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Coronavirus

I dati del covid

Coronavirus: 16.377 nuovi casi, 672 morti e 130.524 tamponi da ieri

Il rapporto tra nuovi casi e tamponi eseguiti si attesta al 12.55%, contro il 11.67% di ieri. Brusaferro: epidemia ancora per un anno e mezzo

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Secondo l'ultimo aggiornamento dei dati del Ministero della Salute nelle ultime 24 ore si sono registrati 16.377 nuovi casi, a fronte di 130.524 tamponi effettuati. 672 i decessi. Ieri i casi erano stati 20.648 con 541 decessi e 176.934 tamponi.

Il rapporto tra nuovi casi e tamponi si attesta al 12.55%, contro il 11.67% di ieri.

Il totale degli ospedalizzati in Italia è di 36.931 pazienti, con un aumento di 299 casi rispetto a ieri. Di questi, in terapia intensiva sono 3.744, con una diminuzione di 9 unità. In isolamento domiciliare si trovano 751.540 persone, 7.599 in meno nelle ultime 24 ore.

Il totale degli attualmente positivi in Italia è di 788.471 casi, cioè 7.300 in meno rispetto a ieri. Tra dimessi e guariti si contano 757.507 persone, in aumento di 23.004 unità.

I deceduti sono 672 nelle ultime 24 ore per un totale nazionale di 55.576 vittime del Covid-19 dall'inizio della pandemia in Italia. I casi totali sono 1.601.554 (+16.377). I tamponi nelle ultime 24 ore sono stati 130.524 per un totale di 21.945.099.

Le regioni che hanno registrato il maggior numero di nuovi casi giornalieri sono Emilia-Romagna (+2.041), Veneto (+2.003), Lombardia (+1.929), Campania (+1.626), Lazio (+1.589), Piemonte (+1.185), Sicilia (+1.138).

Emilia-Romagna 
Sono 2.041 i nuovi casi di positività al Covid, scoperti in Emilia-Romagna con 10.992 tamponi, un numero, come di solito avviene nel fine settimana, inferiore alla media. Si registrano 39 vittime e tornano a crescere i ricoveri. Più della metà dei nuovi positivi (1.189) sono asintomatici, individuati, grazie alle attività di contact tracing e screening. Crescono i casi attivi, che raggiungono quota 71.734: il 95,8% di questi è in isolamento domiciliare, perché non necessita di cure particolari. Tuttavia tornano a crescere i ricoveri, che sono 249 (+4 rispetto a ieri) in terapia intensiva, 2.755 quelli negli altri reparti Covid (+87). I morti sono sette in provincia di Reggio Emilia e di Modena, sei a Piacenza e a Rimini, cinque nel Ferrarese (una delle quali residente in Veneto), tre a Bologna e in provincia di Forlì-Cesena due a Parma.

Veneto
Il Veneto ha registrato oggi 2.003 nuovi positivi al Covid, per complessivo 145.592 infetti da inizio dell'epidemia. Lo riferisce il bollettino della Regione Veneto aggiornato alle ore 8 di stamani. Sale anche il numero dei decessi: sono 34 le vittime in più rispetto a ieri, per un totale di 3.711 morti tra ospedali e case di riposo dal 21 febbraio scorso ad oggi. Gli attualmente positivi sono 80.665 (+954). Sale ancora la pressione sugli ospedali: i pazienti Covid in area non critica sono ad oggi 2.608 (+26), quelli in terapia intensiva 339 (+8).  

Campania
Più guariti che nuovi casi nel bollettino odierno dell'Unità di crisi della Regione Campania. Sono 1.626 i casi di coronavirus emersi nelle ultime 24 ore in Campania dall'analisi di 14.286 tamponi. La percentuale di tamponi positivi sul totale dei tamponi analizzati è pari all'11,3%. Dei 1.626 nuovi positivi, 195 sono sintomatici e 1.431 sono asintomatici. Il totale dei positivi in Campania dall'inizio dell'emergenza sale a 155.319, mentre sono 1.586.159 i tamponi complessivamente analizzati. Nel bollettino odierno della Campania sono inseriti 42 nuovi decessi; in una nota si specifica che 18 sono deceduti nelle ultime 48 ore e 24 sono deceduti in precedenza, ma registrati ieri. Il totale dei deceduti in Campania dall'inizio della pandemia sale a 1.673. Sono 1.843 i nuovi guariti: il totale dei guariti è 49.119.

Lazio
"Oggi su 20 mila tamponi nel Lazio (-2.905) si registrano 1.589 casi positivi (-404), 39 i decessi (+20) e +1.061 i guariti. Il rapporto tra i positivi e i tamponi è sotto 8%". Così l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato. "È il dato più basso del mese di novembre e per la prima volta roma città scende al di sotto dei mille casi (947)" aggiunge D'Amato.

Piemonte
Oggi l'Unità di crisi della Regione Piemonte ha comunicato 1.185 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 in Piemonte, pari al 9,6% dei 12.290 tamponi eseguiti. I ricoverati in terapia intensiva sono 388 (+ 3 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 4737(+3 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 69.818. Purtroppo si registrano anche 85 decessi.

Sicilia
Sono 1.138 i nuovi casi Covid in Sicilia, in linea con una tendenza al rallentamento (erano stati 1.024 ieri). Gli attuali contagiati sono 40.624: 1.547 ricoverati con sintomi, 226 in terapia intensiva (-15), 38.851 in isolamento domiciliare. I deceduti sono 1.555, 49 in più di ieri. Sono 63.686 i casi totali, 21.507 i dimessi guariti (+999), con un incremento dei tamponi effettuati pari a 8.602. 

Brusaferro: epidemia ancora per un anno e mezzo
Quello causato dalla pandemia "è uno stress che non è stato puntiforme, come un terremoto o un'alluvione, è uno stress che si prolunga per oltre un anno e ci accompagnerà per un anno e mezzo circa, e stiamo mettendo in atto strategie di adattamento che lasceranno il segno in futuro, alcune probabilmente in maniera permanente". Lo ha affermato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro durante un forum all'Ansa. 

"Certamente - ha affermato Brusaferro - quello che abbiamo imparato è che la prevenzione è il momento cruciale del sistema: una volta questo concetto veniva più declinato come visione ma non si facevano investimenti specifici, oggi è molto chiaro che il concetto di prevenzione è fondamentale, se non investiamo su questo livello il rischio è elevato". 

"La prevenzione ha il vantaggio di evitare a priori che determinati scenari si manifestino, ha lo svantaggio che quando funziona molto bene non si vede, e questo è un elemento critico che da sempre la caratterizza. Oggi questo è percepito da parte di tutti, come è percepito che investire su salute e benessere è un modo per garantire la ricchezza dei nostri paesi e delle nostre comunità". 

La sanità del futuro, ha spiegato Brusaferro, vedrà insieme tecnologie e relazioni sociali. "Sappiamo che possiamo vivere bene anche con disabilità o quando diventiamo anziani grazie a un insieme di tecnologie e relazioni che ci aiutano a recuperare quel margine di autosufficienza che perdiamo. La sanità del futuro ci vedrà immersi in una serie di relazioni e tecnologie per accompagnarci dove perdiamo di autosufficienza, quindi fortemente ancorata a una tecnologia che ci aiuti a fare scelte ma anche a un'interazione forte con le persone". 

"La sfida è dare a questa sanità la possibilità di essere fruita in tutte le parti del Paese in maniera uniforme, se riusciremo a garantirlo sarà una grande evoluzione del sistema sanitario nazionale che anche oggi ci consente di avere età media più avanzata ma che ha margini di miglioramento sulla vita media priva di disabilità. In questo senso credo che anche l'opportunità del recovery fund sia una grande opportunità che dobbiamo sfruttare al meglio".

Si abbassa carica virale: 5% contro l'80% di ottobre
Si è decisamente abbassata la carica virale, ossia il numero delle copie di materiale genetico del nuovo coronavirus presenti in un millilitro di materiale biologico prelevato con il tampone, tanto che attualmente solo il 5% dei pazienti analizzati, pari al 20% dei positivi, ha una carica virale superiore a un milione, contro l'80% che si registrava in ottobre. Lo ha detto all'ANSA il virologo Francesco Broccolo dell'Università Milano Bicocca e direttore del laboratorio Cerba di Milano. I campioni sopra il miliardo provengono da circa l'1% dei pazienti analizzati, pari al 5% dei positivi. 
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