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POLITICA

Senato

Ddl Zan, dopo il voto polemica sui franchi tiratori: tensione nella maggioranza

Dopo l'affossamento del disegno di legge manifestazioni di protesta in diverse città

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Altissima tensione fra i partiti dopo il voto segreto di ieri in Senato sulla 'tagliola' che di fatto ha affossato la legge Zan contro l'omotransfobia. Il primo firmatario della legge, Alessandro Zan, ripete le sue accuse a Italia Viva che "si è messa a flirtare con il centro destra".  I renziani respingono le accuse, Boschi ribatte: "La legge l'hanno affossata Pd e M5s con una strategia suicida" e Bonetti parla di "irresponsabile muro contro muro". Mentre il leghista Calderoli ironizza: "Hanno fatto come quello che si aspetta di avere il paracadute e invece ha uno zaino pieno di lattine di carne in scatola".

Zan: "Il voto segreto è stata una forzatura concessa dalla Casellati"
"Il voto segreto concesso dalla presidente Casellati è stata una forzatura. Dietro il voto segreto" sul ddl Zan "si è nascosto l'atteggiamento vigliacco di chi diceva di sostenere la legge, ma l'ha affossata. Dovranno passare sei mesi secondo il regolamento del Senato, dopodiché ci rialzeremo e poi vedremo se ci sono le condizioni per approvare la legge ma i tempi sono stretti", perché la legislatura si avvia alla scadenza. Lo ha detto il deputato del Pd, Alessandro Zan, ai microfoni di Rainews24, dopo l'affossamento di ieri del ddl Zan al Senato. "Io non mi arrendo e non mi arrenderò mai, non voglio che passi quell'immagine dell'applauso vergognoso" in Senato di ieri. "Il Paese reale e i giovani vogliono questa legge. Siamo veramente fanalino di coda in Europa", ha aggiunto.

Letta: "Italia allineata a Polonia e Ungheria"
Con il volto di ieri in Senato sul ddl Zan "l'Italia si è allineata alla Polonia e all'Ungheria, cioè la compressione di diritti delle persone, della comunità Lgbt". Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta a Radio Immagina. Quello che è accaduto ieri "è una somma di scelte negative fatte che raccontano il peggior volto dell'Italia. Di tutto cosa peggiore è stato l'applauso liberatorio, volgare che ha accompagnato l'annuncio del voto. Quell'aula sgangherata, quel messaggio sgangherato è il degno finale di una giornata pessima. L'Italia penso sia un'altra cosa" ha ribadito il segretario del Pd."Nascondersi col voto segreto vuol dire che si vuole fare qualcosa di cui non si è fieri, si abbia il coraggio delle proprie azioni e delle proprie scelte", ha aggiunto.

Di Maio: "Questa è l'immagine dell'Italia che la politica consegna al mondo"
"Aver bocciato il Ddl Zan è servito a dare segnali sul Quirinale. Ieri al Senato della Repubblica è nata una maggioranza nel voto segreto". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intervenendo a 'L'aria che tira' su La7, aggiungendo che "sono stati fatti giochetti sul Quirinale sulla pelle di un Ddl antidiscriminazione".

In mattinata Di Maio aveva scritto su Facebook: "E' inutile fare i finti paladini dei diritti civili, quando ieri al Senato alcuni partiti politici hanno affossato proprio il ddl Zan. Questa è la realtà dei fatti. Un provvedimento a favore proprio dei diritti civili, un provvedimento di dignità, spazzato via tra gli applausi umilianti dell'Aula". Il quotidiano britannico 'Guardian' "definisce il voto di ieri 'vergognoso'- prosegue Di Maio- Confermo e sottoscrivo. Questa è l'immagine dell'Italia che la politica consegna al mondo". 

Zingaretti: "Il Parlamento non in sintonia con il Paese"
È  un grande dolore ed è anche un grande dolore aver visto l'entusiasmo alla notizia che dei diritti non sono stati garantiti. C'è poco da festeggiare". Lo ha detto il presidente della Regione Nicola Zingaretti, a margine di una conferenza stampa a Roma. "La riflessione che faccio - prosegue Zingaretti  - è  quella che ho sempre fatto in questi mesi: purtroppo è  l'ennesimo esempio di un Parlamento eletto dopo la sconfitta del 2018 quindi con rapporti di forza dentro le aule parlamentari,  a mio giudizio, datate a una data segnata dalla peggiore sconfitta storica della sinistra e delle forze  democratiche del dopoguerra. E l'esito del voto di ieri, mi permetto di dire, in dissintonia con quelli che io percepisco essere gli orientamenti dell'Italia, è un ennesimo esempio di rapporti di forza datati al 2018".

Tajani: "Scelta sbagliata del Pd, apertura di Letta è stata atrumentale"
"Era una scelta sbagliata da parte del Pd mettere sul tavolo del confronto parlamentare un tema cosi' divisivo, come lo è anche lo ius soli. Dobbiamo concentrarci su come sconfiggere la pandemia". Cosi' Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, a Rainews24, sul Ddl Zan.  "La questione non era prioritaria, c'è già una legge. Noi siamo favorevoli a un inasprimento delle sanzioni. L'apertura di Letta era strumentale, aveva capito che anche a sinistra c'erano persone che non condividevano quel Ddl così come formulata e ha provato a fare un'apertura all'ultimo momento. Quello che è successo non ha nulla a che vedere con l'impegno forte a tutela delle persone omosessuali. Vogliamo l'inasprimento delle pene, ma è diverso dal reato di opinione e da interventi che insinuino il dubbio nei giovani. Il Ddl Zan inseriva la cultura gender nel sistema scolastico, soprattutto ai livelli più bassi. La legge si può modificare, ma adesso la priorità è salvare le vite umane e dobbiamo tutelare la vita e l'economia", ha aggiunto.

Renzi: disastro politico per incapacità del Pd 
"Sul Ddl Zan si è consumato un disastro politico, gestito con totale incapacità dal Pd di Enrico Letta, che prima ha fatto un'apertura in TV e poi ha deciso di andare al muro contro muro, giocando una partita ideologica sulla pelle delle persone. E naturalmente perdendola, come era chiaro per tutti quelli che conoscono il Senato, la politica e, soprattutto, la matematica". Lo scrive il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nella sua e-News.

"Si è consumata una figuraccia della classe politica, incapace di dire parole chiare sui diritti civili, tornando indietro di vent'anni: noi siamo quelli che hanno messo la fiducia sulle unioni civili, loro quelli che hanno affossato il Ddl Zan. E si è consumata la consueta aggressione verbale contro Italia Viva, portata avanti da Pd e Cinque Stelle che - incapaci di portare a casa il risultato - cercano alibi e colpevoli, dando la colpa a noi. Pensate che vengono rilanciate sui social le richieste di andare sotto le sedi di Italia Viva - aggiunge -: questa è la lezione democratica di chi voleva una legge contro l'odio. Più ci penso, più mi domando come sia stato possibile per Pd e Cinque Stelle un suicidio politico di questo genere. Tutti sapevano che il provvedimento non sarebbe mai passato a scrutinio segreto. E i numeri dimostrano che tutti i gruppi hanno avuto diversi franchi tiratori".

Fassina (LeU): stop dovuto a forzatura gender
"L'affossamento del Ddl Zan è frutto della forzatura gender. Il Ddl contiene, oltre alle sacrosante misure di rafforzamento delle norme contro le discriminazioni verso le persone LGBTQI+, anche una visione antropologica, distillato della teoria gender, legittima e dibattuta nella letteratura filosofica, ma profondamente divisiva, finanche nelle comunità omosessuali e transessuali, iper minoritaria, imposta surrettiziamente e senza alcun confronto nelle aule del Parlamento e ignorata dalla stragrande maggioranza di sinceri e convinti sostenitori degli interventi anti-discriminatori".

Lo scrive il deputato di LeU Stefano Fassina in un intervento su Huffington Post. "La lettera d) dell'art. 1 poteva essere eliminata, quindi poteva essere eliminata la dicitura "identità di genere" dagli altri articoli, senza ridurre di un epsilon il rafforzamento delle norme del codice civile a le conseguenti maggiori sanzioni dei comportamenti discriminatori", prosegue Fassina. "Dobbiamo fare tesoro dell'errore politico e istituzionale compiuto, sia per riprendere il lavoro su un Ddl Zan emendato dalle inutili forzature divisive, sia per imparare ad essere meno presuntuosi, compiaciuti e pieni di sé ed evitare una deriva minoritaria e subalterna", conclude.

Dopo l'affossamento del disegno di legge, manifestazioni di protesta si sono svolte in diverse città, da Milano a Roma.
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