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Coronavirus

Il punto sull'epidemia

Coronavirus, Borrelli: "Oggi record di guariti, 2099 in un giorno. Da ieri 542 i deceduti"

Quinto giorno di calo per le terapie intensive, 99 in meno rispetto a ieri. Scendono anche i ricoveri, meno 233. "I guariti degli ultimi 10 giorni sono pari al 50 per cento del totale da inizio epidemia" dice il capo della Protezione civile. Guerra (Oms): "Quando riaprire? Difficile dirlo, il calo è lento"

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I dati aggiornati in Italia e nel mondo

Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, comunica gli ultimi dati sull'epidemia nel corso del punto stampa giornaliero

Sono 26.491 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 2.099 in più di ieri. E' l'incremento più alto mai registrato dall'inizio dell'emergenza. Ieri, l'aumento dei guariti era stato di 1.555. "Ci sono a oggi 26.491 guariti, con il nuovo record di 2.099 guariti in più rispetto a ieri. I guariti degli ultimi 10 giorni sono pari al 50 per cento del totale da inizio epidemia" annuncia il capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

E per il quinto giorno consecutivo calano i ricoveri in terapia intensiva. Sono 3.693 i pazienti nei reparti, 99 in meno rispetto a ieri. Di questi,1.257 sono in Lombardia, in calo di 48 rispetto a ieri. Dei 95.262 malati complessivi, 28.485 sono poi ricoverati con sintomi - 233 in meno rispetto a ieri - e 63.084 sono quelli in isolamento domiciliare.

Sono 17.669 le vittime, con un aumento rispetto a ieri di 542. Martedì l'aumento era stato di 604.

Il numero dei nuovo contagi si attesta oggi a 3.836 a fronte dei 3.039 di ieri. 

95.262 in tutto i malati, con un incremento rispetto a ieri di 1.195. Martedì l'incremento era stato di 880. 

Il dettaglio per Regione
Sono 28.545 i malati in Lombardia (202 in più rispetto a ieri), 13.110 in Emilia-Romagna (+62), 10.171 in Veneto (+206), 10.989 in Piemonte (+285), 3.562 nelle Marche(-176), 5.557 in Toscana (+130), 3.245 in Liguria (+33), 3.448 nel Lazio (+83), 2.859 in Campania (+94), 1.415 in Friuli Venezia Giulia (+36), 1.940 in Trentino (+50), 1.281 in provincia di Bolzano (-20), 2.238 in Puglia (+101), 1.893 in Sicilia (+34), 1.534 in Abruzzo (+43), 823 in Umbria (-23), 606 in Valle d'Aosta (+13), 840 in Sardegna (+19), 755 in Calabria(+22), 181 in Molise (-4), 270 in Basilicata (+5).

Quanto alle vittime, se ne registrano 9.722 in Lombardia (+238), 2.234 in Emilia-Romagna (+54), 736 in Veneto (+41), 1.378 in Piemonte (+59), 652 nelle Marche (+22), 392 in Toscana (+23), 654 in Liguria (+34), 221 in Campania (+5), 244 nel Lazio (+6), 169 in Friuli Venezia Giulia (+5), 219 in Puglia (+10), 183 in provincia di Bolzano (+9), 133 in Sicilia (+8), 179 in Abruzzo (+7), 50 in Umbria (+1), 102 in Valle d'Aosta (+2), 255 in Trentino (+11), 60 in Calabria (+0), 59 in Sardegna (+7), 13 in Molise (+0), 14 in Basilicata (+0).

I tamponi complessivi sono 807.125, dei quali oltre 409mila in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Guerra (Oms): "Difficile riaprire in questa fase, c'è rallentamento non diminuzione netta"
"Aprire o pensare di aprire in questa fase è abbastanza difficile, non siamo in una diminuzione netta ma in un rallentamento della velocità" dice il vicedirettore dell'Oms Ranieri Guerra, sottolineando che "c'è un serbatoio di asintomatici che continua a garantire la circolazione del virus". Si potrebbe pensare a riaperture "per classe di lavoro, tipologia geografica e classe di età" ma sempre con "un occhio a una diminuzione marcata di questa curva che ancora non c'è". "Non credo che il governo italiano voglia procedere alla riapertura senza pensare a questo rischio".

Per entrare nella Fase 2 test a campione per capire la distribuzione del contagio
Quello a cui si pensa per entrare nelle 'fase 2' della crisi non è "uno screening di massa", ma "un test a campione per riuscire a capire quale sia stata la distribuzione del contagio, comprendendo anche gli asintomatici e tutti coloro che non sono stati sottoposti a diagnosi precisa" precisa quindi Guerra. "Questo all'interno della costruzione epidemica ci permette di comprendere delle variabili che non conosciamo e che sono  fondamentali, anche per dirci qual è esattamente il tasso di letalità della patologia e per comprendere bene quale sia stata la  distribuzione per classi d'età, ma anche per attività lavorative,  quindi con un occhio anche alla riapertura al lavoro".

Sui tamponi la strategia non cambia
"La  strategia sui tamponi resta sempre la stessa" conclude Guerra, commentando il dato dell'aumento del numero di tamponi dai 33.713 effettuati ieri ai 51.680 riportati oggi da Borrelli.

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