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POLITICA

Palazzo Chigi

Decretone: Conte incontra i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil

Via libera del Cdm ieri al decreto legge su reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni. Riguarderanno "Un milione di pensionati e 5 milioni di poveri"

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Incontro tra governo e sindacati convocato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Seduti al tavolo di palazzo Chigi, oltre al premier, anche il sottosegretario al ministero del Lavoro, Claudio Durigon assieme ai leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Al centro del confronto la manovra economica varata dall'esecutivo nel dicembre scorso e il decreto legge sul reddito di cittadinanza e il pensionamento a quota 100 approvato ieri dal Cdm.

Il consiglio dei ministri ha licenziato un decreto da 22 miliardi di euro che prevede però anche paletti rigorosi su entrambe le misure. "Con questi due strumenti noi permettiamo all'economia italiana di aumentare la domanda" commenta Di Maio.  Col reddito si parte da aprile e, sottolinea il vicepremier, con norme "anti-divano non ci saranno abusi", mentre quota 100, che è "diritto inviolabile" sarà garantito, anche se c'è una clausola salva-spesa. Soddisfazione anche da Matteo Salvini: "Dalle parole ai fatti", dice il vicepremier, che parla di "10 milioni di persone" coinvolte dalle diverse misure. Sull'anticipo del Tfr, ha detto Salvini, non ci saranno costi per i lavoratori.

"Sono due misure che non rispondono a estemporanee promesse elettorali, ma sono promesse che appartengono a un progetto di politica sociale che riguarda 5 milioni di persone in condizione di povertà e un milione di persone in 3 anni che potranno andare in anticipo in pensione. Questo governo mantiene le promesse", ha detto ieri il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa al termine del consiglio dei Ministri che ha varato il decreto legge su reddito di cittadinanza e quota 100.

Il testo del decreto in queste ore è oggetto di alcune modifiche. Spunta una tassa sui giochi, a copertura di 400 milioni di euro che mancavano per finanziare reddito di cittadinanza e quota 100. Lo si apprende da fonti di governo M5s, secondo le quali nella versione finale del testo, che non è ancora stato inviato al Quirinale, viene previsto "un gettito di circa 400 milioni dalla tassazione dei giochi, di cui 150 milioni dall'aumento dell'aliquota del Preu", il prelievo sulle slot machine, e "il resto dalla tassazione delle vincite e dal contrasto al gioco illegale". 

Quanto al reddito di cittadinanza, nella nuova bozza si legge: "è ordinariamente fruito il mese successivo a quello dierogazione". In caso contrario si rischiano "penalizzazioni intermini di riduzioni del beneficio, nei limiti del 10 per cento del beneficio medesimo, nella mensilità successiva a quella in cui il beneficio non sia stato interamente speso". E' previsto che, entro 3 mesi dall'entrata in vigore del dl, il Ministero del lavoro stabilisca le modalità di un apposito monitoraggio delle spese con la "Carta Rcd".

Decreto in prima lettura al Senato
Il decreto, ha annunciato il presidente della Camera Roberto Fico, andrà in prima lettura al Senato. "Nella giornata di ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100. Un provvedimento che segue la Manovra finanziaria, dove era previsto lo stanziamento per queste due misure. Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale toccherà al Senato esaminare in prima lettura il decreto. Subito dopo arriverà a Montecitorio".

Furlan (Cisl): c'è bisogno di profonde correzioni
"Il decreto su quota 100 e Reddito di cittadinanza ha bisogno di profonde correzioni ed in ogni caso non cambia il nostro giudizio sulla manovra che rimane insufficiente sul piano della crescita, degli investimenti, delle infrastrutture, delle misure per creare nuovi posti di lavoro oltre a penalizzare pensionati, donne,Pubblico Impiego e scuola". Lo scrive si twitter la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, sul decretone del Governo.

Camusso (Cgil): reddito cittadinanza complicatissimo. Con quota 100 nuovo taglio occupati
"Continuiamo ad essere di fronte ad uno strumento complicatissimo che non ha come titolo fondamentale l'inclusione della marginalità o della fuoriuscita dalla povertà. Un marchingegno che resta complicato anche da un punto di vista quantitativo". È la leader uscente della Cgil, Susanna Camusso, a commentare il reddito di cittadinanza varato dal Governo ieri. "Oltretutto è portatore di un atteggiamento che dovrebbe preoccupare tutti: quello per cui si utilizza una erogazione assistenziale per determinare i modelli di comportamento delle persone", aggiunge.

Prevedere nel Pubblico impiego l'accesso al pensionamento a quota 100 mantenendo però il blocco del turn over fino a novembre "significa che siamo di fronte di nuovo una grande operazione di riduzione del personale della pa e in particolare nella sanità, che ha già grave difficoltà di organico". 

​"Ho trovato di gigantesco cattivo gusto che ci fosse una slide con scritto 'norme anti-divano' per cui siamo all'alimentazione di un pregiudizio contro le persone insopportabile", ha detto Susanna Camusso, segretaria uscente della Cgil, a margine della presentazione del Primo rapporto sulla contrattazione di secondo livello.

Barbagallo (Uil): ok reddito e quota 100, ma chiediamo confronto
"Non saremo mai contro il reddito di cittadinanza e quota 100 per le parti che riferiscono alla possibilità di aiutare i poveri e alla possibilità di andare in pensione prima. Ma servono correzioni e vorrei che il governo ci ascoltasse. Non facciamo opposizione politica siamo parti sociali". Così il leader Uil Carmelo Barbagallo sollecita l'esecutivo dopo il via libera del Cdm di ieri al decretone e in vista della mobilitazione unitaria con Cgil e Cisl del 9 febbraio prossimo.

"Non devo minacciare niente e nessuno ma chiedere che ci siano le correzioni che servano. Non c è una manovra di destra o di sinistra. Anche con Gentiloni l'ape social era un intervento di sinistra e l'ape volontaria di destra. Noi dunque dobbiamo fare solo la nostra parte per rivendicare ciò che serve al Paese e ai lavoratori", aggiunge. "Va bene la ricerca del lavoro ma vanno creati così come servono infrastrutture e investimenti. L'affermazioni del ministro Tria non mi conforta dalla stagnazione alla recessione il passo è breve", conclude.

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