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MONDO

Sospetti sulle milizie iraniane

Iraq. Razzi contro aeroporto di Erbil

Colpita una struttura militare con truppe straniere a guida Usa. Muore un contractor. Feriti cinque civili. Blinken (Usa): "Siamo indignati"

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Un "contractor civile straniero" è rimasto ucciso in seguito al lancio di razzi tra la zona dell'aeroporto e la base della forze della Coalizione internazionale a guida Usa a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo ha reso noto su Twitter il portavoce della Coalizione, Wayne Marotto. Sono rimasti feriti altri cinque contractor civili e un soldato americano. Si è trattato del primo attacco a una struttura militare o diplomatica in Iraq in quasi due mesi. Il portavoce non ha aggiunto dettagli sulla nazionalità della persona uccisa. 

Secondo i media locali non sono coinvolti i soldati italiani presenti nella base militare vicino all'aeroporto di Erbil, Invece sarebbero rimasti feriti cinque civili in una zona residenziale della città vicina all'aeroporto. La televisione curda Rudaw riporta che i razzi sono stati lanciati dal distretto di Hamdaniya vicino Mosul. 

Non ci sono per ora rivendicazioni dell'attacco dietro cui si sospetta però la mano delle milizie appoggiate dall'Iran, che - secondo alcuni analisti - "stanno testando" la nuova amministrazione Usa del presidente Joe Biden. Quando un contractor civile americano fu ucciso, nel dicembre 2019, in un attacco simile a quello di oggi ma contro una base a Kirkuk che ospita le truppe Usa, l'allora presidente Donald Trump ordinò raid contro il gruppo paramilitare filo-iraniano Kataib Hezbollah, ritenuto responsabile dell'accaduto. A loro volta, i sostenitori di Kataib Hezbollah presero d'assalto l'ambasciata americana a Baghdad, facendo scattare da Washington l'ordine di uccidere il generale iraniano delle forze al Quds, Qassam Soleimani.

Se venissero confermate le indiscrezioni secondo cui il contractor rimasto ucciso all'attacco con razzi a Erbil di oggi era un americano, si aspetta di vedere se anche per la Casa Bianca di Biden e' stata oltrepassata una "linea rossa". Antony John Blinken, segretario di Stato sotto l'amministrazione Biden, ha affermato che gli Stati uniti sono "indignati" per l'attacco missilistico nella regione del Kurdistan iracheno. Blinken ha inoltre aggiunto di aver contattato il primo ministro del governo regionale del Kurdistan per discutere dell'incidente e impegnarsi a sostenere tutte le azioni. 

 
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