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MONDO

Lo spoglio

Elezioni Croazia, dati preliminari: in vantaggio i conservatori

Con il 35% di schede scrutinate, la Coalizione Patriottica guidata dall'Unione democratica croata (Hdz) è la prima forza del Paese e avrebbe conquistato 60 seggi sui 151 del Parlamento, contro i 58 che andrebbero all'alleanza di centrosinistra (Croazia Cresce) guidata dal Partito socialdemocratico (Sdp) del premier uscente, Zoran Milanovic. Come terza forza, con 19  parlamentari, si conferma il partito Most (Il Ponte), formazione centrista    

Tomislav Karamarko (lapresse)
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L'opposizione conservatrice è avanti nelle elezioni in Croazia: stando ai dati preliminari con il 35% di schede scrutinate, la Coalizione Patriottica guidata dall'Unione democratica croata (Hdz) è la prima forza del Paese e avrebbe conquistato 60 seggi sui 151 del Parlamento (Sabor), contro i 58 che andrebbero all'alleanza di centrosinistra (Croazia Cresce) guidata dal Partito socialdemocratico (Sdp) del premier uscente, Zoran Milanovic. Come terza forza, con 19  parlamentari, si conferma il partito Most (Il Ponte), formazione centrista.   

L'Hdz non sarebbe comunque in grado di formare un governo monocolore. "Parleremo con tutti quelli che vogliono il cambiamento in Croazia", ha fatto sapere il dirigente dell'Hdz Gordan Jandrokovic, ex ministro degli Esteri.

Rispetto agli exit poll che davano un testa a testa tra le due formazioni c'è quindi un vantaggio dei conservatori, anche se i centristi e riformatori di Most (ponte) si impongono come la vera sorpresa della consultazione e potrebbero rivelarsi ago della bilancia per la formazione di un nuovo governo.

Il fondatore del partito, il 36enne sindaco della città dalmata di Metkovic, Bozo Petrov, ha avvertito però che non entrerà in nessun governo che non sottoscriva e applichi il suo piano radicale di riforme con misure per la modernizzazione dello Stato e maggiori opportunità per i giovani.

Il centrosinistra può contare peraltro sui tre seggi dell'Ids, un partito regionalista istriano, e sugli otto assegnati di diritto alle minoranze nazionali del Paese e della Bosnia-Erzegovina.

Nelle prime elezioni dall'ingresso di Zagabria nell'Ue, nel luglio 2013, la destra dell'Hdz guidata dall'ex capo dei servizi segreti, Tomislav Karamarko, ha probabilmente beneficiato delle preoccupazioni legate all'emergenza migranti, con quasi 350.000 che sono transitati per la repubblica ex jugoslava diretti verso il nord Europa da metà settembre, quando l'Ungheria ha chiuso le frontiere. L'Hdz l'ha cavalcata promettendo controlli più severi. A Milanovic, invece, non sembra essere bastato il soffio della ripresa dopo sei anni di recessione.
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