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POLITICA

Inchiesta sul caso Lombardia Film Commission

Fondi Lega, nove in totale gli indagati per peculato

Nella rogatoria del 18 agosto i pm parlano anche della "società di sede panamense che scherma un conto in Svizzera", finita anch'essa al centro delle indagini

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Sono nove in totale gli indagati per peculato nell'inchiesta sul caso Lombardia Film Commission. Oltre ai cinque ai quali è stata applicata la misura cautelare, tra cui i tre commercialisti di fiducia della Lega e il prestanome Luca Sostegni, figurano anche Pierino Maffeis, Elio Foiadelli e Vanessa Servalli, amministratori di società riconducibili ai professionisti finiti ai domiciliari. Ed è indagato, come si sapeva, anche l'imprenditore Francesco Barachetti. Emerge dalla richiesta di rogatoria in Svizzera depositata negli atti dell'indagine. Nella rogatoria del 18 agosto i pm parlano anche della "società di sede panamense che scherma un conto in Svizzera", finita anch'essa al centro delle indagini. 

Maffeis è indagato in qualità di amministratore della Eco srl, società che trasferì il denaro incassato da Andromeda srl per la vendita gonfiata del capannone di Cormano a Barachetti service, "simulando il pagamento di fatture per operazioni inesistenti". Foiadelli risponde in qualità di amministratore della Sdc "che dietro emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti riceveva il denaro da Immobiliare Andromeda e lo trasferiva a Di Rubba e Manzoni", i due contabili della Lega, "e a persone giuridiche a costoro riferibili". Servalli, poi, è indagata in qualità di amministratore della Taaac srl, "società immobiliare veicolo domiciliata presso lo studio di Michele Scillieri", altro commercialista arrestato. Negli atti della rogatoria i pm riportano anche la testimonianza di Roberto Tradati, responsabile della fiduciaria Fidirev attraverso la quale sarebbero transitati parte degli 800mila euro incassati dalla vendita del capannone. Il teste ha parlato della "Gleason", società panamense. "Scillieri - ha detto - è venuto da me per comunicarmi che aveva intenzione di riportare anche fisicamente i soldi in Italia e di chiudere il mandato fiduciario". E lui gli disse, però, che era "necessario risolvere in Svizzera la situazione della Gleason", che era amministrata da "Dreieck, una fiduciaria svizzera che gestisce anche società panamensi". E fecero un'operazione per la quale alla fine "Dreieck gestiva Gleason per conto di Sostegni", il presunto prestanome in carcere, "e non più per conto di Scillieri".   Su Gleason "gravava" un debito di 400mila euro. In questo modo i pm riassumono l'operazione: "Sostegni compra per un euro una società di sede panamense che scherma un conto svizzero, gestito da una fiduciaria svizzera, gravato da un debito e ripiana questo debito con la provvista proveniente da Andromeda".
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