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SALUTE

Glaucoma, il ladro della vista

Si tiene a Verona il 18, 19 e 20 Giugno 2015 il Primo Congresso Congiunto Nazionale A.I.S.G.- S.I.GLA. sul Glaucoma. Per la prima volta le due Società scientifiche, l’AISG (Associazione Italiana Studio del Glaucoma), il cui Presidente è il Prof. Federico Grignolo, e la S.I.GLA (Società Italiana Glaucoma), il cui Presidente è il Dott. Lucio Zeppa, si ritroveranno per fare il punto sulla conoscenza e il trattamento di questa malattia.
E’ la prima volta che tutti gli esperti italiani si riuniscono per aggiornare gli oculisti sulle novità e per discutere sugli argomenti ancora controversi che riguardano la malattia.
Intervista col Prof. Giorgio Marchini Direttore della Clinica Oculistica dell'Università di Verona
AOUI di Verona

Foto Prof. Marchini
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Professore, una malattia insidiosa il glaucoma, che produce danni che possono essere irreversibili al nervo ottico senza dare sintomi, nel frattempo. Come ci si accorge che qualcosa non va?

E’ proprio così. Gli inglesi chiamano questa malattia “il ladro silenzioso della vista”. Nel glaucoma la pressione intraoculare si innalza e questo, col tempo, danneggia irreversibilmente e progressivamente il nervo ottico. Non dando sintomi le persone non possono accorgersi. Diviene quindi molto importante la prevenzione. Poiché questa malattia colpisce generalmente dopo i 40 anni sarebbe opportuno che da questa età tutti si sottoponessero periodicamente ogni 1-2 anni ad una visita di controllo che comprenda la misura della pressione intraocuare. Quale occasione migliore della presbiopia? (parola che definisce la comune difficoltà nel leggere da vicino che si verifica proprio intorno ai 45 anni). Tutti diventiamo presbiti e la necessità di un occhiale da lettura può essere il momento più giusto per effettuare una visita in cui l’oculista possa determinare anche la pressione intraoculare e osservare il nervo ottico.

Essenziale quindi rilevare la pressione oculare: che non va confusa con quella generale del corpo

Anche questo è vero. La pressione intraoculare non va confusa con quella arteriosa sistemica e per la sua misura è necessaria una strumentazione specifica e dedicata. Esistono più modi per determinare la pressione intraoculare. Alcuni sono meno precisi, ma molto utili per effettuare lo screening e indirizzare le persone che lo richiedono a misurazioni più dettagliate e ad altri accertamenti più approfonditi che riguardano lo studio delle fibre del nervo ottico e della funzione visiva attraverso l’esame del campo visivo.

Chi è esposto a questa patologia?

Il glaucoma si verifica più facilmente nelle famiglie dove la malattia è già presente. L’ereditarietà gioca un suo ruolo, aumentando la probabilità che il glaucoma si manifesti nei discendenti dei familiari affetti rispetto a quanto si manifesti nella popolazione normale. Un altro fattore di rischio è la miopia medio-elevata. L’occhio miope è più labile, più suscettibile nei confronti di questa malattia. Esistono poi alcune caratteristiche oculari che rendono il glaucoma più probabile ed aggressivo. Fra queste l’avere una cornea con uno spessore ridotto oppure avere la cosiddetta pseudoesfoliazione, una particolare e specifica sindrome oculare.

Cosa fare per interrompere la degenerazione del nervo ottico? Ed è possibile ripristinarne la funzione?

Il provvedimento principale da attuare per curare il glaucoma è abbassare la pressione intraoculare fino a quel livello che è in grado di rallentare e arrestare la sofferenza e la perdita di fibre del nervo ottico. Questo è possibile utilizzando dei farmaci in collirio, anche più farmaci combinati fra loro, oppure specifici trattamenti laser e interventi chirurgici, tutti finalizzati sempre a ridurre la pressione intraoculare. Da non molti anni si stanno poi studiando anche altre terapie, mirate a proteggere il nervo ottico ed ottenere quella che viene definita come “neuroprotezione”. In questo nuovo settore terapeutico abbiamo finora farmaci non molto efficaci, ma la ricerca è promettente. Se si riesce poi ad abbassare la pressione intraoculare in modo molto efficiente, è anche possibile un modesto recupero della funzione. Questa cosa è sempre stata considerata non possibile, ma i dati recenti sembrano poterla confermare, anche se in misura ridotta.
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