Original qstring: refresh_ce | /dl/rainews/articoli/G20-salute-in-campidoglio-seconda-giornata-speranza-condizioni-per-firmate-patto-di-roma-08045431-a104-42c0-b17e-e628dd32c3a5.html | rainews/live/ | true
Coronavirus

Il Patto di Roma: 'il 40% immunizzato entro l'anno'

​Vaccino, Speranza: "già da Settembre terza dose ai fragili"

"La terza dose in Italia da Settembre per i pazienti fragili come gli oncologici o i trapiantati. Poi vedremo se proseguire con gli over 80 e residenti rsa e personale sanitario", ha detto il ministro Speranza che ha annunciato l''estensione a breve del green pass. L'annuncio al termine del G20 salute a Roma che ha approvato un Patto per l'accesso ai vaccini a tutta la popolazione mondiale

Condividi
"La terza dose" di vaccino anti-Covid "in Italia ci sarà. Noi partiremo sicuramente già nel mese di settembre per le persone che hanno fragilità di natura immunitaria, come i pazienti oncologici, i trapiantati e coloro che hanno avuto una risposta immunitaria fragile rispetto alla somministrazione delle prime due dosi". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella conferenza stampa conclusiva del G20 Salute, a Roma. "Poi - ha aggiunto il ministro- con tutta probabilità la campagna della terza dose continuerà: da un lato le persone più anziane, ultra80enni, dall'altro chi vive nelle Rsa e  il personale sanitario"

Alla domanda se non ci sia una contraddizione tra l'obiettivo di aiutare prima i Paesi che non sono stati vaccinati e il fatto che i Paesi più ricchi già partano con la terza dose, il ministro ha sostenuto come "le due cose si devono tenere insieme. Non possiamo disperdere il livello di protezione che abbiamo raggiunto nei Paesi dove la campagna è già avanti, perché significherebbe tornare indietro, ma contemporaneamente " bisogna "fare una grande operazione in tutti gli altri Paesi del mondo. Le cose non devono essere una alternativa all'altra".

Dichiarazione congiunta: vaccinare il 40% entro l'anno
"In linea con l'Oms, sosteniamo l'obiettivo di vaccinare almeno il 40% della popolazione globale entro la fine del 2021. Riaffermiamo l'impegno dei nostri Leader al Global Health Summit per rafforzare le capacità produttive locali e regionali, sviluppare una capacità regolatoria regionale e promuovere standard minimi di qualità dei prodotti medicali". Lo affermano i ministri della Salute del G20 nella Dichiarazione finale. Le azioni chiave focalizzate riguardano quattro aree prioritarie: "ripresa sana e sostenibile; costruire resilienza One Health; risposta coordinata e collaborativa; vaccini, terapeutici e diagnostici accessibili". 

La due giorni, presieduta dal ministro italiano, si è svolta ai Musei Capitolini, dove furono firmati, nel 1957, i Trattati di Roma, prima tappa nella costruzione di quella che sarebbe diventata Unione europea.

Sul fronte della lotta al Covid-19, spiega il ministro, "ci sono distanze molto forti tra i Paesi più ricchi e più avanzati che hanno percentuali di vaccinati molto significative e ci sono Paesi che invece sono indietro". L'obiettivo è portare il vaccino dappertutto, "anche nei paesi più fragili". Il messaggio, sottolinea Speranza, è che "se una persona sta male va curata, indipendentemente dalla propria condizione economica, indipendentemente dal posto in cui è nata, indipendentemente dal colore della pelle. Il Patto di Roma considera questo come essenziale", conclude il ministro che ancora una volta evidenzia l'importanza della campagna vaccinale anti-Covid bollando come "inaccettabili" le minacce 'no-vax' arrivate a diversi giornalisti. 

Oms: solo il 2% vaccinati in Africa, 'inaccettabile'
 "Quando ci siamo incontrati virtualmente a Riad l'anno scorso, tutti speravamo che ormai la pandemia fosse sotto controllo". E invece "è vero l'opposto. Molti Paesi continuano ad affrontare un forte aumento dei casi e dei decessi, nonostante siano stati somministrati più di 5 miliardi di vaccini in tutto il mondo. Ma quasi il 75% di queste dosi è stato somministrato in soli 10 Paesi. L'Africa ha la copertura vaccinale più bassa, con il 2%. Questo è inaccettabile". Comincia con un forte monito il messaggio inviato al G20 Salute dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ricorda come sarà possibile raggiungere gli obiettivi prefissati per contenere la pandemia "solo con l'impegno e il sostegno dei Paesi del G20".

Nel mondo ci sono 70 Paesi che non hanno ossigeno sufficiente per curare i malati di Covid-19. E molti degli Stati più in difficoltà sono africani, almeno 25, con situazioni particolarmente gravi in Etiopia, Nigeria, Ghana, Benin, Togo, Costa d'Avorio e Somalia. E' la denuncia di Every Breath Counts, un'associazione che supporta i Paesi più poveri nella lotta alla polmonite.

Mantovani: errore non condividere vaccini
"Uno degli errori commessi" durante la pandemia "è stata la mancanza di condivisione dei vaccini, perché non possiamo lasciare un continente come l'Africa dipendente per il
99% dalla produzione esterne di vaccini". Lo ha detto l'immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico dell'Istituto clinico Humanitas e professore emerito dell'Humanitas University a Milano, in collegamento con 'RaiNews24' in diretta da G20 Salute a Roma rispondendo alla domanda sugli errori commessi nell'affrontare l'emergenza Sars-Cov-2.

Secondo Mantovani, sono stati commessi anche altri errori: "Un coordinamento internazionale, la prevenzione con gli studi sui patogeni degli animali, come li alleviamo e la necessità di fare ricerca. E poi - ha aggiunto - come affrontiamo le pandemia. Abbiamo una grande minaccia che è costituita dai batteri resistenti agli antibiotici, dobbiamo avere comportamenti responsabili ed essere preparati".

Unicef: soddisfazione e sostegno
"Desideriamo esprimere grande soddisfazione per gli esiti della prima riunione di ieri dei Ministri della Salute del G20", dichiara Andrea Iacomini Portavoce dell'Unicef Italia. "Ci hanno colpito in particolar modo le parole del Ministro della Salute italiano Roberto Speranza che ha parlato di 'Patto di Roma' per garantire non solo il rafforzamento dei sistemi sanitari nazionali ma anche per non lasciare indietro nessuno e garantire vaccini anche ai paesi più fragili".

"Siamo da subito disponibili a fornire tutto il nostro contributo per dare sostegno al Governo sugli impegni contenuti nel Patto di Roma nella consapevolezza che - conclude il responsabile Uniced Italia - non c'è e non ci sarà sicurezza per nessun Paese al mondo nella lotta contro il Covid se non ci sarà equità nella diffusione dei vaccini. Covax rappresenta anche una grande rivoluzione sociale e culturale che speriamo trovi l'impegno di tutti".

Ue, Kyriakides: unione per malattie emergenti
 "Una forte Unione della Salute garantirà che l'Ue sia meglio attrezzata per affrontare le crisi future. Ma abbiamo bisogno di una sorveglianza unica globale per le malattie emergenti, comprese le pandemie silenziose come l'Amr (la resistenza agli antibiotici, ndr). Il G20 che agisce insieme può fare la differenza". Così la Commissaria Ue alla salute, Stella Kyriakides, su Twitter.

"L'Ue, i suoi Stati membri e le istituzioni finanziarie, come Team Europe, hanno finora mobilitato oltre 40 miliardi di euro per gli sforzi dei Paesi partner per combattere il Covid-19. Abbiamo sostenuto l'avvio della vaccinazione globale con oltre 3 miliardi di euro a sostegno di Covax", ha dichiarato Kyriakides, nel suo intervento al G20. "L'Ue ha dato l'esempio, esportando circa la metà della sua produzione. Si tratta di 700 milioni di dosi di vaccino esportate in 130 Paesi in tutto il mondo", ha evidenziato. 

Bombardieri (Uil): ruolo centrale sanità pubblica
"Se il Covid ha mietuto tante vittime è anche perché, negli ultimi decenni, in Italia, in Europa e in diverse parti del mondo, la sanità pubblica ha subito tagli indiscriminati in nome di logiche di austerità e di un neoliberismo sfrenato", dichiara il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, in vista del suo intervento ai lavori del G20 sulla Salute. "Oltre alla necessita' di cospicui investimenti nel settore - prosegue Bombardieri - noi crediamo che sia indispensabile derogare alla normativa sui brevetti, non solo per i vaccini ma anche per tutti quei dispositivi che sono utili a prevenire il virus o a curare la malattia".

 
Condividi