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POLITICA

Resterà membro di ID al Parlamento Europeo

Eurodeputata No-vax Donato lascia la Lega. Salvini: penso all'Imu

L'europarlamentare: prevale la linea di Giorgetti. Fedriga: porte chiuse ai No-vax

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"Dopo una lunghissima e approfondita riflessione, sono giunta alla sofferta decisione di uscire dal partito nel quale sono stata eletta". Così in una nota l'europarlamentare Francesca Donato annuncia la sua uscita dalla Lega.

"La mia scelta è maturata dopo mesi in cui i valori in cui credo fermamente, quelli dell'uguaglianza, della libertà individuale e della dignità umana, sono stati sempre più calpestati dai provvedimenti presi dal governo nazionale, di cui la Lega fa parte. Nonostante le rassicurazioni e le battaglie interne del nostro leader, sono passati decreti liberticidi e discriminatori che, a mio avviso, sono incompatibili con i principi fondamentali del nostro ordinamento", continua Donato.

"Preso atto della scelta del Segretario di permanere in questo governo qualunque atto esso compia, assunta anche in considerazione della volontà in tal senso prevalente dei ministri e governatori della Lega, ritengo che sia oggi un fatto di coerenza con i miei valori e di rispetto per i miei elettori ma anche per i miei colleghi di partito, fare un passo indietro e smettere di farne parte", aggiunge l'europarlamentare.

Rispetto al suo posizionamento l'europarlamentare fa sapere che resterà membro del gruppo Identità e Democrazia al Parlamento Europeo "ma rimarrò fuori da altre collocazioni partitiche per poter svolgere nella massima indipendenza e sotto la mia personale responsabilità il mio ruolo politico in difesa della minoranza degli Italiani oggi etichettati come "No-vax", gravemente discriminati e attaccati nel nostro Paese, e di tutti coloro che credono ancora nei valori della nostra Costituzione repubblicana, che pongono al centro il rispetto dei diritti umani per tutti i cittadini".

In un'intervista a "la Repubblica" l'europarlamentare osserva come la linea critica nei confronti dei provvedimenti del governo "pur condivisa da larga parte della base è diventata minoritaria: prevale la posizione dei ministri, con Giorgetti, e dei governatori. Io non mi trovo più a mio agio e tolgo tutti dall'imbarazzo".  E alla domanda perché abbandona la Lega, Donato risponde: "Ho fatto una riflessione lunga e sofferta. Io credo nella libertà individuale e nel principio di autodeterminazione delle scelte sulla salute. Principi inderogabili che questo governo sta violando. Non posso più stare in un partito che sostiene l'esecutivo Draghi".

Per Donato, Salvini "si trova in una posizione delicata. Rappresenta un partito con diverse anime, ma c'è una prevalenza della linea dei presidenti di Regione e dei ministri, capeggiati da Giorgetti, a favore delle scelte del governo Draghi - dice - il segretario ha cercato di dar forza a quanti come me giudicano che le decisioni sul Green pass siano sproporzionate e inadeguate. Salvini ha dovuto mediare, ma a un certo punto si è fermato, non giudico il suo lavoro". Sta dicendo che il leader è finito in minoranza? "Beh, almeno all'interno della segreteria del partito pare che sia così". Donato poi spiega: "Intendo restare indipendente, finché c'è l'emergenza Covid, poi vedremo. FdI? Va riconosciuto a Giorgia Meloni di aver mostrato coraggio e lungimiranza non entrando al Governo...".

Salvini: chi va via lo saluto
Ha timori per l'unità del partito? "Assolutamente no", e "chi va lo ringrazio, lo saluto e tanti auguri". Così il segretario della Lega Matteo Salvini rispondendo ai giornalisti dopo la decisione dell'europarlamentare Francesca Donato di lasciare il partito in polemica sul Green pass sostenendo che è prevalsa la posizione di Giorgetti. Su questo aspetto Salvini ha risposto: "Non commento le fantasie, commento la realtà e la realtà sono le bollette, le tasse e la lotta contro l'Imu". Salvini è intervenuto a margine di un incontro elettorale a Montepulciano (Siena) a sostegno del candidato del centrodestra per le suppletive Tommaso Marrocchesi Marzi.

Lega, Fedriga: non c'è spazio per No-vax
"Non dobbiamo tradurre anche l'epidemia in una lotta tra bande. Dobbiamo convincere i cittadini a vaccinarsi, ma senza condannare chi ha paura, altrimenti rischiamo di schiacciarlo verso la parte No-vax. Nel primo partito d'Italia è normale che ci siano correnti diverse, ma dentro la Lega non c'è spazio per i No-vax". 

Massimiliano Fedriga commenta così l'uscita dalla Lega dell'eurodeputata su Radio Capital. Il presidente del Friuli Venezia-Giulia e della Conferenza delle Regioni, chiarisce: "Non sono per l'obbligo vaccinale, potrebbe avere l'effetto contrario. Con l'obbligo per i sanitari non abbiamo avuto il 100% dei vaccinati. È uno strumento semplice, ma il risultato non si raggiunge. Non dobbiamo nascondere quello che dicono i No-vax, dobbiamo smentirli". 
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