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SPETTACOLO

Conclusa la 70a edizione

Berlino: Orso d'Argento a Germano per "Volevo nascondermi" e ai D'Innocenzo per la sceneggiatura

L'iraniano "There Is No Evil" di Mohammad Rasoulof vince l'Orso d'Oro 

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Grande successo per il cinema italiano con due Orsi d'argento nella 70a edizione del Festival di Berlino, la prima con la direzione artistica di Carlo Chatrian: quello di migliore attore va a Elio Germano, per la sua interpretazione del pittore Ligabue in "Volevo nascondermi", di Giorgio Diritti, mentre i fratelli D'Innocenzo vincono il riconoscimento per la sceneggiatura di "Favolacce", da loro diretto.

Con questo trionfo, Germano realizza una prestigiosa "doppietta" internazionale, avendo vinto nel 2010 a Cannes il premio per il migliore attore con "La nostra vita", di Daniele Luchetti, interpretazione per la quale avrebbe poi avuto anche il David di Donatello e il Nastro d'argento.

L'attore romano è il quarto italiano premiato a Berlino dopo Alberto Sordi ("Detenuto in attesa di giudizio", 1972), Michele Placido ("Ernesto", 1979) e Gian Maria Volontè ("Il caso Moro",1987) ed eguaglia il record di Volontè nell'aver vinto in entrambi i festival.

Subito dopo aver ricevuto l'Orso, Germano ha affermato: "Voglio dedicare questo premio a tutti gli storti, tutti gli sbagliati, tutti gli emarginati, tutti i fuori casta e ad Antonio Ligabue e alla grande lezione che ci ha dato, che è ancora con noi, che quello che facciamo in vita rimane. Lui diceva sempre 'Un giorno faranno un film su di me' ed eccoci qui!"



Il vincitore iraniano
Presentato da un discorso appassionato del presidente della giuria, l'attore britannico Jeremy Irons, l'Orso d'oro va a "There Is No Evil", diretto dall'iraniano Mohammad Rasoulof. 

Rasoulof, assente a Berlino perché bloccato dalle autorità del suo Paese, completa la vittoria anche con due premi indipendenti, quello della Giuria ecumenica e il Guild Film Prize. Il suo film precedente, "A man of integrity", aveva ottenuto a Cannes nel 2017 il primo premio nella sezione "Un certain regard". Sempre a Cannes, nella stessa sezione, aveva ricevuto il premio per la regia nel 2011 con "Goodbye" e nel 2013 il Premio Fipresci per "Manuscripts don't burn". 

"Con questo film voglio parlare a tutti quelli che allontanano la responsabilità da loro stessi". Rasoulof è stato contattato al cellulare dai produttori, durante la conferenza stampa finale nella capitale tedesca. Comparso in video chiamata, il regista è stato accolto da un caloroso applauso della stampa presente in sala.

Dentro il film vincitore quattro storie piene di poesia con tanto di 'Bella ciao' cantata in italiano per far capire che questo film sa dove vuole andare. Tema delle quattro storie? La pena di morte, la repressione, la colpa e la capacità di schierarsi. Rasoulof, 48 anni, come hanno raccontato i produttori a Berlino, ha visto il rifiuto del passaporto dalle autorità che gli aveva sequestrato nel 2017 dopo che il regista era tornato da Cannes. Rasoulof attualmente, pur condannato a un anno di prigione per propaganda contro la repubblica islamica, non è stato ancora imprigionato, ma ha il divieto di girare film e uscire dal paese. Tutti coloro che sono coinvolti in questo film hanno corso un grosso rischio. Tuttavia, "avevamo l'obiettivo comune di inviare un messaggio forte all'attuale situazione nel cinema iraniano. Tutti coloro coinvolti nel progetto avevano precedentemente deciso di non accettare le circostanze esistenti nel mio paese e di dire di no a qualcosa che non possono accettare moralmente. Il nostro film è anche una dichiarazione contro la censura", ha detto il regista.

Franceschini: orgoglioso di premi a film italiani a Berlino
"Un grande giorno per il cinema italiano. Orgogliosi dell’Orso d'argento a Elio Germano per "Volevo Nascondermi" di Giorgio Diritti dedicato al pittore Ligabue e dell’Orso d'argento per la migliore sceneggiatura a "Favolacce" di Damiano D'Innocenzo e di Fabio D'Innocenzo. Questi due prestigiosi riconoscimenti confermano la qualità, la vitalità e la contemporaneità del cinema italiano capace di raccontare al mondo storie universali con eleganza e originalità”. Così il ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.

Del Brocco: a Berlino è trionfo dell'Italia
"Il cinema italiano trionfa al Festival di Berlino. Due premi a due film coprodotti da Rai Cinema in una edizione in cui tutto il cinema italiano è riuscito a primeggiare pur nella diversità di temi e stili", commenta Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema.

"L'Orso d'Argento ai fratelli D'Innocenzo premia la loro capacità di maneggiare con coraggio una forma narrativa originale e molto personale, sperimentando con passione la propria idea di cinema. Con questo prestigioso riconoscimento si va definendo sempre di più l’affermazione di una nuova generazione di autori, che Rai Cinema contribuisce a scoprire e far crescere, accompagnandoli fin dall'inizio nel proprio percorso artistico. Un lavoro di sostegno costante che portiamo avanti anche grazie ai produttori indipendenti, che investono, insieme a noi, sul futuro del nostro cinema. I nostri complimenti ai fratelli D'Innocenzo, alla loro straordinaria capacità di affermazione in una platea internazionale soltanto al secondo film dimostrando, già alla loro età, una visione di cinema nitida e ispirata. E al produttore Giuseppe Saccà che ha saputo riconoscere con grande lungimiranza le potenzialità del loro talento naturale. 'Favolacce' segna anche le prima proficua collaborazione tra Rai Cinema e Vision Distribution, una sinergia che non farà che rafforzare la crescita della nostra industria culturale".

"Particolarmente lieti inoltre - prosegue Del Brocco - di veder riconosciuto una volta ancora il grande talento di Elio Germano in questo nuovo lavoro di interpretazione e trasformazione. Ha fatto rivivere il pittore Ligabue in 'Volevo nascondermi' di Giorgio Diritti con una straordinaria capacità di calarsi nella profondità del personaggio, nella sua sofferenza come nell’ispirazione artistica. I nostri complimenti a Elio Germano e al regista Giorgio Diritti che esplora ancora una volta il conflitto tra integrazione e marginalità, per riflettere sul valore della diversità, un tema a lui caro. E al produttore Carlo Degli Esposti di Palomar che continua con coraggio a proporre un cinema sulle figure e sui passaggi determinanti della storia del nostro Paese".

"Ai registi D'Innocenzo e Giorgio Diritti, ad Elio Germano e ai produttori di Pepito e Palomar con i quali abbiamo condiviso questo percorso, le nostre congratulazioni e i ringraziamenti per questo splendido traguardo - aggiunge Nicola Claudio, presidente di Rai Cinema - un traguardo che conferma la bontà delle scelte produttive operate da Rai Cinema e l'attenzione costante verso la varietà e la qualità delle nostre proposte".

Rutelli: la conferma del nostro momento d'oro
"La maestria geniale di Elio Germano e l'innovativa esperienza dei fratelli D'Innocenzo confermano il momento d'oro per il cinema italiano, la sua qualità creativa e produttiva. Tanto più in un momento drammaticamente difficile per le nostre sale in tempi di coronavirus, i successi di Berlino ci inducono a reagire con orgoglio e spirito di comunità". Lo afferma Francesco Rutelli, presidente dell'Anica commentando i riconoscimenti al cinema italiano ottenuti al Festival di Berlino.



Questi gli altri premi ufficiali:
Orso d'argento Gran premio della Giuria allo statunitense "Never Rarely Sometimes Always", diretto da Eliza Hittman.

Orso d'argento per la miglior regia al sud coreano Hong Sang-soo per "Domangchin yeoja" ("The Woman Who Ran").

Orso d'argento per la migliore attrice alla tedesca Paula Beer per "Undine" di Christian Petzold, film che ottiene anche il Fipresci.

Orso d'argento per il migliore contributo artistico a Jürgen Jürges, per la fotografia di "DAU. Nataša", regia di Il'ja Chržanovskij e Jekaterina Oertel (Germania, Ucraina, Regno Unito, Russia).

Orso d'argento speciale per il 70° anniversario della Berlinale a "Effacer l’historique" ("Delete History"), regia di Benoît Delépine e Gustave Kervern (Francia, Belgio).

I PREMI DELLE ALTRE SEZIONI

Nella nuova sezione competitiva, Encounters, vince "The Works and Days (of Tayoko Shiojiri in the Shiotani Basin)", regia di C.W. Winter e Anders Edström (Stati Uniti d'America, Svezia, Giappone, Hong Kong, Cina, Regno Unito)

Premio speciale della Giuria all'austriaca Sandra Wollner per "The Trouble with Being Born" (Austria, Germania)
Migliore regia a "Malmkrog", di Cristi Puiu (Romania, Serbia, Svizzera, Svezia, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia del Nord)
Menzione a "Isabella", regia di Matías Piñeiro (Argentina, Francia).

Tra i documentari si impone "Irradiés", regia di Rithy Panh (Francia, Cambogia), in concorso anche nella sezione principale
Menzione a "Aufzeichnungen aus der Unterwelt", regia dell'italiana Tizza Covi e Rainer Frimmel (Austria), presente in Panorama.

Il colombiano "Los conductos", regia di Camilo Restrepo (Francia, Colombia, Brasile) è la migliore opera prima
Menzione a "Nackte Tiere", regia di Melanie Waelde (Germania), entrambi nella sezione "Encounters".

Cortometraggi
Orso d'oro a "T", regia di Keisha Rae Witherspoon (Stati Uniti d'America)
Orso d'argento a "Filipiñana", regia di Rafael Manuel (Filippine, Regno Unito).
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