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POLITICA

Dopo i voti sulle pregiudiziali e le sospensive

Ddl Zan, "maratona" discussione in Senato. Si continua il 20 luglio

Salvato, ieri, per un solo voto di scarto, il ddl Zan contro l'omofobia è di nuovo all'attenzione dell'Aula del Senato. 60 senatori iscritti a parlare. Il dibattito sarà ripreso martedì 20 alle 16.30. Sempre martedì termine ultimo per presentazione emendamenti

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Dopo i voti sulle pregiudiziali e le sospensive dei giorni scorsi, al Senato è stata 'maratona' discussione sul disegno di legge Zan. Dei 60 senatori iscritti a parlare, solo una ventina hanno preso oggi la parola. Cominciata alle 9.30, la discussione è andata avanti fino all'ora di pranzo. Poi la sanificazione anti Covid e, alle 15, il question time con i ministri Carfagna, Bianchi e Garavaglia. Il dibattito sarà ripreso martedì 20 alle 16.30. Nella stessa giornata di martedì alle 12 è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti. 

Fra gli iscritti che hanno chiesto parola ci sono anche il relatore del provvedimento, il leghista Andrea Ostellari, la vice presidente del Senato, Anna Rossomando (del Pd) e il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo. 

Salvato, ieri, per un solo voto di scarto, il ddl Zan contro l'omofobia è dunque di nuovo all'attenzione dell'Aula del Senato. Dopo la bocciatura della richiesta di Forza Italia e Lega di sospenderne l'esame con 136 voti contrari a fronte di 135 favorevoli, non si esclude che possa arrivare un nuovo 'mini colpo di scena' con la richiesta, da regolamento - e prima di arrivare alla disamina dei singoli punti - di non passaggio all'esame degli articoli che potrebbe venire avanzata in assemblea.   

Il fronte del sì al ddl Zan senza nessuna modifica non è cresciuto, anzi può perdere voti sugli emendamenti: sia Iv che le Autonomie, infatti, insistono sulla necessità di cambiare il testo, eliminando quelle che definiscono "parti controverse" (parità di genere, libertà di pensiero, iniziative nelle scuole).   

Il centrodestra parla di "vittoria di Pirro": "I presunti 'vincitori' sono i veri e futuri sconfitti. Con i voti segreti questa realtà sarà ancora più evidente", dice Maurizio Gasparri. "Se Letta e il Pd insistono a non voler ascoltare, dialogare e trovare una soluzione, la legge è morta", ha dichiarato Matteo Salvini, che ha insistito: "Approviamo subito tutti insieme delle norme che puniscono chi offende e fa violenza. Togliamo dal testo quello che divide: i bambini, il gender. Lo abbiamo visto già in Aula, immaginatevi cosa succede al primo emendamento".

Sulla stessa linea Faraone di Iv: "Pd e M5S hanno il dovere morale di discutere e trovare soluzioni". Il leader di Italia Viva Matteo Renzi, tornando sulla questione, ha ricordato che "la legge sulle unioni c'è perchè io misi la fiducia" e ha ribadito che "la legge contro i crimini d'odio si può fare se si cambiano due passaggi, non è mica colpa mia se non ci sono i voti al Senato. Lo sanno tutti. Se vogliono piantare bandierine non si fa la legge".

"Dispiace che Matteo Renzi parli di 'teoria gender' a scuola, una fake creata da Salvini e Meloni. Inaccettabile togliere Identità di genere che la Consulta sancisce come diritto fondamentale. Segua Biden che difende il diritto all'identità di genere e non l'omofobo Orban". Lo scrive su twitter Alessandro Zan, deputato del Pd.



Il termine per la presentazione delle modifiche al testo scade il 20 luglio, intanto, il Pd continua a tenere il punto: nessun cambiamento al testo. "In questo momento non ci sono le condizioni per un accordo, le proposte del centrodestra sono totalmente irricevibili", ha spiegato Franco Mirabelli. Non così un altro Dem, Andrea Marcucci: "I numeri parlano chiaro. Andare avanti con il muro contro muro rischia di favorire soltanto chi non vuole la legge". 

Masini (Forza Italia): "Mia madre mi disse: 'Ho paura per te'"
Tra gli interventi di oggi, quello della senatrice di Forza Italia, Barbara Masini - che di recente ha fatto coming out e ha detto di essere favorevole al disegno di legge Zan, pur con alcune riserve. Commossa, ha detto: "Quando capì di me mia madre disse: 'Ho paura per te'. Tutti i genitori hanno paura per i loro figli, ma non tutti sono costretti ad avere paura per una società immatura che ritiene che tuo figlio o tua figlia possa o debba essere un soggetto più vulnerabile per quello che è. A tutti voi auguro di poter guardare negli occhi i vostri cari e anche quelli che un domani saranno diversi dai vostri desideri e potergli dire: 'Io ti ho protetto dalla paura'. Ringrazio la mia capogruppo Annamaria Bernini, i miei colleghi e tutto il mio partito Forza Italia per il rispetto che mi ha sempre dimostrato". 

In particolare, sulla proposta ha spiegato: "La maggioranza degli italiani si dice favorevole a questa legge anche così com'è, pur con tutte le criticità alcune oggettive, e fra questi ci sono anche elettori di centrodestra. Per il mio partito si parla del 48% di favorevoli, saranno di più o di meno ma il punto è rispondere a chi crede che una posizione come la mia non sia in linea con un certo elettorato e invece lo è". E ha aggiunto: "Rivendico in Forza Italia un atteggiamento costruttivo e penso che ci si debba provare fino all'ultimo per arrivare a un percorso più condiviso, limando alcune vaghezze, senza atteggiamenti di chiusura e forzature che non fanno bene ai diritti né alla democrazia", ricordando che "giunti a questo punto, sarebbe una grande sconfitta di vedere ancora una volta un disegno di legge che in 25 anni, tutte le volte che si è tentato un iter legislativo, non l'ha mai terminato affossato nei due rami del Parlamento". 
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