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MONDO

L''inchiesta del ROS

Documenti classificati Nato a un ufficiale russo in cambio di denaro: arrestato un militare italiano

Espulsi due funzionari russi coinvolti nella vicenda. Di Maio: "Atto ostile di estrema gravità". L'ambasciatore russo esprime "rammarico" 

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Copie di documenti di natura militare e non industriale. Sarebbe questo l'oggetto dello scambio tra un ufficiale della Marina militare, il capitano di Fregata Walter Biot, e un ufficiale delle Forze armate russe di stanza nel nostro Paese, fermati dai carabinieri del Ros con le accuse spionaggio politico-militare e rivelazione di segreto.

Lo scambio, secondo quanto si apprende a piazzale Clodio, sarebbe avvenuto in un parcheggio della capitale. L'intervento dei militari è avvenuto in occasione di un incontro clandestino tra i due, che sono stati sorpresi mentre l'ufficiale italiano cedeva all'altro dei documenti "classificati" della Nato in cambio di soldi. In cambio dei documenti il militare italiano avrebbe ottenuto 5mila euro che sono stati sequestrati dai carabinieri.

Oggi l'udienza di convalida
Si terrà oggi l'udienza di convalida per il capitano di Fregata Walter Biot, 56 anni, in servizio all'Ufficio politica militare dello Stato maggiore della Difesa, arrestato per spionaggio dai carabinieri del Ros, coordinati dalla procura di Roma. L'udienza si svolgerà in collegamento da remoto dal carcere di Regina Coeli. L'ufficiale è accusato di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico-militare, spionaggio di notizie di cui è stata vietata la divulgazione.
La posizione del cittadino straniero è tuttora al vaglio in relazione al suo status diplomatico.

Aisi monitorava gli ufficiali da alcuni mesi
Il capitano di fregata della Marina militare italiana e l'ufficiale delle forze armate russe erano tenuti sotto controllo dall'intelligence italiana da qualche mese. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate gli uomini dell'Aisi, il servizio di controspionaggio interno, hanno monitorato i movimenti e le attività dei due per diverso tempo fino a quando "è stato necessario intervenire". E ieri sera è scattato l'intervento che ha portato al fermo del militare italiano e dell'ufficiale russo. 

Espulsi 2 funzionari russi. Di Maio: "atto ostile di estrema gravità"
La cessione di documentazione classificata da parte di un ufficiale italiano a un ufficiale delle forze armate russe di stanza in Italia "è un atto ostile di estrema gravità" per il quale "abbiamo assunto immediatamente i provvedimenti necessari". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio durante una comunicazione al Senato. "Su mie istruzioni - ha ricordato Di Maio - il Segretario Generale Elisabetta Belloni ha convocato al Ministero questa mattina l'ambasciatore della federazione russa Sergey Razov per trasmettere con forza la nostra ferma protesta e notificare l'espulsione di due funzionari russi accreditati presso l'ambasciata a Roma. A quanto si apprende, il secondo cittadino russo espulso in relazione allo scandalo di spionaggio su territorio italiano è il "diretto superiore" dell'ufficiale accusato di aver acquisito informazioni riservate in cambio di denaro.

Per le indagini che hanno portato a questo esito, Di Maio ha espresso la sua gratitudine "alla magistratura, ai Carabinieri del Ros, all'intelligence e agli altri organismi coinvolti".

Russia e Cina "sono attori che hanno sistemi politici e valori diversi dai nostri", da cui "provengono anche sfide, e talvolta minacce. Lo dimostrano le accuse di spionaggio nei confronti degli ufficiali italiani e russi". Ha detto il ministro degli Esteri, sottolineando che "continueremo ad agire in linea con la nostra collocazione geopolitica e i nostri valori, ma anche a salvaguardare i nostri interessi fondamentali, che richiedono di mantenere un'interlocuzione critica ma costruttiva con la Russia e la Cina".

L'ambasciatore russo Razov esprime rammarico
L'ambasciatore russo a Roma, Serghei Razov, "ha espresso rammarico in merito alla decisione" dell'Italia di espellere due funzionari dell'ufficio dell'addetto militare dell'ambasciata e "ha auspicato che l'incidente non influenzi le relazioni russo-italiane". Così la missione diplomatica della Federazione russa in Italia, riferendo dell'incontro di Razov alla Farnesina, dove è stato convocato in merito al caso di spionaggio.

Deputato russo, risponderemo alle espulsioni 
Mosca dovrà rispondere in modo simmetrico alla decisione di Roma di espellere due diplomatici russi dall'Italia: lo ha detto il vice presidente della commissione della Duma per gli Affari Internazionali, Alexiei Cepa, ripreso dall'agenzia Interfax. "Naturalmente saremo costretti a rispondere in modo analogo. Vi sarà una risposta simmetrica", ha detto Cepa a Interfax.

Gb: solidarietà all'Italia
Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha espresso "solidarietà" all'Italia per l'espulsione di due funzionari russi accusati di spionaggio. Raab ha definito "maligne e destabilizzanti" le azioni di Mosca, "che mira a minare un alleato della Nato".

Fonti Usa: documenti di poco rilievo
La vicenda è stata accolta con "preoccupazione" dagli ambienti dell'Amministrazione Usa. Fonti di Washington riferiscono all'Adnkronos che le continue attività russe nei Paesi Nato rappresentano sicuramente "un problema" per la sicurezza nazionale dei Paesi coinvolti e dell'Alleanza atlantica. 

Tuttavia, da una prima analisi, i documenti riservati che sarebbero stati venduti alla Russia dall'ufficiale infedele non rivestirebbero "un'importanza di particolare rilievo" per la sicurezza italiana e della Nato, anche se confermano "l'attivismo" di Mosca nei confronti dell'Alleanza. Da parte Usa c'è comunque "piena fiducia" nelle capacità italiane di fare fronte a queste minacce, come dimostra l'esito dell'operazione di Roma.
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