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SPORT

Euro2020

La videochiamata di Eriksen con i compagni: "Ora pensate alla sfida con il Belgio"

Condizioni "stabili" e "buone" dice il direttore della comunicazione della Federcalcio danese, Jakob Hoyer. Il calciatore:  "Voglio capire cos'è successo, sarei pronto ad allenarmi" 

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Le condizioni di Christian Eriksen sono "stabili" e "buone". Lo ha detto il direttore della comunicazione della federcalcio danese, Jakob Hoyer, aggiungendo che è ancora in ospedale a due giorni dall'arresto cardiaco durante la gara con la Finlandia. I compagni gli hanno parlato in videochiamata e il portiere Kasper Schmeichel gli ha fatto visita. "A modo suo ha detto che dobbiamo pensare alla sfida di giovedì con il Belgio. Questo significa tanto", ha spiegato il centrocampista Pierre-Emile Hojbjerg. Fuori dall'ospedale è stato realizzato un murale con il nome di Eriksen e la scritta in danese '1 per tutti, tutti per 1'.

L'agente: "Vogliamo tutti capire cosa gli sia successo"
"Ci siamo sentiti stamattina (ieri, ndr). Ha scherzato, era di buon umore, l'ho trovato bene. Vogliamo tutti capire cosa gli sia successo, vuole farlo anche lui: i medici stanno facendo degli esami approfonditi, ci vorrà del tempo". Così l'agente di Christian Eriksen, Schoots, racconta alla Gazzetta dello Sport la notte passata dal suo assistito dopo l'arresto cardiaco durante la partita con la Finlandia che ne ha messo in discussione la vita. 

Con Christian ci sono la moglie Sabrina e i genitori, il papà Thomas e la mamma Dorthe. C'è un telefono, poi, che squilla e riceve messaggi in continuazione. Eriksen parla con i compagni di nazionale. Con quelli dell'Inter. E con pochissime altre persone. "Era felice - dice - perché ha capito quanto amore ha intorno. Gli sono arrivati messaggi da tutto il mondo. Ed è rimasto particolarmente colpito da quelli del mondo Inter: non solo i compagni di squadra che ha sentito attraverso la chat, ma anche i tifosi. Christian non molla. Lui e la sua famiglia ci tengono che arrivi a tutti il loro grazie".

Schoots ha fatto da tramite con decine di persone: gli amici di Chris, il fisioterapista, gli ex allenatori, gli sponsor, alcuni vecchi dirigenti. "Mezzo mondo ci ha contattato - ancora l'agente -, tutti si sono preoccupati. Ora deve solo riposare, con lui ci sono la moglie e i genitori. Anche domani (oggi, ndr) resterà in osservazione, forse pure martedì. Ma in ogni caso vuole fare il tifo per i suoi compagni contro il Belgio". Lukaku, poi, mica s'offenderà. 

Il commissario tecnico Kasper Hjulmand ha poi raccontato pubblicamente di una videochiamata di ieri mattina tra il giocatore dell'Inter e i suoi compagni: "Si è preoccupato lui di noi. Ci ha chiesto: Come state? Mi sa che siete messi peggio di me! Io ora sarei pronto per allenarmi".

Carriera finita? Il luminare: "Non è detto"
"Carriera finita per Christian Eriksen? Non è detto, bisogna vedere la patologia. Se è curabile il giocatore potrebbe tornare a giocare". Questo il parere di Bruno Carù, specialista in cardiologia e medicina dello sport considerato un luminare nella materia.

"Sicuramente - spiega Carù ai microfoni di Radio Anch'io sport - c'era qualcosa che non andava bene nel cuore del giocatore prima della partita, già mentre era negli spogliatoi prima della partita c'era qualcosa che non andava bene, lo stress non c'entra niente. Non può succedere per caso quello che è successo. Il cuore non funziona così".

In passato Carù si occupò del caso del giocatore nigeriano Nwankwo Kanu ai tempi in cui giocava nell'Inter: "Quella era una situazione completamente diversa, aveva una cardiopatia congenita".

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