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SCIENZA

Spazio

Conto alla rovescia per BepiColombo: inizia il viaggio verso Mercurio

La missione congiunta ESA-JAXA sta per partire. Lancio alle 3.45 italiane del 20 ottobre dalla Guyana Francese, con diretta su RaiNews24. Il presidente dell’ASI Battiston: “Grande contributo italiano, è la conferma di una lunga tradizione”

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di Andrea Bettini KOUROU (GUYANA FRANCESE) - In cima a un razzo Ariane alto quasi 55 metri, due sonde attendono di iniziare un viaggio di sette anni verso Mercurio. A Kourou, in Guyana Francese, tutto è pronto per il lancio della missione BepiColombo e gli ultimi aggiornamenti dalla rampa di lancio sono positivi: partenza confermata alle 3.45 ora italiana di sabato 20 ottobre, con diretta su RaiNews24.

Prima assoluta per l’Europa
Con BepiColombo l’Agenzia Spaziale Europea volerà per la prima volta verso Mercurio. Lo farà insieme all’agenzia spaziale giapponese JAXA: dalla Guyana faranno partire una coppia di sonde che dal 2025 orbiteranno intorno al pianeta più vicino al Sole.

I due orbiter
In questa missione dal costo stimato intorno ai due miliardi di euro, l’ESA ha realizzato il Mercury Planetary Orbiter, o MPO. Studierà principalmente la superficie e la composizione di Mercurio. La JAXA invece ha messo a punto il Mercury Magnetospheric Orbiter, detto anche MMO. Fornirà dati sul campo magnetico del pianeta e sulla sua interazione col vento solare. Viaggeranno insieme al modulo di trasporto europeo MTM, che li condurrà a destinazione.

Gli obiettivi scientifici
La missione BepiColombo indagherà le caratteristiche, la storia e la formazione di Mercurio. Ci farà capire meglio come si sono formati i pianeti, Terra compresa. Per almeno un anno metterà a disposizione informazioni per approfondire aspetti evidenziati dalle uniche due sonde che finora hanno raggiunto quel luogo lontano e poco conosciuto: Mariner 10 nel 1974 e Messenger fra il 2011 e il 2015, entrambe della NASA.

Tanta Italia
Nella missione, il cui nome ricorda il matematico padovano Giuseppe Colombo, c’è un grande contributo dell’Italia, con ASI e INAF in prima fila. Quattro degli undici strumenti della sonda europea sono a guida italiana e l’industria del nostro paese ha realizzato numerosi componenti. “È la conferma della grande tradizione italiana nella planetologia - dice il presidente dell’ASI Roberto Battiston - L’Italia è stata presente in tutte le grandi missioni europee verso i pianeti, e non solo”.

Sfida tecnologica
Si è trattato di una grossa sfida tecnologica perché le sonde dovranno operare in condizioni ambientali estreme. Le temperature toccheranno i 400°C, mettendo a dura prova i materiali. Poiché Mercurio si trova a un terzo della distanza della Terra dal Sole, le radiazioni nella sua orbita sono inoltre 10 volte più intense.

Viaggio tortuoso
Dopo il lancio le sonde faranno un tortuoso tour nel Sistema Solare. Copriranno una distanza di 9 miliardi di chilometri, con un passaggio ravvicinato con la Terra, due fly-by di Venere e sei di Mercurio. Uno slalom spaziale necessario per contrastare l’attrazione gravitazionale del Sole, che è una complicazione non indifferente: per raggiungere Mercurio serve più energia di quella necessaria per arrivare fino al lontanissimo Plutone.
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