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ITALIA

Panico da viaggio

Crisi greca e terrorismo, stress anche in vacanza. E 9 italiani su 10 scelgono mete "sicure"

"Se un tempo il viaggio era una dimensione liberatoria, ora è un'altra fonte di tensione e precarietà - sottolinea la psicoterapeuta Paola Vinciguerra - Nove persone su dieci hanno dichiarato che la tensione generata dall'allarme terrorismo le sta portando a scegliere mete protette"

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di Carlotta Macerollo Arriva l'estate, finalmente si può andare in vacanza. Dopo mesi di duro lavoro, di giornate passate a correre dietro impegni, riunioni, briefing e debriefing, pranzi programmati e cene schedulate, l'unica vera esigenza è di staccare la spina, lasciarsi tutto alle spalle. Ma spesso non è così immediato, perché se fino a qualche anno fa le vacanze erano sinonimo di mete lontane e spensieratezza, adesso, complice la crisi economica e la paura del terrorismo, sono diventate a volte fonte di forte stress, il viaggio una situazione di allarme, precarietà, minaccia.

"Si scelgono mete vicine e controllabili"
"Si sta verificando una situazione centripeta che riporta a scegliere mete vicine, controllabili, che danno sensazione di serenità - spiega Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell'Eurodap, l'Associazione europea per il disturbo da attacchi di panico - Quello che accade sta provocando un comportamento sociale diverso: se prima era una dimensione liberatoria, ora il viaggio è un'altra fonte di stress. Secondo un nostro sondaggio, al quale hanno risposto 900 persone, se il 60 per cento degli intervistati prediligeva di solito vacanze extra europee, adesso 9 persone su 10 hanno dichiarato che la tensione generata dall'allarme terrorismo le sta portando a cambiare la meta delle loro vacanze e 8 su 10 escludono le mete dove si sono verificati atti di terrorismo anche se vi è comunicazione del cessato pericolo".

"Ci si chiude in luoghi rassicuranti, sognando mete esotiche su Internet"
"Ma questo crea una compressione di quelle che dovrebbero essere esigenze vitali, esplorazioni, vitalità. Il rischio è di chiudersi in luoghi rassicuranti, rimanendo incollati a Internet, viaggiare tramite la Rete. Si sposta la meta, si guardano le foto, si scambiano informazioni però rimane in una staticità e senso di noia. Anche la crisi economica e finanziaria ha ovviamente il suo peso con una famiglia su dieci che ha difficoltà a mettere in tavola la cena e il pranzo".



Le paure degli italiani non sono ingiustificate: nel mese di giugno 37 morti in un attentato terroristico in un villaggio turistico nella zona di Sousse, in Tunisia, paese colpito duramente in questo 2015 anche con l'attacco di marzo al museo del Bardo. Gli obiettivi sono spesso i turisti occidentali, italiani, inglesi, tedeschi, francesi. Il Mediterraneo è a rischio, ma non solo: si sono verificati attacchi anche in Francia e, per la prima volta, in alcuni Paesi del Golfo, come  in Kuwait. Venerdì 10 luglio a Milano si svolge il 16° Congresso europeo Emdr (Eye Movemente Desensitization and Reprocessing) sul "Terrorismo, traumi, paura e ritorno alla vita".

"Rischio Grecia"
"E adesso ci si è messa anche la Grecia - spiega Vinciguerra - Il Paese sta vivendo un momento di destrutturazione, un momento, speriamo, di passaggio: sono a rischio i servizi, le scorte di medicinali, il prelievo ai bancomat, le scorte di cibo nei supermercati. Adesso la Grecia non è una meta sicura, soprattutto per le famiglie con bambini".



"Le vacanze hanno un significato importante, liberatorio, di poter staccare dalle paure, difficoltà, preoccupazioni: è un momento rigenerante - prosegue Vinciguerra - E' chiaro che vivere in una situazione in cui ci sentiamo minacciati nei nostri confini e viviamo un esodo così massiccio ci fa sentire attaccati e ci sentiamo a disagio. Inoltre c'è una crisi economica incombente. Nell’intimo abbiamo tante fonti di tensione e ci chiediamo costantemente: ce la faremo? Si accendono in ognuno di noi degli interrogativi allarmanti e allarmati e la spina, che dovremmo staccare in vacanza, è sempre attaccata. Viviamo in una perenne situazione di emergenza. 

Il 90 per cento degli italiani è stressato
"Il 90 per cento degli italiani è stressato e gli attacchi di panico stanno diventando un modo comune di vivere  e reagire - sottolinea Vinciguerra - E lo stress ha come conseguenza tutte le malattie fisiche: il reflusso, il morbo di Crohn, la gastrite, i problemi alla colonna, alla procreazione, alle funzionalità sessuali…purtroppo anche i tumori, le cardiopatie. Lo stress crea una tensione che viene registrata dal neurovegetativo, e scende attraverso il midollo e tocca tutti gli organi: non ne salva uno. Va ad alterare gli organi che hanno delle vulnerabilità. Lo stress può uccidere. Le vacanze sono fondamentali per la nostra salute, non dimentichiamolo".
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