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MONDO

Dopo la Brexit i seggi passano da 751 a 705, l'Italia sale a 76

L'Europarlamento boccia le liste transnazionali

Respinta la proposta dell'elezione di un certo numero di eurodeputati in una circoscrizione elettorale a livello europeo

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No alle liste transnazionali alle prossime elezioni europee del 2019. Il Parlamento europeo ha infatti bocciato in plenaria a Strasburgo la proposta della commissione per gli Affari costituzionali che chiedeva l'elezione di un certo numero di eurodeputati in una circoscrizione elettorale a livello europeo. A sostenere le liste transnazionali, tra gli altri, il presidente francese Emmanuel Macron ed il governo italiano.

Contrari alla proposta sulle liste transnazionali sono stati il Gruppo dei Popolari (Ppe), i Conservatori e la Sinistra senza gli italiani. A favore delle liste invece la stragrande maggioranza del gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D), i Verdi e il M5S.

In particolare sono stati votati 10 emendamenti presentati contro la proposta della Commissione Affari costituzionale del Pe, alcuni dei quali sono stati accorpati. Il voto più significativo, che raccoglieva 4 emendamenti accorpati e contrari alle liste, è passato con 368 a favore, 274 contrari e 34 astensioni. 

Approvate riforme dopo Brexit
I deputati europei hanno approvato un pacchetto globale di riforme che include un sistema che conferisce al gruppo più numeroso in Parlamento il diritto di scegliere il successore del leader della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Ma hanno dunque votato contro il piano per le cosiddette "liste transnazionali",  che avrebbe consentito a 30 dei 73 seggi lasciati dal Regno Unito  di essere assegnati a blocchi paneuropei, non ai singoli Stati membri.

Il voto a maggio 2019
Le prossime elezioni europee si terranno nel maggio 2019, due mesi dopo che Londra avrà lasciato l'Ue. Il Parlamento europeo ha avvertito questa mattina che voterà contro qualsiasi candidato in sostituzione di Juncker che non sia stato scelto dal più grande blocco politico dell'assemblea. "Il Parlamento è pronto a respingere ogni concorrente per la presidenza della Commissione Ue che non sia nominato come candidato principale "prima delle elezioni europee del 2019", è stato spiegato in un comunicato. Il sistema - ampiamente conosciuto come "Spitzenkandidat" - è stato utilizzato per selezionare Juncker nel 2014 e, secondo gli eurodeputati, renderebbe la scelta più democratica.

I seggi passano da 751 a 705, l'Italia sale a 76 
Dopo la Brexit, il numero degli eurodeputati calerà da 751 a 705. Dei 73 seggi liberati dal Regno Unito, 46 verranno messi a riserva per eventuali nuovi Paesi membri dell'Ue. I restanti 27 posti verranno ripartiti tra i 14 Paesi Ue sottorappresentati (tre andranno all'Italia, che passa da 73 a 76 seggi). Lo ha stabilito il Parlamento Europeo, oggi a Strasburgo, approvando in plenaria un'iniziativa legislativa che ora verrà sottoposta al Consiglio Europeo, per una decisione unanime, dopodiché dovrebbe essere rinviata al Parlamento per il voto finale. 
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