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Coronavirus

Boccia: "Vogliamo chiudere il più possibile"

Coronavirus, governo valuta nuove restrizioni per Natale ipotesi zona rossa nei giorni festivi

Confronto sulla stretta natalizia ancora aperto, si va verso un nuovo vertice a palazzo Chigi, in attesa di Italia viva. Dall'incontro con le Regioni via libera al piano vaccini, sul tavolo anche le ulteriori restrizioni per il periodo natalizio

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Slitta a questa mattina il vertice a Palazzo Chigi tra Giuseppe Conte e i capi delegazione della maggioranza sulla stretta di Natale. Complice l'indisponibilità di Teresa Bellanova a partecipare ad una riunione in tarda serata il capo del governo ha optato per rinviare alle prossime ore il punto finale sulle misure per le festività. Il tempo tuttavia stringe tanto che fonti di governo spiegano come, a questo punto, sia davvero difficile che le nuove norme possano essere definite prima di 24 ore.

Si va verso misure più restrittive, ma la discussione non è ancora chiusa e la riunione è stata aggiornata per permettere la partecipazione anche della rappresentante di Italia viva, la ministra Teresa Bellanova. 

Miozzo (Cts): "Molto preoccupati per feste natalizie"
"Tutti i colleghi del Cts si sono espressi in una linea di rigore e di prudenza. La traduzione poi nel nostro verbale è stato motivo di una discussione animata, come è normale, siamo 26 persone che hanno menti libere, ma alla fine abbiamo condiviso la linea, nel senso ripeto del rigore e della prudenza". 

"Abbiamo sottolineato il rischio" dell'esodo natalizio il prossimo weekend, "a meno che non venga deciso che il lockdown venga domani. Noi siamo in una democrazia, è evidente che questo comporta anche un dibattito politico e pubblico, sappiamo che andiamo incontro a un weekend ad alto rischio, possiamo solo confidare nel senso di responsabilità dei nostri connazionali".

Lo ha detto il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, intervistato da Gianluca Semprini a "Quel che resta del giorno" su RaiNews24, sottolineando che "se non stiamo molto attenti, ripartirà una curva che  on deve ripartire perché a inizio di gennaio ci attendono molte scadenze: il ritorno al lavoro, il ritorno a scuola, auspicabile, e l'inizio della campagna vaccinale. Appuntamenti troppo importanti ai quali dobbiamo arrivare preparati".



"Abbiamo dato indicazioni precise. I dati ci devono preoccupare, la curva sta lentamente scendendo, ma dà ancora elementi di grande preoccupazione. La curva sta scendendo grazie a due mesi di sacrifici, abbiamo di fronte a noi qualche settimana che rappresentano un periodo di incontri, che con questa maledetta malattia sono pericolosi.

Noi abbiamo dato indicazioni di grande limitazioni di spostamenti e assembramenti, che questo si traduca in una zona rossa nazionale o arancione o altro, spetta alla politica". 

Quanto alle scelte che il governo dovrà fare nelle prossime ore, Miozzo ha ricordato che il Cts ha dato una serie di indicazioni ma sarà la politica a decidere. "Abbiamo detto di evitare gli assembramenti, evitare momenti di rischio nei quali le persone si riuniscono, tolgono la mascherina e si bevono l'aperitivo, come capita quando vediamo assembramenti di giovani fuori dai locali di ristoro. Quelle sono situazioni di criticità. Se poi queste cose si traducono nel "chiudiamo totalmente" per un giorno, per due giorni, per quindici giorni, non decide il Cts ma qualcun altro".

Emiliano: "Si va verso zona rossa dal 24 dicembre al 7 gennaio"
Il governo "visto che tra il 24 dicembre e il 7 gennaio c'è un rallentamento sostanziale della vita e quindi c'è rischio di aggregazioni non necessarie, ha pensato di dare un'ulteriore botta alla curva dei contagi mandando in rosso il Paese. Hanno chiesto a noi governatori cosa ne pensavamo e siamo stati abbastanza contenti perché era l'unico modo per non rischiare dal 7 gennaio in poi una esplosione dei contagi" Covid: lo ha detto il governatore pugliese, Michele Emiliano, a Pomeriggio Cinque. "Il 7 gennaio ripartire come se nulla fosse, riaprendo tutto è un rischio grosso. Questo l'ho detto stamattina al ministro Boccia. La prudenza e la gradualità sono importantissime, bisogna essere pragmatici" ha aggiunto ancora il governatore pugliese.

Le Regioni d'accordo
Italia in zona rossa dal 24 dicembre al 7 gennaio per mettere il Paese in sicurezza. Questa l'indicazione fornita dal governo alle Regioni nell'incontro di questa mattina che ha dato il via libera al piano sui vaccini. Il ministro Speranza, secondo quanto viene riferito, ha ricordato come nelle regioni che sono entrate in zona rossa ci siano stati significativi risultati, mentre gli altri territori in zona gialla hanno sofferto maggiormente. Troppo pericoloso - questo il ragionamento di Speranza e di Boccia - tenere aperti nelle festività natalizie.

Alla riunione hanno partecipato in videoconferenza anche il ministro della Salute Roberto  Speranza, il commissario straordinario all'emergenza Coronavirus  Domenico Arcuri e il direttore della Protezione civile, Angelo Borrelli. ''Il modello di interventi territoriali ha funzionato bene e ha fatto scendere l’Rt dall'1.7 all’attuale 0,8 ed è ancora in discesa, anche se le reti sanitarie necessitano di essere sempre più difese e alleggerite'' ha detto, a quanto si apprende, il ministro per gli Affari regionali Boccia nel corso della riunione."Resta fermo - ha proseguito - il mantenimento del modello di interventi territoriali anche a gennaio". Sulla necessità invece di misure più restrittive aveva già precisato: "La decisione che si aspetta  riguarda tre giorni, ovvero 25, 26 e 31 dicembre, tutto il resto del periodo è già sottoposto a prescrizioni molto chiare. Ritengo che dalle giornate prefestive fino al 6-7 gennaio sia più utile chiudere per tutti. Vogliamo chiudere il più possibile. La mia posizione e quella di Speranza sono note, vogliamo condividerle con le Regioni".

Una linea di rigore per contenere i contagi da Coronavirus, indicata anche dal comitato tecnico scientifico. Dopo l'incontro con le Regioni è prevista una riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione.

"Abbiamo già predisposto un piano per le festività natalizie. Forse qualche ritocchino ci sarà. Alla luce dei suggerimenti del Comitato tecnico scientifico qualche misura ulteriore la introdurremo. Ci stiamo riflettendo. Dobbiamo scongiurare in ogni caso una terza ondata perché sarebbe molto pesante" ha detto ieri il premier sulla possibilità di introdurre nuove misure durante le vacanze di Natale. "Il sistema delle regioni colorate sta funzionando, abbiamo evitato un lockdown generalizzato come in Germania. Con misure calibrate e ben circoscritte stiamo reggendo bene questa seconda ondata", ha osservato

Emerge intanto qualche preoccupazione nella maggioranza anche per la riapertura delle scuole il 7 gennaio. Ieri, in serata, Conte ha incontrato il ministro Speranza. Il ministro Boccia anticipa in tv che sarebbe sbagliato immaginare cenoni e feste al di fuori dei nuclei di conviventi. Mentre il presidente della Liguria Toti accusa il governo di "gestione schizofrenica, serve rispetto per chi lavora".

D'Amato: "Sì alla zona rossa in tutta Italia per le festività"
 "Sono d'accordo a un zona rossa estesa in tutta Italia". Così l'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato, intervenendo allo Spallanzani di Roma all'inaugurazione di nuovi posti letto di terapia intensiva.  D'Amato ha spiegato: "Come sapete il Lazio è sempre rimasto in zona gialla, abbiamo i più bassi tassi di letalità nazionale e di incidenza in rapporto alla popolazione. Al contempo dobbiamo dire che fenomeni come quelli che abbiamo visto recentemente (la corsa allo shopping di Natale, ndr) potrebbero mettere in discussione i risultati finora raggiunti. Ecco perché è importante che vengano adottate delle misure, ma su questo so che il Governo sta lavorando in queste ore".

Zaia con Boccia e Speranza, serve zona rossa per Natale
Servono misure da zona rossa per tutte le feste di Natale, almeno fino alla Befana. E' quanto avrebbe chiesto, secondo quanto si apprende, il presidente del Veneto Luca Zaia nel corso della riunione tra governo e Regioni;una posizione condivisa dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia e da quello della Salute Roberto Speranza e dai rappresentanti di Lazio, Friuli Venezia Giulia, Molise e Marche."Nel periodo delle festività servono restrizioni massime, se non le fa il governo le facciamo noi - ha detto Zaia -  Se non chiudiamo tutto adesso ci ritroveremo a gennaio a ripartire con un plateau troppo alto".
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