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Coronavirus

La pandemia

Coronavirus, nuova stretta in nord-est Inghilterra. In gran parte d'Europa picchi di casi positivi

La seconda ondata sta investendo numerosi Paesi, intorno all'Italia. Allarme in Spagna e Francia. Scattano nuove misure. Merkel 'preoccupata' per la Germania

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Ulteriori restrizioni sui contatti sociali in arrivo, in alcuni territori della Gran Bretagna, sullo sfondo dell'incremento delle ultime settimane dei contagi da coronavirus che oggi balzano a 7.143, picco da quattro mesi, e 71 i morti nelle ultime 24 ore, di gran lunga la cifra più alta da prima dell'estate.

Le misure, che non mancano di suscitare nuove polemiche, riguardano diverse aree dell'Inghilterra nord-orientale in cui il tasso d'infezione resta più alto rispetto alla media nazionale (Newcastle, Northumberland, Gateshead, North Tyneside, South Tyneside, Sunderland e lacontea di Durham), dove da domani sarà vietato legalmente qualunque raduno privato e non lavorativo fra persone che non vivano nella stessa casa (nel resto dell'Inghilterra sono invece possibili incontri fino a un massimo di 6 persone anche se non abitano insieme), con ammende rafforzate in caso di violazioni.   

Le multe scatteranno da 200 sterline alla prima trasgressione certificata, per poi raddoppiare a ogni recidiva fino a un massimo di 6400. Matt Hancock, ministro della Sanità del governo conservatore di Boris Johnson, ha spiegato che si tratta di una misura necessaria e decisa sulla base di quanto chiesto dalle stesse amministrazioni locali. Queste ultime, tuttavia, dopo aver lanciato l'allarme nei giorni scorsi, accusano ora il governo centrale d'aver agito in modo "caotico", senz aanticipare tutti i dettagli alle comunità coinvolte e lasciando margini d'incertezza nell'aggiornamento delle linee guida.   A polemizzare contro le nuove strette, e a invocare un diritto di veto del Parlamento su future eventuali limitazioni,a cominciare da un ipotetico nuovo lockdown nazionale, sono del resto anche circa 50 deputati della maggioranza Tory, che il premier sta cercando di convincere a non ostacolare il rinnovo della legislazione d'emergenza sulla pandemia che negli ultimi 6 mesi ha assicurato poteri speciali all'esecutivo.

Intanto se è soprattutto la Spagna il grande malato d'Europa, con un totale di contagi da inizio pandemia salito a quota 716.481,la più alta nel Vecchio Continente, anche la Francia si avvita ormai sempre di più in un allarme rosso. Mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel si dice "molto preoccupata" per un aumento esponenziale che rischia di portare la Germania ad avere entro Natale i numeri della Francia e i contagi tornano a schizzare verso l'alto anche in Russia e altri Paesi: il virus galoppa a briglia sciolta fuori dall'Italia, finora rimasta relativamente meno toccata dall'impennata cui si assiste al di là delle Alpi.

Prima in Europa per casi anche se solo quarta per decessi - in una classifica che vede primo il Regno Unito, seguito da Italia e Francia, la Spagna ha visto negli ultimi giorni accelerare i contagi, in particolare nella regione della capitale Madrid, dove va avanti da giorni un conflitto tra l'autorità regionale e il governo. Nuove aree, con milioni di cittadini, sono state sottoposte al divieto di uscire dal proprio quartiere se non per motivi di lavoro, studio o cure mediche, ma per il governo non è abbastanza. L'esecutivo del premier Pedro Sanchez evoca misure drastiche come una presa in carico della situazione esautorando l'autorità regionale. Tra le ipotesi su cui si ragiona: isolare tutte le località con più di 500 infetti ogni 100.000 abitanti.

In Francia il ministro della Salute Olivier Véran ha invece escluso formalmente un lockdown nazionale preventivo prima di Natale, come proposto da due premi Nobel per l'economia, Abhijit Banerjee ed Esther Duflo. Eventuali restrizioni agli spostamenti durante le vacanze di Ognissanti tra fine ottobre e inizio novembre, dipenderanno per il governo francese da "ciò che faremo nelle prossime settimane". Intanto a Marsiglia e nella sua regione sono scattate le misure restrittive decise dal governo per arginare i contagi. A Parigi sono diventate operative le nuove disposizioni sulla chiusura dei bar e sul divieto di vendere alcol dalle 22. E restrizioni analoghe sono scattate anche in tutto il nord del Paese.

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