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ITALIA

Autostrade per l'Italia S.p.A. vale 9,3 miliardi

Dopo 22 anni, tre dal crollo di Ponte Morandi, Autostrade per l'Italia torna in mano pubblica

La maggioranza dei soci di Atlantia ha approvato la cessione al consorzio guidato da Cassa depositi e prestiti (Cdp) e dai fondi Blackstone e Macquarie. Ora, sarà decisiva l'ultima riunione del Cda

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L'Assemblea ordinaria degli azionisti di Atlantia ha approvato con il voto favorevole di 1.129 azionisti, pari al 86,86% del capitale sociale rappresentato in Assemblea, la cessione dell'intera partecipazione detenuta dalla società in Autostrade per l'Italia al Consorzio costituito da CDP Equity, The Blackstone Group International Partners LLP e Macquarie European Infrastructure Fund 6 SCSp. Dopo 22 anni, Autostrade per l'Italia si avvia a tornare sotto il controllo pubblico concludendo l'era Benetton

Hanno espresso voto contrario 60 azionisti, pari al 12,75% del capitale rappresentato, e si sono astenuti 12 azionisti pari allo 0,39% del capitale rappresentato. Lo comunica Atlantia al termine dell'assemblea riunita sotto la presidenza di Fabio Cerchiai, annunciando per il 10 giugno il Cda che decreterà le proprie determinazioni in merito all'offerta del consorzio dell'intera partecipazione detenuta in Aspi.

L'ufficialità, infatti, si concretizzerà soltanto in quella data anche se la decisione del voto assembleare sembra aver spianato la strada. L'operazione ha un valore di circa 9,3 miliardi e potrebbe concludersi entro la fine di giugno.

Così a quasi tre anni dal crollo del Ponte Morandi si separano i destini di Autostrade per l'Italia e del socio di maggioranza Atlantia. La Borsa ha accolto bene la decisione e il titolo Atlantia è stato il migliore del girone d'eccellenza di Piazza Affari con un rialzo del 3,16% a 16,14 euro. Una reazione che segna la fine del braccio di ferro iniziato tra l'azienda con il governo Conte uno.

La cordata guidata di Cdp, dopo l'ultimo ritocco di 200 milioni sarà destinata a rilevare il 100% di Aspi per un valore di 9,3 miliardi. Atlantia, che possiede l'88% incasserà 8,1 miliardi. Al netto dei debiti (3,75 miliardi) avrà a disposizione circa cinque miliardi da destinare a futuri investimenti. La quota maggiore ovviamente andrebbe alla famiglia Benetton che attraverso Edizione controlla il 30% della holding.

Il via libera dei soci della holding era scontato dopo che la famiglia Benetton e la Fondazione Crt, principali azionisti della società, si erano dichiarati favorevoli alla vendita alla cordata di Cdp. Gli altri investitori si sono adeguati viste le raccomandazioni dei consulenti Glass Lewis, Iss e Frontis. Tutti favorevoli all'operazione considerando lo scenario di profonda incertezza che si prolungava da quasi tre anni e, anche, per l'assenza di alternative.

Una lunga storia
Era il 1950 quando l'Iri costituì la Società autostrade concessioni e costruzioni che aveva l'obiettivo di partecipare insieme ad altri grandi gruppi industriali alla ricostruzione dell'Italia, uscita devastata dalla Seconda guerra mondiale e realizzare le arterie stradali indispensabili per un paese in pieno boom economico. Nel 1956 infatti viene firmata la prima convenzione con l'Anas per la realizzazione dell'Autostrada del sole, ovvero l'arteria che collega Milano e Napoli. Nel 1982 si costituisce il Gruppo Autostrade, con l'aggregazione di altre società autostradali, mentre nel 1987 Autostrade concessioni e costruzioni viene quotata in borsa, nel listino Mib30. Nel 1999 poi Autostrade viene privatizzata, con il 30% che va a un nucleo di azionisti stabili, riuniti nella società Schemaventotto, controllata della famiglia Benetton tramite Edizione e il restante 70% viene destinato alla Borsa. Nel 2002 Schemaventotto annuncia la volontà di consolidare la sua posizione in Autostrade lanciando un'Opa con un nuovo veicolo denominato Newco28.

L'Opa raccoglie il 54,1% del totale delle azioni di Autostrade che si va ad aggiungere al 30% già posseduto. Nel 2003 nasce così Autostrade per l'Italia alla quale vengono conferite le attività di concessione autostradale in capo ad Autostrade, che nel 2007 diviene Atlantia. Il 14 agosto del 2018 crolla il Ponte Morandi causando la morte di 43 persone. Il viadotto rientrava nella gestione di Autostrade per l'Italia in quanto costituiva il tratto finale dell'autostrada A10. In seguito alle polemiche sorte intorno alle responsabilità sulla manutenzione del ponte, il Governo italiano, nel luglio scorso, ha raggiunto un accordo con Atlantia per la cessione di Aspi. Inizia così una lunga fase di trattativa tra Atlantia e Cdp sul valore di riferimento per l'acquisto della quota di Autostrade per l'Italia, in consorzio con i fondi Blackstone e Macquarie, che si conclude il primo aprile scorso con l'invio dell'offerta finale.
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