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EUROPA

G20 Agricoltura di Firenze

Wojciechowski: "L'Italia ha garantito le derrate all'Ue. Trarne lezione, è una storia di successo"

"Aziende più piccole della media Ue ma con alta produttività", dice il commissario Ue per l'Agricoltura. "Su fondi Pac trasparenza, evitare abusi" ammonisce. "Sulla sostenibilità l'Italia è a un buon livello"

Janusz Wojciechowski
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"Sono qui per congratularmi con la Toscana e con Firenze per ospitare questa riunione del G20 e credo che non ci fosse posto migliore per un incontro come questo. E vorrei ringraziare anche gli agricoltori italiani per aver garantito la sicurezza alimentare in un tempo di crisi acuta, una crisi che ha colpito l'Europa dal punto di vista sanitario, economico, ciononostante durante questo difficile momento tanto gli agricoltori quanto l'industria della trasformazione agroalimentare non si sono fermati così come non si sono fermate le forniture di derrate alimentari per l'Europa". Così Janusz Wojciechowski, commissario europeo per l'Agricoltura, a Firenze per il G20 dell'Agricoltura, dopo un incontro con il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.  "Credo che questo dimostri la forza la stabilità dell'apparato agricolo - ha aggiunto - però ci sono anche stati dei segnali che abbiamo voluto cogliere e delle indicazioni per migliorare la resistenza di questo settore, e per migliorare il grado di sostenibilità dell'agricoltura e questo di fatto è uno degli obiettivi principali, se non la base stessa, della politica agricola comune che stiamo varando in questo momento".

Traiamone una lezione
"Per me è importante trarre una lezione dalle caratteristiche dell'agricoltura italiana perché è una storia di successo, è un settore che va bene, perché si basa su una struttura di piccole e medie imprese, o imprese a conduzione familiare che di fatto hanno un'estensione inferiore alla media europea, quella italiana è 11 ettari, quella europea è 16 ettari. Ma di fatto l'indice di produttività delle imprese è molto alta" ha concluso il commissario europeo.

Caso Prosek, "attenzione per le considerazioni dell'Italia"
"La Commissione europea ha svolto molte analisi giuridiche dalle quali è emerso che non ci sono motivi per rifiutare la richiesta croata, perché il Prosecco e il Prosek sono stati riconosciuti come prodotti differenti. Tuttavia, oggi ho ascoltato molte considerazioni da parte dell'Italia, del ministro Patuanelli e delle Regioni. La questione del Prosecco è molto specifica e seria. Considererò in modo molto serio le obiezioni dell'Italia, e su questo aspetto non c'è ancora la parola fine" ha poi spiegato Wojciechowski, interpellato sul caso  a margine di un incontro nell'ambito del G20.

Su fondi Pac trasparenza, evitare abusi
"I fondi Pac sono una porzione consistente" dei fondi europei "e noi dobbiamo prestare moltissima attenzione a determinate questioni, come la trasparenza, per evitare fattispecie di conflitti di interessi gravi negli stati membri. Io ho recentemente inviato una lettera a tutti i ministri dell'agricoltura per ricordare ridurre al minimo il rischio di conflitto di interesse" ha detto il commissario Ue. "Abbiamo incontrato difficoltà con alcuni stati membri - ha poi aggiunto - ma sappiamo esattamente cosa fare per scongiurare la possibilità che questo si riproponga in futuro".

"Vorrei aggiungere - ha proseguito Wojciechowski - che, di fatto, rispetto all'opinione comune che gli abusi principali avvengano nell'ambito dell'agricoltura, non è esattamente così".   "In un mio incarico precedente - ha detto - ero alla Corte dei conti per l'agricoltura, e a livello generale l'errore è molto inferiore nell'ambito dei finanziamenti rispetto ad altri ambiti, come i fondi di coesione".  "La situazione non è così compromessa - ha concluso -ovviamente dobbiamo ridurre il rischio di spese non dovute o di abusi, per questo nei piani nazionali ci dovrà essere un capitolo specifico per dimostrare il rispetto delle regole e ridurre i casi di abuso".

Sulla sostenibilità l'Italia è a un buon livello
"Va ricordato che nella nostra riforma quello che tendiamo ad ottenere è un maggior grado di sostenibilità e su questo l'Italia è molto ben piazzata perché rispetto ad altri Paesi, le emissioni di gas serra, l'utilizzo di fertilizzanti e concimi di vari genere non è così alto. In Italia dunque il grado di sostenibilità dal punto di vista ambientale è già buono come punto di partenza".

"In Italia dunque il grado di sostenibilità ambientale è già buono come punto di partenza - ha ribadito Wojciechowski -, per non parlare poi di caratteristiche della struttura agricola italiana che sono vantaggiose su questo versante come ad esempio la filiera corta, la grande funzionalità dell'organizzazione di filiera, la collaborazione tra produttori e impianti di trasformazione".

Coldiretti: record per cibo italiano alI'estero (+13%)
L'alimentare Made in Italy fa registrare il record storico nelle esportazioni con un balzo del 13% nel 2021 e punta verso la storica cifra di 50 miliardi di euro mai registrata nella storia dell'Italia. Lo fa sapere la Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi sette mesi del 2021, in occasione del G20 a Firenze dove e è stata allestita una maxi fattoria sui primati del Made in Italy a tavola. E' un risultato ottenuto nonostante le difficoltà degli scambi commerciali e il lockdown in tutti i continenti della ristorazione che ha pesantemente colpito la cucina italiana ma anche favorito il ritorno in tutti continenti alla preparazione casalinga dei pasti con il boom delle ricette Made in Italy.

"L'Italia può ripartire dai punti di forza con l'agroalimentare che può svolgere un ruolo di traino per l'intera economia", ha affermato il presidente Ettore Prandini nel sottolineare però che "per sostenere questo trend di crescita occorre anche agire sui ritardi strutturali dell'Italia e sbloccare tutte le infrastrutture; un deficit che ci danneggia in termini di minor opportunità di export, al quale si aggiunge il maggior costo della bolletta logistica legata ai trasporti e alla movimentazione delle merci".

Cia: per l'agricoltura risorse e politiche sostenibili
"La sforzo collettivo verso sistemi agroalimentari green, resilienti ed equi va sostenuto con politiche dedicate e risorse adeguate, a cominciare dal Recovery Fund" ha detto il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, intervenuto al G20 nell'avanzare ai ministri richieste ben precise. Vale a dire aumentare l'accesso al credito e alla terra, fermare il consumo di suolo, investire in ricerca e nuove tecnologie, lavorare sulla formazione, ridurre gli sprechi nelle filiere incrementando il recupero delle eccedenze di cibo, aprire i mercati con regole commerciali chiare e valorizzare le produzioni di qualità. Obiettivi che diventano priorità se si guarda alle condizioni di Paesi come l'Africa, al quale Cia ha dedicato un focus, dove circa il 60%della popolazione ha meno di 25 anni, ma l'età media di un piccolo agricoltore africano è di oltre 60 anni. "E'indispensabile  creare attraverso l'attività agricola, la valorizzazione delle comunità rurali e migliorare la condizione di vita delle popolazioni", ha detto il presidente, che con ASeS, la Ong di Cia e Agricoltura è Vita porta avanti da anni progetti per lo sviluppo agricolo in Africa volti alla formazione e alla conoscenza delle buone pratiche e delle innovazioni.

Patuanelli: forum finestra aperta verso Paesi non G20
"Mi auguro che dal dibattito possa scaturire un impegno comune e una rinnovata alleanza sia a livello internazionale che nel rapporto pubblico-privato per portare avanti le sfide dell'agenda 2030 e per procedere insieme verso modelli sempre più sostenibili in coerenza con le problematiche dei singoli territori in cui si sviluppano".   Questo l'augurio lanciato dal ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli nel suo intervento di apertura all'Open Forum del G20, sottolineando che "questo Forum vuole rappresentare una finestra aperta dei paesi del G20 verso paesi non G20, le organizzazioni internazionali, le associazioni degli agricoltori, la comunità scientifica imprenditrici e imprenditori agricoli".

"L'agricoltura - ha affermato il ministro - ha un ruolo prioritario per la salvaguardia del nostro pianeta. Agricoltori e allevatori sono i primi custodi del territorio, capaci di preservarlo da incendi, smottamenti e alluvioni e al tempo stesso renderlo produttivo. Sono un anello fondamentale per il raggiungimento di quella sostenibilità economica, sociale e ambientale sulla quale ci stiamo impegnando su tanti fronti". "Non era scontato riuscire ad essere qui in presenza - ha detto- ed è una vera emozione dopo un anno e mezzo difficile per tutto il pianeta poter incontrare fisicamente i colleghi e le tante persone che si occupano fisicamente di agricoltura".

Giani: nella carta di Firenze l'agricoltura sarà al centro dell'Europa
"La Carta di Firenze che uscirà da questo G20 ribadirà che l'agricoltura è al centro dell'Europa per le generazioni future e siamo orgogliosi che il messaggio parta dalla Toscana che oggi riafferma il proprio ruolo strategico che da sempre ha avuto in questo settore". Con queste parole il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha concluso la mattinata di lavori che ha preceduto l'apertura ufficiale del G20 programmato per il pomeriggio al teatro della Pergola, a Firenze. "In questi giorni Firenze è una costellazione di momenti importanti di confronto che ci porteranno alla costruzione della carta di Firenze, cioè l'indirizzo strategico per l'agricoltura del futuro, con la centralità di un sistema alimentare sostenibile che segua lo schema dal produttore al consumatore, con una nuova strategia sulla biodiversità che tuteli e migliori la varietà di piante e animali nell'ecosistema rurale, con pratiche che contribuiscano  all'azione per il clima del Green Deal per conseguire l'obiettivo di azzerare le emissioni entro il 2050; con una  strategia forestale aggiornata".

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