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Coronavirus

Monitoraggio relativo alla settimana 17-23 novembre 2021

Fondazione Gimbe: casi in crescita da 5 settimane, sale la curva dei ricoveri

A livello nazionale, al 23 novembre, il tasso di occupazione è dell'8% in area medica e del 6% in area critica. In 18 province oltre 150 casi per 100mila abitanti. "In netto ritardo i richiami del vaccino" entro il 31 dicembre dovrebbero essere somministrate oltre 22 milioni di terze dosi, una media di oltre 600 mila somministrazioni al giorno

Per la quinta settimana consecutiva aumentano a livello nazionale i nuovi casi settimanali (+27%) con una media giornaliera più che quadruplicata se si confrontano i 2.456 contagi che si registravano il 15 ottobre con i 9.866 registrati il 23 novembre. Lo rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe relativo alla settimana 17-23 novembre 2021, rispetto alla precedente. L'aumento interessa, con ampie variazioni, tutte le regioni salvo la Basilicata e trascina verso l'alto le curve sul fronte ospedaliero: i ricoveri con sintomi crescono del 15,8% (4.597 rispetto a 3.970) e le terapie intensive del 16,4% (560 rispetto a 481).

A livello nazionale, al 23 novembre, il tasso di occupazione è dell'8% in area medica e del 6% in area critica, con notevoli differenze regionali: per l'area medica superano la soglia del 15% Provincia Autonoma di Bolzano (16%) e Friuli-Venezia Giulia (18%) che con il 14% supera anche quella del 10% per l'area critica. "Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - puntualizza Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe - continuano ad aumentare: la media mobile a 7 giorni è passata da 38 ingressi/die della settimana precedente a 48".

In 18 province oltre 150 casi per 100mila abitanti
In 92 Province si registra un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto tutte le Province superano tale soglia. In 18 Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste (674), Gorizia (492), Bolzano (442), Forlì-Cesena (311), Padova (274), Rimini (249), Aosta (248), Ravenna (214), Treviso (213), Venezia (213), Vicenza (200), Pordenone (186), Udine (183), Fermo (172), Ascoli Piceno (166), Belluno (162), La Spezia (162) e Imperia (160) (tabella 2). "Quando l’incidenza supera i 150 casi per 100 mila abitanti - commenta il Presidente - gli amministratori locali devono verificare tempestivamente l’esistenza di focolai e decidere eventuali restrizioni mirate per arginare la diffusione del contagio, come già fatto dalla Provincia Autonoma di Bolzano".

Vaccini, stabili a 127mila le prime dosi nell'ultima settimana
Sul fronte della vaccinazioni, ci sono ancora oltre 7 milioni di persone non vaccinate, rileva il monitoraggio. Tuttavia, si "muovono" troppo lentamente due fasce che preoccupano: da un lato 2,62 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione, dall'altro 1,2 milioni nella fascia 12-19 che influiscono negativamente sulla sicurezza delle scuole.  Sul fronte dei vaccini restano stabili a quota 127 mila le prime dosi somministrate nell'ultima settimana. riprendono le forniture dei vaccini. In lieve aumento le somministrazioni quotidiane dei richiami ma, per coprire le persone chiamate alla terza dose entro il 31 dicembre, il ritmo dovrebbe salire a oltre 600 mila somministrazioni al giorno.

"In netto ritardo i richiami"
In Italia sono "in netto ritardo i richiami" di vaccino anti-Covid, le dosi booster che "entro fine anno  riguardano 22,6 milioni di persone". Secondo le indicazioni ministeriali, le persone che possono ricevere entro fine 2021 la dose booster sono in  totale 27,3 milioni: 15,19 milioni di over 60 che hanno completato il  ciclo con qualsiasi vaccino entro il 3 agosto; 822 mila under 60 che  hanno ricevuto il vaccino Johnson&Johnson entro il 3 agosto; 11,28 milioni di persone con età compresa fra 40 e 59 anni che hanno completato il  ciclo vaccinale con Pfizer, Moderna o AstraZeneca entro il 3 agosto. 

Per indisponibilità di alcuni dati questi numeri potrebbero essere da  un lato sottostimati (non includono il personale sanitario e gli  ospiti di Rsa under 60), dall'altro sovrastimati (includono le persone guarite da meno di 6 mesi e i deceduti appartenenti alle categorie  sopra menzionate). Ciò premesso, considerato che ad oggi sono già  state somministrate 3,91 milioni di dosi booster e 764 mila dosi  aggiuntive, entro il 31 dicembre dovrebbero essere somministrate sino  a 22,62 milioni di terze dosi, pari appunto a una media di oltre 610 mila somministrazioni al giorno.