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EUROPA

Sassoli annuncia l'esito del voto

Europarlamento: inaccettabili i tagli al bilancio Ue

Via libera alla risoluzione sul Consiglio europeo: Recovery Fund "mossa storica" 

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Via libera dal Parlamento Ue alla risoluzione non legislativa sulle conclusioni del Consiglio europeo del 17-21 luglio in cui si chiede di migliorare l'accordo sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp) nei prossimi negoziati, si definiscono inaccettabili i tagli, mentre si considera il Recovery Fund una "mossa storica". Con 465 si, 150 no e 67 astenuti l'Europarlamento sottolinea che le priorità a lungo termine dell'Ue, come Green Deal e Agenda digitale, sono a rischio e che non darà la sua approvazione al Qfp senza un accordo sulla riforma del sistema delle risorse proprie dell'Ue.

Ad annunciare il risultato del voto è stato il presidente David Sassoli. Nel testo approvato, che servirà da mandato per i prossimi negoziati sul futuro finanziamento e sulla ripresa dell'Ue, il Parlamento accoglie con favore l'approvazione, da parte dei leader europei, del fondo di ripresa proposto dal Parlamento a maggio scorso, definendolo una "mossa storica per l'Ue". Tuttavia, i deputati si rammaricano "dei consistenti tagli apportati alla componente delle sovvenzioni" e chiedono il pieno coinvolgimento democratico del Parlamento nello strumento per la ripresa che al momento "non attribuisce un ruolo formale ai deputati eletti al Parlamento europeo". 

Sul bilancio a lungo termine dell'Ue (Quadro finanziario pluriennale - Qfp), i deputati criticano i tagli apportati ai programmi orientati al futuro poiché "mineranno le basi di una ripresa sostenibile e resiliente". I programmi faro dell'Ue relativi a clima, transizione digitale, salute, gioventù, cultura, infrastrutture, ricerca, gestione delle frontiere e solidarietà sono a rischio di "un calo immediato dei finanziamenti dal 2020 al 2021". Inoltre, dal 2024, "il bilancio dell'Ue nel suo complesso sarà al di sotto dei livelli del 2020, mettendo a rischio gli impegni e le priorità dell'Ue". 

Il Parlamento "deplora fortemente" il fatto che il Consiglio europeo abbia significativamente indebolito gli sforzi della Commissione e del Parlamento volti a difendere lo stato di diritto, i diritti fondamentali e la democrazia nel quadro del Qfp e del piano di ripresa. Sottolinea inoltre che il regolamento relativo allo Stato di diritto sarà adottato secondo la procedura di co-decisione, quindi con un accordo fra ministri e deputati.  I deputati ribadiscono che il Parlamento non darà la sua approvazione al Qfp senza un accordo sulla riforma del sistema delle risorse proprie dell'Ue, che includa l'introduzione di un paniere di nuove risorse entro la fine del Qfp 2021-2027, necessarie a coprire almeno i costi relativi al rimborso di Next Generation Ee.   Il Parlamento chiede infine una revisione intermedia del Qfp entro la fine del 2024. Tale revisione deve riguardare i massimali per il periodo 2025-2027, l'introduzione di risorse proprie aggiuntive e l'attuazione degli obiettivi in materia di clima e biodiversità. 
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