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MONDO

Sanità

Gran Bretagna, farmaco contaminato uccide un neonato e ne infetta altri 14

Le autorità sanitarie: «Ci potrebbero essere altri bambini avvelenati»

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Un farmaco nutrizionale somministrato via flebo e per un neonato del St Thomas Hospital di Londra non c’è stato scampo. Il piccolo è morto domenica in seguito a una grave forma di setticemia scatenata dal Bacillus cereus, batterio killer che contamina principalmente prodotti a base di riso.

I contaminati potrebbero essere di più
Dopo la morte del neonato, sottoposto ad alimentazione assistita in quanto prematuro, l’ospedale ha subito sospeso la somministrazione del farmaco. Tuttavia la tempestività del St Thomas non è riuscita a salvare dall'infezione altri 14 neonati – di cui 2 curati proprio lì – contaminati in sei ospedali inglesi, tra cui quelli di Brighton, Cambridge e Luton. I bambini sono stati subito sottoposti a un trattamento massiccio con antibiotici e starebbero rispondendo bene. Subito prima dell’allarme – dice il Daily Telegraph – almeno 160 flebo contaminate sono state inviate a 22 ospedali inglesi. La casa farmaceutica ha collaborato fin da subito e le flebo sarebbero già state tutte intercettate e ritirate.

Le indagini delle autorità sanitarie
"Abbiamo avvertito tutti gli ospedali del paese – ha dichiarato Paul Cosgrove, direttore della protezione sanitaria del Public Health England – così, se ci sono casi di cui ancora non siamo a conoscenza, lo scopriremo presto". Le autorità sono positive ma non escludono l’infezione di altri bambini. La flebo killer sarebbe il risultato di una contaminazione accidentale, avvenuta in uno stabilimento farmaceutico a nord-ovest di Londra.

Il primo caso
Il primo neonato sarebbe stato contaminato sabato al Chelsea and Westminster Hospital. Inizialmente si pensava potesse trattarsi di un’infezione locale fino a quando, tra lunedì e martedì, sono stati segnalati casi anche in altre parti dell’Inghilterra. L’ultimo caso è stato registrato ieri a Luton, 50 chilometri a nord di Londra. Un’emergenza individuata rapidamente "ma comunque troppo tardi per salvare una vita", hanno commentato le autorità sanitarie. 
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