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FIFA 2014

La finale delle Leader

Germania-Argentina, il rigore della Merkel contro il rischio default della Kirchner

Due paesi guidati da donne, Angela Merkel e Cristina Kirchner. Due modi diversi di intendere la politica, la società e, soprattutto, l'economia

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di Alberto Gioffreda Messi contro Muller, Sabella contro Loew, addirittura Bergoglio contro Ratzinger. Ma Germania-Argentina, la finale del 13 luglio al Maracanà di Rio de Janeiro, sarà anche la sfida tra le donne che guidano i due paesi, la cancelliera Angela Merkel e la presidente Cristina Kirchner. Leader diverse nel modo di intendere la politica, lontane tanto quanto possono essere la società e l’economia di Buenos Aires e Berlino.

La Kirchner ha ‘ereditato’ la Casa Rosada dal marito Nestor, presidente dell’Argentina dal 2003 al 2007, poi morto nel 2010. Lei, eletta per ben due volte e in carica da sette anni, del coniuge ha praticamente proseguito le politiche in campo economico e sociale, con una spesa pubblica in continuo aumento dopo il default del 2002, dichiarando in qualsiasi uscita pubblica che l’Argentina è una nazione in crescita. Adesso però sembra di nuovo sull’orlo del fallimento, dopo la sentenza della Corte Suprema Usa che ha rigettato il ricorso del paese contro il pagamento agli hedge fund. “Un’estorsione” secondo la Kirchner considerata, in patria e all’estero, come una signora con una cambiale in scadenza. Una donna preoccupata perché sa che è a un passo da fallimento, ma potrebbe virare verso la riscossa con una vittoria ai Mondiali.

Totalmente diversa la posizione di Frau Merkel. Vissuta nel comunismo della Germania Est, dopo la riunificazione tedesca la cancelliera ha avviato la sua carriera con i cristiano-democratici , diventandone leader e assumendo poi la carica di primo ministro ininterrottamente dal 2005 ad oggi. Un mandato, rinnovato due volte dagli elettori, fatto soprattutto di rigore, la parola d’ordine di Berlino anche nei confronti degli altri paese europei considerati poco affidabili. Integrazione, impegno, dedizione e fatica nel tenere i conti in ordine sono i dogmi anche della squadra di Loew in campo. E da questo punto di vista i tifosi si identificano nei giocatori della Mannschaft.

Non è lo stesso per l’Albiceleste, che con Messi in campo potrebbe puntare tutto sulla fantasia ma il tecnico Sabella finora ha lasciato poco spazio all’estro e solo nei momenti delicati il campione del Barcellona ha deciso di far tutto da solo e risolvere le partite con il suo sinistro. Un segnale per gli argentini che domenica  al Maracanà arrivano con l’etichetta di ‘cattivi pagatori’ contro gli ‘inflessibili’ panzer, sperando che il riscatto passi attraverso il talento dei campioni sudamericani. Muller e compagni permettendo.  
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