizioni peggiorano ed il 29 ottobre un aereo del governo francese lo trasferisce all'ospedale militare di Percy. Arafat entra in coma e l'11 novembre muore all'età di 75 anni. Ad infittire il giallo, anche la mancata autopsia da parte dei medici francesi, che avvia le speculazioni sull'accaduto.

Nell'agosto 2012 la stessa al Jazeera rilancia un'indagine che ventila l'ipotesi di avvelenamento da polonio, in seguito al ritrovamento del veleno sugli oggetti personali di Arafat (inclusa la celebre kefya e lo spazzolino).

All'indomani del risultato delle nuove analisi la vedova di Arafat, Suha, ha subito parlato di "assassino politico" e, un portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Yigal Palmor, citato dal Guardian, ha prontamente respinto le conclusioni del rapporto, rilevando che "non ci sono prove di come è avvenuto l'avvelenamento", ribadendo l'estraneità del suo paese. Un consigliere dell'ex premier Ariel Sharon, Raanan Gissin, ha aggiunto: "C'era allora una decisione del governo israeliano di non toccare Arafat in alcun modo. Se qualcuno lo ha avvelenato era certo allora uno dei suoi collaboratori".
Condividi