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SPORT

La 99ma edizione entra nella storia

Giro d'Italia: Nibali in rosa fantastico bis a Torino

Rinnovato il successo del 2013. Il campione messinese ora punta alle Olimpiadi. Sul podio anche il colombiano Chaves e lo spagnolo Valverde. Ultima tappa in volata al tedesco Arndt

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di Nicola Iannello Passerella trionfale per Vincenzi Nibali. Il Giro d’Italia incorona per la seconda volta il campione messinese, che con il successo nella 19.ma tappa e il forcing nella 20.ma, ha ribaltato una classifica che lo vedeva al 4° posto, a oltre 4’ dalla maglia rosa, allora l’olandese Steven Kuijswijk. Lo ‘Squalo dello Stretto’ bissa il successo del 2013 e si conferma corridore da corse a tappa. Fa parte del ristretto club (sei uomini solamente, secondo italiano dopo Felice Gimondi) che ha vinto almeno una volta tutti grandi giri: Nibali si è aggiudicato la Vuelta a España nel 2010 e il Tour de France nel 2014. Nel suo palmarès anche due titoli italiani (2014 e 2015) e un Giro di Lombardia (2015).
 
Sul podio della corsa rosa edizione numero 99 anche il colombiano Esteban Chaves, a 52” da Nibali, e lo spagnolo Alejandro Valverde, a 1’17”.
 
La cronaca dell’ultima tappa, da Cuneo a Torino, di 163 km, con circuito finale cittadino da percorrere otto volte. Tra l’altra, a causa della pioggia la giuria ha deciso la neutralizzazione dei tempi a 30 km dall’arrivo, quindi Nibali ha vinto il Giro prima di tagliare il traguardo… Frazione animata dalla fuga degli olandesi Tjallingii e van Emden, evasi dal gruppo dopo 95 km. I fuggitivi non hanno mai avuto un vantaggio cospicuo, al massimo 1’02”. Tjallingii cede ai -10 km, van Emden ai -7. In contropiede prova a partire Sonny Colbressi, che cade urtando il marciapiede. Davanti rimane un plotone di una ventina di unità. La volata viene vinta da Nikias Arndt, che porta a sette le vittorie di tappa tedesche. Giacomo Nizzolo, arrivato davanti a tutti, è stato declassato per aver stretto alle transenne Sacha Modolo. Nibali arriva a braccia alzate a un paio di minuti, scortato dalla sua squadra, su tutti il “domatore” della Cima Coppi, Michele Scarponi.
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