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ECONOMIA

Deludono i nuovi prestiti della Bce, ma le banche italiane volano a Piazza affari

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di Fabrizio Patti Giornata molto positiva per i bancari a Piazza Affari. L'indice di riferimento sale del 2%, secondo solo al settore viaggi. Tra tutti spiccano il +4% di Bper Banca e il +3% di Ubi, seguite da Fineco e Unicredit.
 
Tra i motivi c'è stata l'attesa per i primi risultati della prima operazione di Tltro III, i nuovi prestiti agevolati per le banche, alle condizioni più vantaggiose annunciate la scorsa settimana dal presidente della Bce Mario Draghi. Nei precedenti programmi la domanda delle banche italiane era stata molto forte.

Questa mattina, tuttavia, le banche dell'Eurozona hanno preso una quota molto limitata dei prestiti disponibili: solo 3,4 miliardi di euro, molto al di sotto delle attese (tra i 20 e 100 miliardi). Una spiegazione possibile è la forte condizionalità dei finanziamenti: il vantaggio c'è solo se si fanno prestiti e in questa fase di incertezza e stagnazione economica la domanda da parte delle imprese è bassa. 
 
Milano è la migliore tra le piazze europee: +0,70%, seguita da Londra (+0,64%), Parigi (+0,40%) e Francoforte (+0,17%).
 
I mercati fanno i conti soprattutto con la decisione di ieri sera della Fed, la Banca centrale statunitense, di tagliare i tassi di interesse.
 
Lo ha fatto nella misura più attesa, meno 25 punti base, portandoli in una forchetta tra l'1,75 e il 2 per cento. Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha tenuto aperta la porta a nuovi tagli ma ha escluso che si arrivi a tassi negativi, come invece chiede il presidente Trump. Immancabile il tweet dello stesso Trump: "la Fed e Powell hanno fallito ancora - ha scritto -. Nessun coraggio e nessuna visione".
 
A Wall Street un taglio di questa entità era il minimo atteso. All'inizio la borsa è scesa, per poi chiudere con il Dow Jones appena sopra la parità.
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