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Eter9, il social network che promette l'immortalità digitale

A metà con un clamoroso esperimento di intelligenza artificiale, concede la possibilità di pubblicare anche mentre siamo off line e potenzialmente per l'eternità acquisendo informazioni in base alle attività precedenti

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Il sogno dell'immortalità inseguito dalla scienza e dalla medicina potrebbe avverarsi per ora nel digitale. Grazie a Eter9, una piattaforma che promette di farci diventare 'Highlander' della rete e continuare a disseminare commenti e 'mi piace' sui social network anche quando non ci saremo più. Un passo oltre il concetto di testamento digitale che permette agli utenti di designare un parente o un amico per gestire post-mortem i propri dati in rete.    

Eter9 nasce dall'insieme delle parole 'Eternity' e 'Cloud 9', che in inglese vuol dire "al settimo cielo". E' stato creato dallo sviluppatore portoghese Henrique Jorge ed è in versione di prova: al momento è testato su 5mila persone. "Stiamo cercando di creare un sistema di Intelligenza Artificiale che impari presto da altre piattaforme come Facebook", spiega Jorge alla Bbc.    

Il sito si basa su un concetto un po' inquietante di Intelligenza Artificiale: crea una sorta di bacheca simile a quella Facebook, con un profilo-avatar che impara la nostra personalità grazie alla scansione di tutto quello che facciamo in rete. In base a quello che immagazzina, Eter9 sarà in grado in futuro di agire per conto nostro tenendo in vita il profilo. Come nel film 'Transcendence' in cui il cervello di uno scienziato viene messo in rete dopo la sua morte e continua a elaborare dati, cosciente, onnipresente e onnipotente come un dio.    

Eter9 consente già da ora di fare le prove generali di immortalità digitale: mentre siamo in vita il profilo-specchio assume sempre più autonomia e può postare per noi, con il nostro consenso, quando siamo offline. "Eter9 rende possibile dare una vita eterna all'utente e concedergli l'abilità permanente di interagire di continuo, 24 ore su 24, tramite un elemento chiamato controparte, che si attiverà ogni volta che l'utente è offline, sia postando contenuti che commentando", spiega infatti il sito.    

L'idea di immortalità digitale non è completamente nuova. Nel 2010 è nato una piattaforma chiamata Virtual Eternity con alla base un meccanismo simile a Eter9, ma non ha avuto fortuna ed è passata a miglior vita. Mentre qualche mese fa un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology ha sviluppato una piattaforma che si chiama Eterni.me e si basa sempre sul concetto di vita eterna sul web.    

Questo tema è ben presente ai tempi di Internet. Tanto che alcuni colossi come Google e Facebook hanno nel tempo introdotto la possibilità di un testamento digitale, grazie al quale designare un amico o un parente che gestisca dati e profilo personale oltre la vita terrena. E lo stesso social network di Mark Zuckerberg sta investendo nell'Intelligenza Artificiale.    

Oltre ad aprire a riflessioni di tipo filosofico e religioso, il tema dell'immortalità digitale rischia di perpetrare in eterno (e inutilmente) un concetto: quello di iperconnessione quotidiana, di sovrapposizione fra offline e online. Per citare una vecchia pubblicità, una delle cause di logorio della vita moderna.
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