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ECONOMIA

Banca Centrale americana

Tutto come previsto: la Fed non alza i tassi di interesse

Il costo del denaro resta invariato tra 1,50 per cento e 1,75 per cento. Il secondo rialzo dell'anno è previsto per il 13 giugno

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di Tiziana Di Giovannandrea La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi d'interesse statunitensi. Tutto secondo le previsioni. Il costo del denaro rimane fissato tra 1,50% e 1,75%.  L'ultimo rialzo dei tassi risale allo scorso 21 marzo, quando la Banca Centrale ha deciso la prima stretta monetaria, di 25 punti base, del 2018 dopo le tre varate nel 2017.

Lo ha comunicato a fine riunione il Federal Open Market Committee, l'organismo che è il principale strumento di politica monetaria della Federal Reserve. Il rialzo di marzo è stato il sesto dal dicembre del 2015 quando la Banca centrale americana ricominciò a rialzare i tassi che erano fermi al giugno del 2006.

Questa è la seconda riunione da febbraio 2018 quando Jerome Powell è stato nominato alla guida della Fed sostituendo, dopo quattro anni, Janet Yellen.

La decisione di mantenere i tassi fermi è dipesa dalla diversa 'filosofia' che la Fed ha deciso di adottare nei confronti dell'inflazione. La bassa inflazione non viene più vista come un pericolo a tutti i costi.

Attualmente il tasso di inflazione è vicino al 2%. Secondo gli analisti le condizioni economiche preannunciano un aumento dell'inflazione e dovrebbero spingere la Fed a fare quattro rialzi nel 2018, invece dei tre previsti in precedenza.

Il prossimo rialzo, il secondo dell'anno, è previsto nel corso della riunione del 13 giugno, quando ci sarà la conferenza stampa durante la quale saranno diffuse le nuove stime sull'andamento dell'economia statunitense e il numero delle strette previste per il 2018 che per ora rimangono tre, nonostante le previsioni degli analisti.
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