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ITALIA

La polemica

Fertility Day, bufera sul Ministero della salute. Che replica: "Non colto spirito dell'iniziativa"

Il ministro Lorenzin: rivediamo due cartoline

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E' partito il conto alla rovescia per il primo 'Fertility Day', e le polemiche sono già iniziate. Per il 22 settembre prossimo è stata promossa dal ministero della Salute una giornata nazionale di informazione sulla fertilità e sui social è già partita la campagna di presentazione. Non tutti, però, hanno apprezzato i toni e gli slogan della campagna. 

Che cos'è il Fertility Day
La giornata della fertilità nasce, secondo quanto scritto sul sito del ministero della Salute, "per richiamare l'attenzione di tutta l'opinione pubblica sul tema della fertilltà e della sua protezione. La sua Istituzione è prevista dal Piano Nazionale della Fertilità per mettere a fuoco con grande enfasi: il pericolo della denatalità nel nostro Paese, la bellezza della maternità e paternità, il rischio delle malattie che impediscono di diventare genitori, l'aiuto della medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini". Esiste anche un sito dedicato, www.fertilityday2016.it  e l'hashtag #fertilityday. A Roma, Padova, Bologna e Catania il 22 settembre ci saranno anche una serie di tavole rotonde sull'argomento.

Le cartoline della discordia 
A destare maggiore scalpore sono le 'cartoline' studiate apposta per il lancio della giornata. Una serie di immagini piuttosto esplicative, accompagnate da didascalie che non sono passate inosservate, e neanche sono piaciute, a molti utenti del web. Da 'La bellezza non ha età, la fertilità sì' a 'Datti una mossa! Non aspettare la cicogna', passando per 'Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi' e 'La fertilità è un bene comune', i social network non perdonano la campagna promossa dal ministero e attaccano la titolare Beatrice Lorenzin. 



Sui social network scattano le critiche 
I social non hanno invece aspettato neanche un secondo. E fra Facebook e Twitter è un fioccare di commenti negativi. Su Twitter l'hashtag #fertilityday è diventato subito trend topic, anche se non come gli ideatori avevano sperato. E si passa da chi cinguetta "Ora che la Lorenzin ci ha suggerito di fare figli, il ministro delle finanze ci dirà come mantenerli?", a chi polemicamente scrive "Non ho bisogno di un #fertilityday, datemi una pari retribuzione ed una legge che vieti di chiedere le mie intenzioni in sede di assunzione". E c'è chi attacca direttamente la ministra: "La frizzante #Lorenzin promuove il #fertilityday per ricordare a noi donne che siamo il nostro utero e che il medioevo non era poi così male". E, a cartolina, c'è chi risponde con la stessa moneta: è la rete ACT!, una piattaforma di attivisti impegnati nel sociale e nella politica. La rete ACT! Ha preparato una cartolina nella quale una ragazza guarda con il volto preoccupato la clessidra e di fianco la scritta: "Un figlio è a tempo determinato, il mio lavoro no. Altro che #fertilityday".


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M5S: Governo si vergogni, 51mila donne hanno perso lavoro
"Se non fosse drammatico ci sarebbe da ridere. Ma stanno giocando sporco sulla pelle di milioni di italiane, e di italiani, e da ridere non c'è proprio nulla. Il ministro Lorenzin lancia niente di meno che il fertility day, per esaltare in un modo medioevale il concepimento in età giovane, perché se si fanno figli da giovani si è più creativi, scrive l'illuminato ministro della Salute. Perché "la procreazione è un bene comune", si legge nelle locandine diffuse da questo governo che ormai ha perso del tutto il contatto con la realtà. Glielo rammentiamo noi: non è che rinunciare a diventare genitori sia una moda da scoraggiare o una consuetudine capricciosa. Non si fanno figli perché non si può". Così in una nota le parlamentari M5S di Camera e Senato. "Le donne, prima di mettere al mondo un figlio responsabilmente pensano al domani. Non c'è lavoro, come ci dice proprio oggi l'Istat: 51 mila donne hanno perso il loro impiego e altre 52 mila hanno perso le speranze di trovarne uno. Sono dati ufficiali, proprio di oggi". "Curioso che poi per questo governo l'acqua non sia un bene comune ma la procreazione sì", continua la nota.

La replica del Ministero: Non colto spirito Fertility Day
"Accanto a spunti di indubbio interesse per i dibattiti che avranno luogo in quella giornata in diverse città, e alle più diffuse riflessioni che auspichiamo interesseranno i cittadini a partire da quelladata, si rileva una lettura dell'evento che non corrisponde allo spirito con il quale la giornata è stata istituita", scrive in una nota il Ministero della Salute. "Il Fertility day è la Giornata Nazionale di informazione e formazione sulla fertilità indetta con Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 luglio 2016, su proposta del Ministero della Salute. La Giornata costituisce una delle azioni di prevenzione dell'infertilità previste dal Piano Nazionale per la fertilità, elaborato nel maggio 2015 dagli esperti del "Tavolo consultivo in materia di tutela e conoscenza della fertilità e prevenzione delle cause di infertilità. "Sopo della Giornata è informare correttamente la popolazione sui temi della fertilità, della salute riproduttiva, e sui fattori che possono metterla a rischio. Il Ministero si prefigge esclusivamente di fornire alla popolazione e soprattutto ai giovani informazioni e strumenti utili a preservare la fertilità che può essere inficiata da stili di vita non sani, comportamenti dannosi sul piano sanitario, malattie sessualmente trasmesse, ferma restando la libertà di ciascuno di gestirla secondo le proprie scelte di vita".

Lorenzin: rivediamo 2 cartoline
''La campagna del Ministero della Salute per il Fertility Day resta nella sua impostazione ma stiamo rivedendo le due cartoline che hanno fatto più scalpore, quella della clessidra e quella che dice 'datti una mossa'. La direzione per la comunicazione sta valutando come ricalibrare la comunicazione'': è il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a spiegarlo. ''Abbiamo 22 giorni per migliorare la qualità della campagna'', aggiunge.

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