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Coronavirus

Coronavirus, due rate e un tetto massimo: le regole del Dpcm per i comuni

Nel testo vengono stabilite le regole per lo stanziamento annunciato ieri sera, sabato, dal premier Giuseppe Conte a favore dei comuni per il sostegno ai meno abbienti nell'ambito dell'emergenza coronavirus

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Il ministero dell'Interno "provvede a erogare a ciascun comune quanto attributo a titolo di Fondo di solidarietà comunale" (...) "in due rate da corrispondere entro i mesi di maggio e ottobre 2020, di cui la prima pari al 66 per cento". E' quanto si legge nel Dpcm del 28 marzo sugli stanziamenti ai comuni per l'emergenza coronavirus. Nel testo vengono stabilite le regole per lo stanziamento annunciato ieri sera, sabato, dal premier Giuseppe Conte a favore dei comuni per il sostegno ai meno abbienti nell'ambito dell'emergenza coronavirus. Stanziamenti costituiti in sostanza dal Fondo di solidarietà comunale per il 2020, che così viene anticipato.

Il Dpcm premette che il fondo è "alimentato con una quota dell'imposta municipale propria (Imu) di spettanza dei comuni" e che è "ripartito tra i comuni interessati sulla base del gettito effettivo dell'Imu e della Tasi".

Nello specifico, il Fondo è composto "da una quota assicurata attraverso una quota dell'Imu pari a 2.768.800.000,00" più una serie di incrementi. Il premier Conte ha parlato nella conferenza stampa di 4,3mld in totale più altri 400mln da assegnare ai comuni.

A proposito di ripartizione delle somme, il Dpcm tra le altre cose specifica che lo stanziamento fondi 2020 "è effettuato prendendo come valore di riferimento per ciascun comune il valore del Fondo di solidarietà comunale per l'anno 2019". Inoltre, nella determinazione delle quote da distribuire, il provvedimento fissa tra i vari criteri un "limite massimo di euro 5.500.000 annui ai comuni fino a 5mila abitanti".

Nel Dpcm, tra le tante misure, viene anche previsto un accantonamento di euro 7.000.000,00 sul fondo di solidarietà comunale" destinato alle "compensazioni del mancato recupero a carico del comune di Sappada" e anche ad "eventuali conguagli ai singoli comuni". 
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