Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Elezioni-paura-dei-contagi-le-rinunce-degli-scrutatori-7d97eb09-c60d-4e02-a05e-4c629bf5c167.html | rainews/live/ | true
Coronavirus

A Bari il 67% dei presidenti di seggio ha rinunciato

Elezioni, paura dei contagi: le rinunce degli scrutatori

A lanciare l'allarme sulle rinunce arrivate a Comuni e Prefetture sono diversi territori da Nord a Sud, dove fioccano 'giustificazioni' e certificati medici. A Milano 100 rinunce

immagine di repertorio
Condividi
Urne orfane degli scrutatori, in fuga dal rischio del Covid. Monta la paura dei contagi nei seggi che ospiteranno le prossime elezioni del 20 e 21 settembre, le prime votazioni dall'inizio dell'emergenza coronavirus. A lanciare l'allarme sulle rinunce arrivate a Comuni e Prefetture sono diversi territori da Nord a Sud, dove fioccano 'giustificazioni' e certificati medici. In Puglia, dove si svolgeranno sia le regionali che le comunali in diversi territori, oltre 200 volontari della Protezione civile sono pronti a sostituire i disertori tra i presidenti e i componenti dei seggi elettorali nominati dalla Corte di Appello per le elezioni di domenica e lunedì. In tutte le province della regione ci sono state alte percentuali di rinuncia. A Bari si arriva al 67%, solo considerando i presidenti di seggio (228 persone), e tra questi hanno rinunciato tutti quelli nominati per i seggi Covid, ovvero quelli allestiti negli ospedali o per i malati in isolamento. Il dato record di rinunce è ufficialmente per 'indisponibiltà', ma è chiaro che per i più incide la paura del contagio, visto il netto superamento della media fisiologica delle rinunce, che alle ultime elezioni regionali era del 40%. Al momento sono stati sostituiti con le riserve 203 presidenti. Il Comune di Bari ha dovuto procedere alla sostituzione del 70% dei presidenti rinunciatari dei seggi ordinari e del 100% di quelli Covid. Per questi ultimi ci si è avvalsi di volontari della Protezione civile. 

Milano, 100 rinunce: Comune cerca presidenti di seggio
Il Comune di Milano cerca presidenti di seggio in vista del referendum sul taglio dei parlamentari che si terrà domani e lunedì. Sono state circa un centinaio infatti, come hanno fatto sapere dal Comune, le rinunce last minute e così l'amministrazione ha deciso di lanciare un appello ai cittadini via social per mettersi a disposizione.    "Informiamo i cittadini del Comune di Milano che stiamo cercando presidenti di seggio per il referendum costituzionale -si legge nel messaggio -. E'possibile candidarsi direttamente all'Ufficio elettorale di Via Messina 52 fino alle 16 di oggi basta portare con sé un documento d'identità".

A Imperia 114 defezioni su 180 scrutatori
Tra le città dove si segnala il maggior numero di defezioni c'è anche quella ligure di Imperia, dove sono 114 su 180 gli scrutatori che il Comune sta provvedendo a sostituire a causa delle rinunce arrivate all'ufficio elettorale. La maggior parte di questi è già stata sostituita. Ma il governatore Toti assicura: "Il voto per le elezioni regionali in Liguria e il referendum sarà assolutamente in sicurezza perché i seggi già di per sé sono luoghi di distanza sociale: la segretezza del voto, l'ingresso ad uno ad uno nelle cabine elettorali, le sanificazioni sono assolutamente garanzia di sicurezza".   Sono invece ottanta nella città di Napoli (sugli 885 nominati dalla Corte d'Appello) i presidenti di seggio che hanno già fatto pervenire rinuncia all'incarico in vista del voto di domenica e lunedì, poco meno del 10%. Nel capoluogo campano e in tutta la regione Campania, dove i contagi sono in netta crescita, si teme piuttosto che siano i votanti a disertare le urne per i timori del virus. "Da parte dei cittadini in queste ore ho raccolto molta paura e preoccupazione, soprattutto dalle persone anziane, rispetto al rischio che i seggi possano diventare un focolaio", spiega Stefano Caldoro, candidato per il centrodestra alla presidenza della Regione. 

Rischio mancato voto da parte degli elettori più fragili
Le prime elezioni in era Covid rischiano di essere anche le prime nelle quali è  altissima la probabilità  che le persone più fragili disertino le urne. Un rischio, e un vulnus per la democrazia, contro il quale non sembra esser bastato il decreto che il governo ha approvato ad agosto definendo le regole per la tornata elettorale tra le quali l'istituzione di seggi nei reparti Covid degli ospedali e la possibilità  del voto a domicilio: sono infatti meno di un migliaio le domande arrivate per esercitare il diritto di voto da casa. Ma i malati in isolamento domiciliare sono ad oggi 39.862, senza contare tutti coloro che sono in quarantena perché  contatti stretti di positivi. 

Aldilà delle paure, da tempo sono state disposte nelle strutture che in generale ospiteranno il voto - dalle scuole alle palestre fino ai teatri - già tutte le misure con le relative precauzioni sulla sicurezza sanitaria. Il protocollo prevede accessi contingentati agli edifici dei seggi, percorsi distinti di entrata e di uscita, distanziamento tra i componenti del seggio e tra questi e gli elettori, definizione del numero e della disposizione delle cabine elettorali tenendo conto dello spazio disponibile e delle necessità  di movimento. Per accedere ai seggi elettorali sarà  obbligatorio l'uso della mascherina daparte di chiunque. La misura del distanziamento tra i componenti del seggio e tra questi e gli elettori sarà particolarmente rigida nel momento in cui bisognerà rimuovere la mascherina per il riconoscimento. Per questo è stato anche definito il numero e la disposizione delle cabine elettorali, tenendo conto dello spazio disponibile e delle necessità  di movimento.
Condividi