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POLITICA

Legge a rischio rinvio

Ddl Zan: l'Aula del Senato va avanti, ma pesa l'ipotesi dello stop da Lega e FdI

Sul ddl Zan pende la Spada di Damocle del 'non passaggio agli articoli'. Il Pd presenta un ordine del giorno 'interpretativo' sui contestati articoli 1, 4 e 7. Bufera su Borghi (Lega) che accosta Lgbt e Hiv

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Il ddl Zan resiste in Aula ma si fa sempre più concreto il rischio di essere rimandato a settembre.Senza una mediazione tra contrari e favorevoli il testo contro l'omotransfobia rimane bloccato nella palude di palazzo Madama. Di fatto è scomparso dal calendario, almeno fino al 30 luglio, per far posto ai decreti Sostegni bis, Recovery, e P.a,e anche all'informativa del ministro Cartabia, così ha stabilito la capigruppo. Si tratta di decreti in scadenza che devono essere approvati prima della pausa estiva, il ddl intanto può attendere.

Cronaca di una giornata interlocutoria
Prosegue la discussione sul ddl Zan, contro l'omofobia, nell'Aula del Senato, ma la Lega e Fratelli d'Italia sono orientati a chiedere il non passaggio agli articoli del testo, così come consente il regolamento, al termine del dibattito. Il che significherebbe, se la richiesta dovesse passare con un voto favorevole, lo stop del ddl.

Primo a intervenire dopo la ripresa dei lavori, il senatore di Fratelli d'Italia, Achille Totaro. Lungo l'elenco dei parlamentari che hanno chiesto di parlare, in tutto 35 fra cui il relatore del provvedimento, il leghista Andrea Ostellari e il capogruppo del suo partito al Senato, Massimiliano Romeo. A disposizione della discussione dovrebbero esserci altre 6 ore.



Gli emendamenti presentati da Italia viva al ddl Zan in Senato, puntano a trasformare la "finalità" del provvedimento nel "perseguire le condotte discriminatorie fondate su misoginia, abilismo, omofobia o transfobia". Nelle proposte di modifica, dunque, si legge la volontà di sostituire le parole "fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità" con "fondati sulla misoginia, sull’abilismo, sull'omofobia o sulla transfobia". Inoltre, nell'emendamento all'articolo 7 viene proposto di aggiungere la dicitura che reca il "rispetto" della "piena autonomia scolastica".

Pd: odg 'interpretativo' sui contestati articoli 1, 4 e 7
"Abbiamo presentato un ordine del giorno generale, che chiederemo di votare prima dell'esame degli emendamenti, per dare piena chiarezza interpretativa sull'intero provvedimento. Nel pieno rispetto del dibattito in corso e utile a fissare le basi di un confronto trasparente in aula. Un ordine del giorno che pone anche nero su bianco, al riparo da ogni distorsione e strumentalizzazione, gli obiettivi politici del gruppo dei senatori del Pd". Così in una nota l'Ufficio di presidenza del gruppo del Pd a Senato. "Rispetto ai contenuti dell'articolo 1, - spiega la nota - che non può mai essere il solo elemento volontaristico a determinare la rettificazione di attribuzione di sesso, bensì un percorso di accertamento rigoroso svolto in sede giudiziale. Rispetto ai contenuti dell'articolo 4, che, come sostenuto costantemente dalla giurisprudenza di merito, va garantita sempre la tutela delle libere manifestazioni di pensiero. Che, infine, relativamente ai contenuti dell'articolo 7, vanno promosse disposizioni finalizzate non a sostenere pensieri o azioni ispirati ad ideologie, ma a trasmettere la conoscenza e la consapevolezza riguardo i diritti e i doveri costituzionalmente garantiti della persona".

Letta contro Borghi
"Coloro con i quali noi dovremmo negoziare e condividere norme contro la omotransfobia...". Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta, citando un post sul social network del leghista Claudio Borghi, che scatena una bufera paragonando omosessualità e sieropositività. "Terzo giornalista - ha scritto il parlamentare del Carroccio - che chiama per sapere se sono vaccinato. Finora sono stato gentile, al prossimo parte il vaffanculo e la cancellazione dalla lista dei contatti. Perché questi eroi la prossima volta che intervistano un Lgbt non gli chiedono se è sieropositivo e se fa profilassi?".

Ciriani: FdI chiederà stop con non passaggio articoli
"La mole degli emendamenti dimostra una volta di più che in Aula non ci sono i numeri per approvare il ddl Zan e che la stessa maggioranza è divisa. Fratelli d'Italia continua a ribadire che questo è un provvedimento liberticida, che non affronta il tema dell'omofobia ma punta ad introdurre un reato di opinione e riprogrammare culturalmente bambini, giovani e in generale la società. Per questo al termine della discussione generale siamo pronti a chiedere il non passaggio agli articoli, così da bloccare un disegno di legge pericoloso e che vuole introdurre l'obbligo dell'educazione gender persino ai bambini delle scuole elementari". Così il capo gruppo di FdI in Senato, Luca Ciriani.

Il calendario dei lavori: non solo Zan
Fino alle 20 ci sarà spazio per il ddl  Zan, che vedrà gli interventi in discussione generale di 35 senatori, nella continuazione della maratona voluta dal centrodestra. Poi il  Senato, che ha confermato il calendario dei lavori nella capigruppo, potrebbe dover lasciare su un binario morto, almeno fino a settembre, il ddl di contrasto ai reati omotransfobici. Domani in Senato arriva il dl sostegni bis, su cui pare scontato la  richiesta del voto di fiducia da parte del governo, mentre alle 11.30  la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, farà le sue comunicazioni sul caso delle violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Resto della giornata di mercoledì dedicato ancora al dl sostegni, con probabile nuova riunione della capigruppo che potrebbe dover valutare i tempi per la richiesta di fiducia, attesa per giovedì. Il dl sostegni bis aspetta il via libera entro il 24 luglio. Giovedì il  Senato sarà inoltre impegnato con il question Time, con i ministri  Lamorgese, Guerini e Orlando. Prima dell'intervallo estivo, di solito in calendario dopo la prima settimana di agosto, arrivano altri due decreti urgenti a Palazzo  Madama. Dal 26 luglio l'Aula sarà impegnata con il dl recovery (da  approvare entro il 30). Poi giovedì 29 nuovo question time. Infine  tocca al dl sulla cibersecurity.
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